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La Cremo del decennio: il resoconto anno per anno
La Cremo del decennio: il resoconto anno per anno

2014-2015: POLITICA DEI GIOVANI CON MONTORFANO-GIAMPAOLO

La maggior parte della tifoseria, dopo l’ennesima delusione, vuole i giovani in campo, allora Gigi Simoni – divenuto presidente – accontenta tutti e piazza sulla panchina della prima squadra Mario Montorfano, promuovendolo dalla Berretti. Tanti infatti i ragazzi promossi dal vivaio: Galli, Battaiola, Zieleniecki, Gambaretti, Favalli, Ciccone, Tripsa, Mascolo, Manaj, Carletti e chi più ne ha più ne metta. Oltre a loro, altri giovanissimi quali Venturi, Crialese, Palomeque, Lombardo, Moroni, Messetti, Kirilov e il figlio d’arte Di Francesco. I non citati hanno comunque 25 anni o meno (vedasi Palermo e i due Marchi), Brighenti è già leader anche se solamente 26enne e l’unico over 30 è Jadid, centrocampista di qualità tecniche straordinarie (arriverà addirittura in doppia cifra in quanto a gol) ma avrà uno screzio con la tifoseria. Era normale non aspettarsi un campionato di vertice: dopo 9 giornate si vince solamente 2 volte, il derby a Mantova e col Sudtirol in casa (al Druso è impossibile!). Pesano i k.o. casalinghi con Renate e Bassano, squadra sconfitta anche all’ultimo secondo a Pordenone e in trasferta a Salò (entrambe 1-0). I punti sono 9 dopo 9 turni, la classifica piange: playoff molto lontani e zona retrocessione a sole 3 lunghezze di distanza.

La Cremo vince in casa col Venezia, pareggia fuori col Real Vicenza e perde 1-0 allo Zini col Monza (gol di Zullo, che poi sarà grigiorosso). Sabato 15 novembre bisogna giocare a Como, ma causa nubifragi il match viene rinviato a dicembre e la società sceglie a sorpresa di cambiare allenatore: via Montorfano, dentro Marco Giampaolo, che dopo la fuga di Brescia era del tutto sparito dai radar. L’esordio è da incubo: il Pavia passa 4-1 al Fortunati, il tecnico abruzzese dirà a tanti anni di distanza che di quella Cremo non conosceva praticamente nessuno, essendo tutti giovanissimi. Il percorso non è semplice, ma Giampaolo comincia a dare certezze, vince 3 delle successive 4 partite, rilanciandosi in chiave playoff. L’altra, unica sconfitta prima della sosta è in Sardegna a Sassari: la Cremo vince 2-0 contro il Torres di Maiorino, poi cade 3-2. A gennaio serve esperienza, allora il nuovo ds Stefano Giammarioli, in sella dall’estate, porta a Cremona le certezze difensive Briganti-Castellini, il 23enne centrocampista Finazzi (aveva alle spalle quasi 45 partite col Brescia in B) e il coetaneo Pasi, che era a Bologna. I risultati sono deludenti, da gennaio a inizio marzo le vittorie sono appena 2. Quando la Cremo crolla 3-0 a Venezia, i grigiorossi sono ad un passo dalla zona calda.

Molto meglio il finale, tanto che Giampaolo meriterebbe la riconferma: 14 punti nelle ultime 7, si raggiunge quota 50, una posizione di metà classifica. Per la piega che aveva preso la stagione, di sicuro un buon risultato. È servito quantomeno comprendere che il progetto di soli giovani non può funzionare se l’obiettivo è essere promossi.

CASO JADID – A marzo del 2015 scoppia a Cremona il caso Jadid, che dopo la vittoria per 3-2 in casa della Cremonese contro la FeralpiSalò dirà di aver udito cori razzisti nei suoi confronti da parte dei propri sostenitori. Addirittura andrà la settimana successiva in Rai a Quelli che il calcio per denunciare il fatto a livello nazionale. A Cremona e ai suoi tifosi la questione non va giù, convinti che sia tutto per farsi pubblicità, allora il comunicato della Sud è chiarissimo: “Ha disonorato la parola, la maglia e la curva. Via da Cremona!”. Non verrà infatti riconfermato.

Redazione

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