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La Cremo del decennio: il resoconto anno per anno
La Cremo del decennio: il resoconto anno per anno

2017-2018: DAL SOGNO ALL’INCUBO, CON CONSOLAZIONE FINALE

La Serie B è tutt’altra cosa e la Cremonese lo sa: Tesser vuole mantenere lo zoccolo duro della promozione e viene accontentato, Giammarioli puntella la rosa con elementi di estrema qualità per la categoria: Ujkani, Claiton, Almici, Renzetti, Arini, Piccolo, Croce, Mokulu e soprattutto Gaetano Castrovilli e Paulinho. Il primo è talento pugliese in prestito dalla Fiorentina e si rivelerà un grande acquisto, il secondo è riportato in Italia – dove aveva segnato montagne di gol – da tre anni in Qatar. Una scommessa vinta in parte, perché è fra i più forti giocatori visti a Cremona negli ultimi tempi, peccato solamente per la fragilità muscolare che gli impedirà di incidere come vorrebbe. Si comincia il 25 agosto con una sconfitta immeritata a Parma (1-0, rigore Calaiò), ma per il resto sarà un girone d’andata trionfale: si ricordano specialmente le vittorie nel derby col Brescia per 2-0 allo Zini, il 3-2 di Foggia partendo dal doppio svantaggio, la trasferta di Cittadella con cavalcata di Cavion al 98′, i due 1-0 allo Zini con Spezia e Cesena nati nei minuti finali. Particolare anche il 3-3 col Perugia con doppietta di un Paulinho strepitoso (a segno anche in rovesciata). Al rientro dalla sosta invernale, datato 20 gennaio 2018, quell’1-0 al Parma, ancora firmato Cavion, segna il punto più alto della recente storia grigiorossa. Stadio Zini in totale euforia, con anche la riapertura dei Distinti dopo oltre una decade, Tesser venerato e Cremo quarta in classifica, a -5 dalla zona promozione diretta.

Da quel giorno, delusioni a non finire, tranne qualche rara eccezione. Colpa di un mercato decisamente non all’altezza: Mokulu si era fatto male a dicembre e si sapeva sarebbe stato fuori fino a fine stagione, Paulinho singhiozzava dal punto di vista fisico continuamente, e i soli Brighenti-Scappini, eroi della promozione ma alla prima esperienza in B, non potevano bastare là davanti. Arrivano un giovanissimo Scamacca e il veterano Juanito Gomez, che non era certamente più quello di Verona, ma anche – dagli svincolati – Abel Camará, totalmente sconosciuto. Segneranno appena un gol a testa in un intero girone di ritorno, che sarà un incubo per la Cremo, incapace di tornare al successo per ben 18 partite di fila. Dal quarto posto al rischio serissimo di tornare in Lega Pro, ad un certo punto la società, a cinque giornate dalla fine, sceglie di dare una scossa, sostituendo a malincuore Tesser con Andrea Mandorlini. Sconfitta all’esordio a La Spezia 1-0 a fine aprile con squadra contestata al Centro Arvedi al ritorno, pareggini con Novara in casa ed Empoli (già promosso) fuori, poi la liberazione in quel 5-1 altisonante al Venezia di Pippo Inzaghi alla penultima giornata: Cremo aritmeticamente salva, poi sconfitta 1-0 a Cesena all’ultimo turno. Stagione dai due volti, per fortuna terminata con la gioia della salvezza dopo aver rischiato tantissimo.

Redazione

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