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Cremo, giochi col fuoco
Cremo, giochi col fuoco

Contro il Pordenone la Cremo trova la seconda vittoria consecutiva, frutto di tenacia, sofferenza e un “pizzico” di fortuna

Dopo aver raccolto 9 punti in tre mesi la Cremo centra il colpaccio ne fa 6 in quattro giorni, uscendo dalla zona playout per la prima volta da inizio stagione. La vittoria non inganni: la partita contro il Pordenone ricalca pericolosamente quella contro il Cosenza. Mentre il saldo della fortuna cambia decisamente segno, Bisoli può gongolare per i risultati, meno per il gioco espresso e per lo stato fisico della rosa.

STARTING XI – L’allenatore grigiorosso ne cambia quattro rispetto alla vittoria (non proprio entusiasmante) di sabato contro il Cosenza: fuori Terranova (a proposito, congratulazioni), Gustafson, Nardi e Ceravolo, dentro Valeri, Castagnetti, Ghisolfi e Strizzolo. Il cambiamento va ben oltre le mere sostituzioni perché anche chi resta in campo viene traslato: Zortea che aveva giocato da terzino sinistro e da ala destra si ritrova terzino destro, Bianchetti passa da terzino a centrale, Fiordaliso resta in mezzo ma trasloca sul centrosinistra. Sono solo tre i giocatori che ricalcano le stesse zolle di campo di sabato scorso, e che sono pure le certezze di questa Cremo: Valzania e le due ali, Pinato e Buonaiuto.

GUARDA STO COSENZA PORDENONE – Il primo tempo di Lignano Sabbiadoro sembra una copia di quello di sabato contro il Cosenza. I padroni di casa vanno il doppio rispetto ai grigiorossi, arrivano primi sulle seconde palle e sviluppano fluide trame di gioco. Il possesso palla dei ramarri è ben oltre il 60% e la Cremo non può che incassare e cercare di ripartire in contropiede. Cosa che riesce raramente perché il centrocampo non riesce a cambiare passo: Ghisolfi accusa i mesi lontano dai campi, Castagnetti è impreciso al momento di ripartire, Valzania come al solito esce alla distanza. Le azioni offensive stanno tutte nei piedi di Buonaiuto che al 38° dà forfeit: ennesimo infortunio (stavolta muscolare), dentro Celar e Cremo ancora più in trincea.

SOFFRIRE UNITI – Nella ripresa il Pordenone attacca con ancora più convinzione. La difesa, orfana di Terranova, all’inizio regge l’impatto poi inizia a concedere occasioni. A cambiare la partita stavolta ci pensa Ciofani, entrato al posto di uno Strizzolo ancora acciaccato. Su una sua palla riciclata dall’attaccante abruzzese parte il contropiede dell’1-0: Pinato riesce a liberare il suo mancino magico e fa partire un tiro che Perisan manda sui piedi di Celar, abile a respingere in rete. Dopo il pareggio su punizione di Falasco, Ciofani si mette in proprio: Perisan non trattiene un altro tiro velenoso (stavolta di Castagnetti), il buon Daniel deve calciare due volte prima di bucare la rete e portare tre punti fondamentali ai grigiorossi.

LIMITI, STRATEGIA O ENTRAMBI? – Avevamo interpretato l’arretramento del baricentro della Cremo contro il Cosenza come una scelta strategica di Bisoli, desideroso di togliere campo agli avversari, dotati di attaccanti veloci e bravi negli spazi. Dopo la partita contro il Pordenone nasce tuttavia il dubbio che questo arretramento sia perlopiù dovuto ai limiti di una squadra che in questo momento non riesce a reggere il confronto con gli avversari, sia sul piano tecnico che su quello del ritmo di gioco. Più probabilmente la verità sta nel mezzo e Bisoli fa di necessità virtù: paradossalmente – ma neanche più di tanto – i grigiorossi hanno ricominciato a segnare con continuità quando hanno abbassato il baricentro e sfruttato il contropiede.

GIOCARE CON IL FUOCO – Attenzione però, perché andando avanti così questa Cremo rischia di scottarsi. Per la seconda giornata consecutiva i grigiorossi sono stati graziati da un guardalinee che ha annullato un gol molto probabilmente regolare. Abbassarsi e giocare di rimessa può essere una strategia, non la regola, soprattutto se la squadra non ha ancora imparato a difendere basso. Negli ultimi 180’ (pur subendo una sola rete) la Cremo ha concesso più occasioni che nelle prime 12 giornate: solo un grande Volpe (contro il Cosenza) e l’imprecisione degli attaccanti di turno hanno permesso ai grigiorossi di centrare queste due fondamentali vittorie. Contro un Monza che ha vinto tre delle ultime quattro partite Bisoli dovrà inventarsi qualcosa di diverso: portarsi in area giocatori del calibro di Boateng, Gytkjaer e Balotelli (se ci sarà) potrebbe non essere una buona idea. Per la prima volta da un mese a questa parte il mister avrà cinque giorni di allenamenti per preparare la partita: buon lavoro.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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