Cremo, riparti dal gruppo
Cremo, riparti dal gruppo

Svanisce sul più bello il sogno della Cremo: troppo Perugia per i grigiorossi che terminano il campionato al decimo posto.

«Comunque vada sarà un successo», si pensava prima della partita. Eppure si torna da Perugia con un po’ di amaro in bocca, con la convinzione che a questa squadra sia mancato veramente poco per centrare un obiettivo che a inizio campionato sembrava plausibile, a febbraio utopistico, alla vigilia quasi scontato.

Approccio da buttare. La sensazione nel post partita è che la Cremo non sia mai scesa in campo. I grigiorossi subiscono l’approccio aggressivo degli umbri che dopo un minuto hanno una palla gol e dopo cinque sono in vantaggio. Nel primo tempo non c’è partita: troppo aggressivi i padroni di casa che ringhiano sulle caviglie, con Carraro e Kouan che corrono per quattro. La Cremo non riesce a costruire gioco, solo Castrovilli è in grado di saltare la prima linea di pressing per provare a ripartire, creando qualche problema alla retroguardia umbra. Ancora una volta ci si deve aggrappare all’invenzione di Piccolo (e alle parate di Agazzi) per chiudere il primo tempo in parità.

Sfruttare i momenti. Passata la tempesta, la Cremo commette l’errore di non approfittare del gol di Piccolo. Una rete che avrebbe dovuto scoraggiare il Perugia e galvanizzare i grigiorossi, che invece hanno pensato di aver scampato il pericolo e si sono rintanati dietro, ridando coraggio ai grifoni. Confortati dai risultati degli altri campi, gli uomini di Rastelli non hanno mai cercato con convinzione il secondo gol, cadendo miseramente (e meritatamente) negli ultimi minuti.

Cosa fa la testa (cit.). In periodo di Giro d’Italia, non si può non citare il buon Magrini, commentatore di Eurosport che con il suo accento toscano ripete spesso: «Cosa fa la testa». Nel ciclismo, come nel calcio e nello sport in generale, la testa conta più delle gambe. Alla Cremo è mancata soprattutto quella. I grigiorossi sono arrivati a Perugia convinti che gli umbri non avrebbero fatto la partita della vita e hanno confermato una della grandi leggi del calcio: quando ti convinci che basterà poco per vincere, perderai sempre. Non sono bastati gli avvertimenti di Rastelli in settimana, che conosce bene i pericoli di certe partite: d’altronde lo stesso mister qualche settimana fa si era detto contento di non giocare contro un Carpi già retrocesso, perché nonostante gli avvertimenti e i proclami è difficile bloccare certi pensieri.

Nessun dramma. I playoff avrebbero dato un senso di crescita a una squadra e una società che – non va dimenticato – è solo al secondo anno di Serie B dopo una decade di Lega Pro/Serie C. Soprattutto, avrebbero permesso a società e giocatori di misurarsi in un certo tipo di partite che aiutano a maturare soprattutto dal punto di vista mentale. Nessun dramma però: dopo un anno complicato, in cui sono saltati allenatore e ds e gli infortuni (soprattutto degli attaccanti) non hanno mai permesso al mister di lavorare con la rosa intera, raggiungere una salvezza tranquilla è già un successo.

Ripartire dal gruppo. Come annunciato da Rastelli nella conferenza post-partita, in questi mesi sono state gettate le basi il futuro. Basi più che buone per una società che ha da sempre annunciato nella promozione in Serie A un obiettivo perseguibile nel medio-lungo termine. Ora sarà importante ripartire dai giocatori che hanno dato segnali importanti quest’anno, senza stravolgere una rosa che negli ultimi due anni ha visto troppi movimenti di mercato. Negli ultimi mesi il gruppo si è compattato, come dimostrato anche nella trasferta di Perugia: al gol di Piccolo tutta la panchina è balzata in piedi per festeggiare.

Con o senza Rastelli? Dopo la cavalcata delle ultime partite la conferma di Rastelli sulla panchina grigiorossa sembrava scontata. Senza i playoff, e con un ds che potrebbe voler affidare la squadra a un allenatore che conosce, lo scenario potrebbe cambiare. A prescindere da chi sarà l’allenatore, la cosa più importante sarà la programmazione: Rastelli (o il nuovo mister) andrà coinvolto nelle scelte di mercato e supportato durante la stagione, soprattutto nei momenti difficili. Un comunicato di supporto della società, ogni tanto, non guasterebbe.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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