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Cremo, è già Bisoli-mania
Cremo, è già Bisoli-mania

Dopo una sola gara il tecnico ha conquistato l’ambiente Cremo con il suo spirito. La strada per la salvezza però è ancora lunga

Gli scatti di Parigini? Il gol di Castagnetti? I recuperi di Terranova? Nessuno di questi. Se chiedete al tifoso grigiorosso cosa gli è rimasto più impresso della vittoria della Cremo a Frosinone probabilmente citerà le urla di Bisoli. Il neo tecnico grigiorosso si è scatenato in panchina e nel silenzio dello Stirpe la sua voce ha fatto vibrare i microfoni di Dazn.

A quattro. Bisoli fa partire la sua rivoluzione dal modulo, più che dagli interpreti. Nel 4-3-3 iniziale ci sono Parigini e Piccolo esterni con Ciofani in mezzo a fare da ariete. A metà campo Castagnetti prende il posto dello squalificato Arini, con mezzali Deli e Valzania. Dietro ci sono Migliore, Terranova e Ravanelli, oltre a Bianchetti schierato terzino. In porta, nonostante il recupero di Agazzi, tocca ancora a Ravaglia.

Rivoluzione mentale. Ciò che impressiona è l’attitudine mentale: il tecnico vuole tutti sul pezzo, telecomanda i giocatori, chiama le uscite sul portatore e i ripiegamenti. Ne esce una Cremo che soprattutto nel primo tempo aspetta e riparte. A differenza di Rastelli, Bisoli non chiede il pressing alto ma lascia giocare il Frosinone nella sua metà campo, per poi aggredire quando la palla arriva ai centrocampisti o sugli esterni. Il gioco inevitabilmente fa abbassare il baricentro: in fase difensiva la Cremo si mette con il 4-4-1-1, con Piccolo che aiuta Bianchetti sulle incursioni di Beghetto e Parigini che resta più alto sul centrosinistra, mentre Deli si allarga a coprire la fascia.

Bravi e fortunati. Il gol di Parigini permette alla Cremo di chiudere avanti un primo tempo in cui il Frosinone avrebbe meritato quantomeno il pareggio. Per una volta gli episodi girano a favore: dopo una manciata di minuti viene annullato un gol dubbio a Novakovich, mentre sullo 0-1 Migliore “para” la conclusione di Salvi per un rigore nettissimo non fischiato. I grigiorossi sono bravi a difendersi con ordine e dopo il gol capolavoro di Castagnetti arriva anche l’ingenua espulsione di Dionisi che spiana la strada al successo grigiorosso. La Cremo controlla il match fino al fischio finale senza mai rischiare di prendere gol, gestendo il vantaggio di reti e uomini in maniera esemplare.

Dentro i giocatori. Al di là degli episodi, va dato merito a Bisoli di aver capito i giocatori in pochissimo tempo. Gli sono bastati due giorni per mettere tutti al posto giusto. Il mister capisce subito che Parigini è l’arma in più dei grigiorossi, così studia un modulo asimmetrico per esaltarlo: tocca a Piccolo e non a lui sacrificarsi in copertura. La grinta che trasmette trasforma anche Castagnetti: l’ex Empoli si cala nella parte e fino a che il Frosinone attacca gioca più con le cattive che con le buone. In generale tutti i giocatori sembrano offrire di più sul piano delle energie, probabilmente trasmesse proprio dal tecnico in panchina.

Work in progress. Ora Bisoli avrà una settimana di tempo per preparare la gara contro il Benevento nelle migliori condizioni psico-fisiche: una sconfitta contro il Frosinone avrebbe costretto i grigiorossi a fare risultato contro la capolista, mentre dopo questi tre punti anche un pareggio contro gli uomini di Inzaghi potrebbe essere risultato accettabile. Il mister perderà Migliore (squalificato) ma ritroverà Arini, forse il giocatore che più incarna le sue caratteristiche in mezzo al campo: grinta, polmoni e gambe per contrastare i centrocampisti rapidi e tecnici delle streghe.

È la salvezza, non è un miraggio. La strada è quella giusta ma la via è irta e piena di ostacoli. Qualche tempo fa scrivevamo che per la salvezza diretta sarebbe servito un ritmo da playoff. Le cose non sono cambiate, anzi: visto il ritmo delle avversarie probabilmente serviranno più dei 45 punti ipotizzati, forse anche 47. Farne quattro nelle prossime due in casa potrebbe essere di buon auspicio, in attesa di recuperare il match contro l’Ascoli rinviato per l’emergenza coronavirus. L’importante è capire che, come ha ripetuto Bisoli a fine partita, nulla è ancora stato fatto. Lo spirito però c’è, e finalmente è quello giusto.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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