La Cremo chiude il mini ciclo di ottobre con quattro pareggi e una sconfitta: stavolta la sosta arriva al momento giusto
E pareggio fu. La Cremo non ingrana e contro la Spal arriva un altro pareggio, il quarto nelle cinque partite disputate dopo la scorsa sosta per le nazionali (a completare il ruolino di marcia c’è la sconfitta di Brescia). Un chiaro passo indietro dopo il bell’avvio di stagione, dove i grigiorossi avevano raccolto cinque vittorie nelle prime sette giornate. La classifica però resta positiva e la sosta stavolta arriva al momento giusto per permettere al tecnico di mettere benzina nelle gambe dei giocatori.
EPPUR SI PIACE – Giocatori di cui Pecchia deve essere stato contento, perché nonostante il pareggio subito allo scadere il mister ripropone la stessa squadra scesa in campo a Lignano Sabbiadoro lunedì scorso. L’unico cambio è forzato: Fagioli non è disponibile a causa di un problema intestinale, al suo posto c’è Gaetano che ritrova una maglia da titolare dopo due panchine consecutive. La vera novità è il modulo. Dopo diverse uscite con il 4-3-3 Pecchia torna al 4-2-3-1, forse proprio per ridare fiducia al giocatore di proprietà del Napoli.
INFERIORITÀ A CENTROCAMPO – Il nuovo-vecchio modulo manda tuttavia in difficoltà il centrocampo, in inferiorità numerica contro il 4-3-1-2 della Spal di Clotet. Dopo un avvio arrembante della Cremo sono gli spallini a prendere in mano la partita, creando diversi pericoli dalle parti di Carnesecchi. Il problema principale è che Gaetano si alza sulla linea di Di Carmine per pressare la difesa e lascia libero Viviani di impostare. Il play ferrarese non avrebbe nemmeno bisogno di alzarsi troppo per creare la superiorità numerica perché ci sono già Esposito, Mora e Mancosu contro i soli Castagnetti e Valzania.
SI GIOCA MALE E GIRA MALE – Eppure la Cremo trova l’occasione per andare in vantaggio sfruttando una gran giocata di Carnesecchi che manda in porta Buonaiuto, entrato un minuto prima al posto dell’infortunato Strizzolo. I grigiorossi si trovano davanti in maniera abbastanza casuale e ne approfittano per alzare il baricentro e sistemarsi. In un mondo parallelo il primo tempo finisce così, Pecchia negli spogliatoi corre ai ripari e comincia la ripresa con il 4-3-3 per arginare il centrocampo ferrarese; la Spal si infrange sul muro grigiorosso e la Cremo dilaga in contropiede. Invece succede che a un minuto dalla fine della prima frazione gli ospiti trovano il pertugio giusto. Mancosu trova spazio tra le linee perché Castagnetti e Valzania sono troppo alti e la difesa troppo bassa, Melchiorri sbilancia Sernicola con una spallata ai limiti del regolamento e va a segnare: si va al riposo sull’1-1.
RIPRESA COMPASSATA – Nel secondo tempo la Spal sembra accontentarsi del pareggio ed è la Cremo a fare la partita. I ritmi sono decisamente più bassi e la manovra dei grigiorossi non trova gli sbocchi giusti. Zanimacchia fa il diavolo a quattro e mette in mezzo una vagonata di palloni ma i compagni non riempiono l’area a dovere e Di Carmine è lasciato solo tra i difensori avversari. Un difetto che la Cremo si porta appresso da parecchio tempo e che Pecchia non è ancora riuscito a risolvere, così come quello sui calci piazzati (sia offensivi che difensivi). Il pareggio finale non sorprende più di tanto e rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria che manca da più di un mese, ovvero dal 2-0 alla Ternana di inizio ottobre.
NO DISFATTISMI – Nonostante ciò la Cremo è ancora aggrappata alle prime otto posizioni, l’obiettivo primario di questa stagione. Sottovalutare il trend e i problemi del campo è un errore da non commettere tanto quanto lo sarebbe dare troppa enfasi al mese senza vittorie. Nonostante i quattro punti nelle ultime cinque in campo è scesa una squadra che ha sempre lottato e che a sprazzi ha fatto vedere il gioco che Pecchia ha in testa. Il problema principale è stata la tenuta nell’arco della gara. In nessuna partita la Cremo è riuscita a sostenere i ritmi di gioco voluti dal tecnico per novanta minuti. Un aspetto su cui sicuramente impatta anche una condizione fisica in leggera flessione dopo un grande avvio di campionato. Per questi motivi stavolta la sosta arriva nel momento migliore.
WAITING FOR PLAN B – Nei giorni in cui PlanB è sulla graticola perché il suo modello potrebbe essere invalidato (e se non sapete di cosa sto parlando vi prendente un cartellino giallo) Pecchia può sfruttare la sosta per pensare al suo Piano B. Perché il pressing sfrenato sulla difesa e il possesso palla nella metà campo avversaria sono cose molto belle da vedere ma a conti fatti la Cremo ha creato le sue più grandi occasioni sfruttando le ripartenze. Giocare qualche metro più indietro per sfruttare i lanci di Castagnetti per la velocità dei vari Strizzolo, Buonaiuto e Zanimacchia potrebbe essere un’alternativa più che valida. Ciò non vuol dire snaturare un impianto di gioco che quando funziona permette alla Cremo di giocare alla grande, ma solo di gestire in maniera intelligente i momenti della stagione in cui le gambe non riescono a sostenere gli alti ritmi richiesti dal Piano A.
