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Cremo on the road
Cremo on the road

Baroni raccoglie i primi tre punti sulla panchina della Cremo: ora ha due settimane per decidere che strada deve prendere la sua squadra.

Mi ritrovai a leggere On the road al momento giusto e nel posto giusto: nel tragitto tra Winnemucca e Reno, nel bel mezzo del Nevada. Il van, acquistato per qualche centinaio di dollari un paio di settimane prima nel parcheggio di un casinò di Las Vegas, si era arreso ai -27° esterni e mi aveva imposto un tappa forzata. La lettura fu una totale delusione: giovani scapezzati senza meta, il Viaggio (con la V maiuscola) come unico obiettivo. Le stesse speranze all’inizio di ogni avventura, le stesse delusioni una volta raggiunta la meta.

«A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione».
Jack Kerouac, On the Road

Sulla strada. Il viaggio di Baroni con il 4-3-1-2 dura solo 90 minuti. La terribile partita contro il Cosenza fa innescare al mister grigiorosso una repentina retromarcia. Contro la Salernitana di Ventura si torna sulla strada del 3-5-2. Sono ben sei i cambi rispetto alla gara in terra calabra: Ravaglia, Caracciolo (squalificato), Arini, Castagnetti, Soddimo e Palombi fanno spazio ad Agazzi, Ravanelli, Kingsley, Gustafson, Mogos e Ceravolo. Occhio alle apparenze però, perché il modulo non fa il monaco. Finalmente Baroni schiera due mezzali dinamiche come Kingsley e Valzania e ottiene ottime risposte, soprattutto nella prima frazione.

«Cercai di spiegarle la mia ansia di vivere e le cose che avremmo potuto fare insieme».
Jack Kerouac, On the Road

Primo tempo top. Come raccontato da Terranova in sala stampa, nei primi 45’ si è vista una gran bella Cremonese. Una pressione alta organizzata, con Valzania ad appoggiare Ceravolo e Ciofani nel pressing sui difensori avversari. La dispendiosa tattica ha portato la Cremo a creare diverse palle gol nella prima frazione, terminata a reti inviolate solo per questione di centimetri: il colpo di testa di Ciofani ha colpito il palo prima di spengersi sul fondo. Tante le occasioni per la Cremo, derivate soprattutto da palloni recuperati nella metà campo avversaria. I grigiorossi hanno sfruttato gli errori in uscita dei difensori di Ventura, incapaci di saltare il pressing grigiorosso.

«E nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi».
Jack Kerouac, On the Road

Ciofani dentro. Dopo una prima frazione così dispendiosa c’era un forte rischio nel secondo tempo: quello di calare drasticamente e concedere terreno agli avversari. I grigiorossi sono stati bravi a restare in partita e a sfruttare le caratteristiche migliori degli uomini in campo: la velocità di Kingsley per ribaltare l’azione e le verticalizzazioni di Gustafson per cercare le punte. Pur non essendo nel suo miglior periodo Mogos ha azzeccato il cross che Micai ha sfarfallato per consentire a Ciofani di sbloccarsi. Alla fine la rete è valsa i tre punti e nonostante qualche brivido (il retropassaggio di Gustafson) gli uomini di Ventura non hanno mai impensierito Agazzi.

«Quella strada del passato si srotolava confusamente di fianco a noi come se la tazza della vita si fosse rovesciata e ogni cosa fosse impazzita».
Jack Kerouac, On the Road

Con la testa. Oltre le disamine tattiche, va dato merito a Baroni di aver lavorato bene sulla testa dei giocatori. Non era facile giocare sotto questa pressione, con lo Zini pronto a rumoreggiare e fischiare al primo errore, eppure i grigiorossi hanno tirato fuori una prestazione coraggiosa e grintosa. Finalmente è stata la Cremo ad aggredire la partita, mettendo timore all’avversario fin dalle prime battute, e non arrendendosi di fronte alla difficoltà di andare in rete. È stata proprio questa caparbietà a permettere ai grigiorossi di restare in partita e di sfruttare l’occasione di Ciofani per portare a casa tre punti più che meritati.

«Dovevamo ancora andare lontano. Ma che importava, la strada è la vita».
Jack Kerouac, On the Road

On the Road. Ora Baroni ha altre due settimane di lavoro per capire dove vuole andare con la Cremo, la sua amata compagna di viaggio. Che sia 4-3-1-2 o 3-5-2, mezzali dinamiche o statiche, attacco veloce o fisico, i grigiorossi devono sempre scendere in campo con la voglia di domenica, con la determinazione di imporre il proprio gioco e di intimorire l’avversario. Lungi dal sottoscritto criticare un capolavoro come quello di Kerouac, manifesto della Beat Generation e della cosiddetta “gioventù bruciata”, ma siamo stanchi di continui viaggi senza meta solo per ammirare il paesaggio. «La strada è vita», e probabilmente è vero, ma i playoff sono i playoff.

«Che però che due maroni, quel romanzo lì, On the Road, che l’avevo finito a forza, non mi era mica piaciuto molto. Perché in fondo non mi era mica piaciuto lui, Kerouac, che un po’ usa la gente che incontra, e poi se ne sbarazza per tornare a viaggiare da solo».
Leo Ortolani

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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