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C’era una volta… la Cremo
C’era una volta… la Cremo

Contro il Cittadella la sceneggiatura sembra già scritta: una Cremo in difficoltà viene tritata da modesti avversari

Tre indizi fanno una prova, dice un vecchio adagio. Se non una prova, la terza sconfitta in campionato della Cremo legittima perlomeno i dubbi sulla bipolarità di una squadra che non riesce a dare continuità alle proprie prestazioni, ancor prima che ai risultati. Le plurime assenze non possono essere un alibi per una squadra costruita per supportare un intero campionato e che può contare su una rosa numerosa e di qualità.

A tre. Le contemporanee assenze di Claiton e Terranova non fanno cambiare idea a Rastelli che conferma il 3-5-2: al centro della difesa gioca Caracciolo, con Ravanelli sul centrosinistra e Bianchetti sul centrodestra. Un terzetto inedito, orfano degli unici due giocatori in rosa in grado di giocare da centrali. Caracciolo, pur essendo un giocatore esperto, non ha mai interpretato un ruolo in cui oltre all’abilità in marcatura si richiede una grande attenzione nel posizionarsi sempre al posto giusto, guidando al contempo gli altri due compagni di reparto. Il primo gol, preso a freddo, mostra tutti i limiti di un terzetto adattato: Caracciolo segue l’uomo (come da abitudine) e lascia il buco in mezzo alla difesa, dove Luppi anticipa un non irreprensibile Bianchetti. Non sono ancora passati 90 secondi ma si può già immaginare che saranno 90 minuti difficili.

Senza Castagnetti. Alle assenze nel pacchetto arretrato si aggiunge quella di Castagnetti, infortunatosi ad Ascoli ed allenatosi con il contagocce in settimana. Come già sottolineato non deve essere un alibi ma deve invece aiutare a capire come Rastelli, non modificando l’assetto della Cremo pur essendo senza diversi titolari, abbia pagato dazio. Arini ha giocato parecchio l’anno scorso davanti alla difesa ed è un ottimo frangiflutti ma non ha l’abilità di Castagnetti di posizionarsi nel posto giusto. Il confronto con la partita contro l’Ascoli è impietoso: l’abilità dell’ex Empoli di intercettare le linee di passaggio in mezzo al campo aveva disinnescato Ninkovic, trequartista bianconero e uno dei giocatori più talentuosi del campionato. Contro il Cittadella invece bastano 90 secondi affinché il trequartista avversario (il più modesto Luppi) riesca a lasciare il segno: inserimento e gol su cross dalla destra.

Valzania splatter. Ad alcuni (spoiler) non è piaciuto il finale di C’era una volta… a Hollywood, l’ultimo capolavoro di Tarantino. Eppure, nonostante una mossa Kansas City di due ore e quaranta, il finale splatter era servito su un piatto d’argento. Un po’ meno prevedibile invece era il calcione rifilato da Valzania a Diaw a metà primo tempo, oltretutto dopo il cartellino preso pochi minuti prima. La partita della Cremo è terminata lì: sotto di un gol e di un uomo i grigiorossi non sono più riusciti a prendere in mano la partita. A nulla sono valsi i tentativi di Rastelli, passato al 4-3-2: gli ingressi di Boultam, Ciofani e Kingsley non hanno cambiato la sceneggiatura e dopo il (meritato) 2-0 dello stesso Diaw il match si è trascinato senza sussulti fino allo scontato finale.

Cremo bipolare. Nel corso della stagione può capitare di affrontare periodi di forma e periodi più difficili. Ci sono momenti in cui riesce tutto ed altri in cui si fatica a fare un tiro in porta. La Cremo però alterna buone prestazioni a partite impalpabili con una velocità disarmante. Dopo la convincente vittoria contro il Crotone (due reti, diverse occasioni per segnare) è arrivata la pessima prestazione di Trapani e subito dopo la bella vittoria contro l’Ascoli (pur con qualche brivido finale). Se la trasferta in Sicilia poteva essere un passo falso dettato dall’infrasettimanale, l’ennesimo passo indietro contro il Cittadella lascia interdetti. E non si parla della sconfitta, ma della prestazione, sia di squadra che dei singoli: come può Valzania essere lo stesso giocatore che ha fatto impazzire la difesa dell’Ascoli dialogando con Soddimo e Ceravolo? Come può una squadra che crea occasioni e batte con merito la capolista offrire una prestazione incolore e senza grinta solo una settimana dopo?

L’attacco. Infine, parliamo dell’elefante nella stanza. Perché gira e rigira, il discorso va sempre a finire lì: la costruzione della manovra offensiva e delle azioni pericolose. Traduzione: la Cremo non segna e non crea occasioni da rete. Dopo sette partite sono solo sei i gol fatti, solo Juve Stabia e Cosenza hanno fatto peggio. Eppure la dirigenza il suo l’ha fatto, mettendo mano al portafogli e acquistando Palombi, Ceravolo e Ciofani. Forse con un potenziale offensivo così importante continuare a schierare cinque difensori di ruolo (più Arini) non è il massimo, anche perché la difesa non è più il fortino inespugnabile dello scorso anno (solo in due occasioni non si è subito gol).

Pausa per la continuità. La pausa delle nazionali può e deve essere utilizzata da mister e società per analizzare questo primo quinto scarso di campionato e trovare soluzioni ai problemi sul breve-medio termine. La Cremo ha dimostrato di avere giocatori importanti e una rosa inferiore a poche altre in campionato, eppure non riesce ad esprimersi su alti livelli con continuità, soprattutto nella metà campo avversaria dove manca la qualità per mettere gli uomini pagati a peso d’oro in estate nelle condizioni migliori per fare il loro mestiere: fare gol.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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