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Castagnetti: è nato un re?
Castagnetti: è nato un re?

Nel secondo tempo di Venezia Castagnetti ha preso per mano la squadra, ergendosi a leader tecnico

Non tutti i leader parlano la stessa lingua. La Cremo dello scorso anno aveva molti giocatori carismatici in campo che trascinavano la squadra con i loro contrasti e la loro personalità: pensiamo a Claiton, a Terranova, ad Arini, a Mogos. I giocatori che invece dovevano imporre il cambio di ritmo con le loro giocate erano altri: Piccolo e Castrovilli su tutti.

Leader tecnico. Quando la società ha confermato il blocco dei giocatori sopracitati ha ben pensato di ripartire da una solida base. Quello che andava inserito nella squadra era un nuovo leader tecnico dopo la partenza di Castrovilli, la cui mancanza è stata accentuata dalla momentanea assenza di Piccolo. Deli ha dimostrato di avere dei numeri ma anche tante pause, così ieri sera lo scettro se l’è preso il vecchio-nuovo Michele Castagnetti.

Approccio complicato. Eppure nel primo tempo c’era stato molto del vecchio Castagnetti e poco del nuovo. Certo, la colpa non era tutta del numero 19: il centrocampo grigiorosso è stato travolto dalla vivacità del Venezia. I peperini lagunari giocavano di prima, si inserivano senza palla e facevano ammattire i giocatori della Cremo che poi non riuscivano a ripartire. Al di là delle fatiche di coppa, come evidenziato da Rastelli nella conferenza post partita sono stati determinanti gli errori tecnici in fase di costruzione.

Riscatto nella ripresa. Castagnetti non sarà mai un leader rumoroso: non ha la grinta di Arini e nemmeno l’hype di Mogos, non urla ai compagni e non entra sulle caviglie. Anzi, in campo sembra quasi cammini sulle uova. Eppure nella ripresa di Venezia è stato lui a prendere per mano i compagni, ergendosi a leader tecnico, quello di cui aveva bisogno la squadra in quel momento. Riguardatevi il pallone con cui manda in porta Ciofani in occasione del rigore: verticalizza di prima una palla sporca che arriva rimbalzando dalla destra, una giocata dal coefficiente di difficoltà altissimo. Poco importa che poi l’ex Frosinone abbia sbagliato il penalty perché la partita è cambiata in quella circostanza, da quella giocata la Cremo ha cambiato marca e ha iniziato a macinare gioco.

Alla Pirlo. Oltre al corner per la testa di Mogos poi Castagnetti azzecca anche la punizione della vittoria. Un tiro che sprizza qualità e personalità: nei 35 metri che percorre quel pallone non compie neanche un giro su se stesso, va via dritto come un proiettile verso il bersaglio. Un modo di calciare che ricorda la famosa maledetta di Pirlo che fece impazzire più di un portiere (la reazione di Hart agli Europei resta la migliore). Quando si calcia in quella maniera il pallone sembra andare da una parte ma cambia traiettoria all’improvviso, lasciando di sasso l’estremo difensore di turno.

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Carattere. L’esperienza e il carattere sono state le due virtù elogiate dal tecnico nel post partita. Complici le fatiche di coppa e l’emozione della prima, la Cremo ha sofferto terribilmente il Venezia. I padroni di casa hanno chiuso la prima frazione con quasi il 70% di possesso palla, un dato incredibile. In questa sofferenza è nata la vittoria dei grigiorossi che non si sono disuniti, hanno saputo soffrire e aspettare il loro momento, sfruttando le occasioni nella ripresa, quando il Venezia è fisiologicamente calato.

C&C. Sorpresa delle sorprese, nonostante fosse previsto solo uno spezzone Ciofani è rimasto in campo per tutta la partita. Un rodaggio fondamentale per affinare al meglio l’intesa con i compagni e ritrovare fiducia dopo l’errore dal dischetto (giusta la mossa tecnico-psicologica di Rastelli che probabilmente, se Ciofani avesse segnato, l’avrebbe sostituito). La partita del numero 9 ha vissuto di poche luci e molte ombre: ha faticato contro la difesa del Venezia con le gambe che non giravano. Eppure va guardato oltre, perché la condizione arriverà. I movimenti sono quelli di un grande attaccante: quando si infila tra i centrali per sfruttare le verticalizzazioni (come in occasione del rigore) sembra proprio di aver trovato la punta che serviva a Rastelli per esprimere al meglio la propria idea di gioco. Ora testa all’Entella, con un piccolo pensiero per il futuro. Le prime partite hanno suggerito che la classifica finale dei grigiorossi dipenderà molto dal rendimento di questi due giocatori: Castagnetti e Ciofani.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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