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Cremo, A portata di mano
Cremo, A portata di mano

Ennesima prova di forza della Cremo che batte in rimonta il Cosenza e si riprende la vetta: ora serve un ultimo sforzo

Questa Cremo è a prova di scaramanzia. E credetemi, chi scrive non è immune da questa oscura sforza che spinge a invertire la rotta quando l’animale sbagliato attraversa la strada. Eppure la squadra di Pecchia sembra più forte di ogni sventura. I tre punti contro il Cosenza, uniti agli altri risultati di giornata, lanciano i grigiorossi in vetta quando mancano solo tre giornate.

SORPRESE – Per il match di Pasquetta Pecchia trova finalmente il coraggio di schierare Baez terzino da inizio partita. La sorpresa è che l’uruguaiano parte sulla fascia sinistra, mentre a destra c’è Sernicola. Il rientro di alcuni assenti spinge il mister a puntare su un 4-3-3 in cui Gaetano e Fagioli giocano da mezzali libere di svariare sulla trequarti. Davanti rientrano Di Carmine e Zanimacchia, insieme a loro c’è Buonaiuto. Dietro tocca sempre a Ravanelli sostituire l’infortunato Okoli.

SORPRESI – Nonostante le benevole quote dei bookmakers, la partita porta insidie nemmeno troppo nascoste. Gli uomini di Bisoli arrivano lanciati dal successo contro il Benevento, frutto della garra e della solidità che l’ex tecnico grigiorosso (salutato con affetto dalla curva) è solito infondere alle sue squadre. Che non sarà una partita semplice lo si intuisce dallo schieramento sul calcio d’inizio: i cinque uomini in linea a difesa del portiere promettono battaglia. La vera sorpresa arriva però al secondo minuto, quando Larrivey segna un tap-in facile facile. L’inizio sprint degli ospiti sorprende la Cremo che va subito sotto.

NERVOSISMO – La Cremo accusa il colpo e i fantasmi di Frosinone tornano a bussare. Mentre Caso fa impazzire Bianchetti i giocatori avversari iniziano a perdere tempo quando mancano ancora nove decimi di gara. L’intensità è alta e la Cremo fatica a ribaltare l’azione. C’è troppo spazio tra centrocampo e attacco e quando Fagioli e Gaetano hanno palla faticano a trovare l’uomo libero perché manca il trequartista che lega i reparti. Pecchia sposta Baez a destra, la musica non cambia. Il Cosenza corre il doppio, i grigiorossi si aggrappano alle sgroppate degli inesauribili Sernicola e Zanimacchia.

CON LA TESTA – Nel momento più delicato del match (e della stagione?) il merito della Cremo è quello di non perdere la tranquillità e non cadere nelle provocazioni. Il ritmo del Cosenza non è sostenibile, e infatti piano piano il baricentro degli avversari si abbassa. Fino a quando arriva la giocata decisiva. Baez è furbo a battere velocemente una rimessa con le mani, Zanimacchia è bravo a crederci, Gaetano è abile trovare il bel gol dell’1-1 con un tiro che attraversa una selva di gambe prima di finire in rete. Il pareggio libera i grigiorossi e lo Zini (non pienissimo, bisogna dirlo) esplode in un urlo liberatorio.

QUALITÀ E CATTIVERIA – Dopo l’1-1 il Cosenza si chiude a riccio e pur mantenendo il possesso la Cremo fatica a creare pericoli. Difficoltà prevedibili e alle quali è difficili prendere contromisure, visto che anche Guardiola ha faticato contro un 5-5-0. Pecchia d’altronde l’aveva dichiarato in tempi non sospetti, e l’ha ribadito nel post partita: a salvare la Cremo sarebbe stata la qualità. Ed è proprio la qualità di Gaetano a trascinare i grigiorossi. Poco dopo la mezz’ora il ragazzino del Napoli prende palla sulla sinistra, si accentra e piazza una serie di finte e doppi passi prima di depositare in rete la palla del 2-1. Nel finale del primo tempo arriva anche l’autorete di Vaisanen, nata da un lungo lancio di Fagioli per Zanimacchia, forse il vero uomo simbolo di questa Cremo che non molla mai. Il 3-1 finale è meno rotondo di quanto visto in campo, ma va bene così.

CONCENTRATI – Va bene così perché la Cremo non soffre mai e perché dagli altri campi arrivano belle notizie. Il Lecce cade a Reggio Calabria mentre il Monza pareggia con il Brescia (grazie a un altro Bisoli), così i grigiorossi si ritrovano soli in vetta. I due punti di vantaggio sulla squadra di Berlusconi sono un piccolo-grande tesoretto che tuttavia non permette una gestione delle prossime partite. Perché questa squadra ha dimostrato di non poter fare calcoli, se vuole vincere deve giocare sempre al massimo, seguendo i principi di gioco infondati da Pecchia e che le hanno permesso di passare dal penultimo posto di gennaio 2021 al primo di aprile 2022. Se la Serie A è a portata di mano non è per la qualità dei prossimi avversari o per il calendario delle concorrenti, ma per la forza dimostrata da questa squadra in tutto l’arco del campionato.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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