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Cremo, manca il fattore C
Cremo, manca il fattore C

La Cremo si infrange sul muro alzato dal Vicenza, arriva così il secondo 0-0 consecutivo

Si possono provare gli schemi, fare le analisi, studiare i big data e tutte le statistiche che volete in questo gioco fatto sempre più di numeri e meno di idee. Ma se poi arriva il Vicenza, che piazza dieci uomini dietro la linea del pallone e difende con il pallone tra i denti, il calcio torna ad essere il gioco delle origini. Due squadre, ventidue uomini, la più forte che attacca, l’altra in trincea a spazzare palloni.

TUTTI DIETRO – La Cremo schierata da Pecchia ritrova energie importanti dopo il pareggio di Perugia in cui era mancato il cambio di passo nella trequarti offensiva. Contro il Vicenza i grigiorossi però si scontrano contro altre difficoltà. Il muro vicentino è duro da abbattere. Al di là della tripla occasione di Zanimacchia (il migliore tra i grigiorossi) la Cremo fatica a trovare i pertugi giusti in un primo tempo complicato. La difesa del Vicenza è di mandorliniana memoria, con Giacomelli e Dalmonte che si abbassano sulla linea dei terzini. Bianchetti e Okoli provano ad attirare il pressing scambiandosi palla. La squadra di Brocchi non ci casca.

SENZA QUALITÀ – Quello che manca è la qualità per saltare l’uomo negli ultimi metri e servire il compagno libero con precisione. Manca terribilmente Buonaiuto, nemmeno in panchina per un problema fisico. Non è la partita di Strizzolo, abile galoppatore ma in difficoltà negli spazi stretti. Nella scelta degli esterni forse sarebbe stato più opportuno puntare su Baez, ma parlare con il senno di poi è facile. Alla fine va pure bene, visto che Carnesecchi disinnesca il generoso rigore concesso per il fallo di mano di Rafia.

NON ENTRA – Nella ripresa la Cremo ci prova in ogni modo. Gli ingressi di Castagnetti, Baez, Gondo e Gaetano portano la qualità che mancava. Fagioli, in difficoltà da regista basso, alza il suo raggio d’azione. Le occasioni iniziano a fioccare ma la palla non entra. Ci provano in tanti. Gondo ricorda a tutti perché non ha sfondato in Serie A divorandosi un rigore in movimento, Fagioli si incarta sul pallone finendo per scartarsi da solo. Bianchetti chiama Contini al miracolo, in pieno recupero ci prova pure Gaetano ma il risultato non si sblocca. Nel finale trova l’esordio in grigiorosso anche Politic: nei pochi minuti in campo il ragazzo ha fatto intravedere numeri interessanti.

FATTORE C – Inutile cercare ragioni dove è difficile ragionare. Pecchia ha ritrovato una squadra con ritmo, ed è quello che conta quando ci sono così tante partite ravvicinate. Per vincere queste partite serve anche un pizzico di fortuna, che stavolta non c’è stata. Ma non si ci può appellare solo alla dea bendata, perché se la palla non è entrata la colpa resta in primis degli errori dei singoli. L’importante è non disunirsi, archiviare il pareggio (che comunque muove la classifica) e andare a Terni convinti della propria forza e dei propri mezzi. La classifica resta corta, il sogno ancora a portata di mano.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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