Iniziato sognando il ritorno in massima serie, il 2022 della Cremonese si è chiuso proprio in Serie A. Un anno indimenticabile
Probabilmente non ci aspettavamo di pagare così tanto lo scotto del cambio di categoria, ma ora che siamo alle ultime battute del 2022 non possiamo che celebrarlo come merita, avendo avuto la possibilità di raccontare e di vivere emozioni straordinarie, come quella del 6 maggio, giorno in cui la Cremonese, a distanza di 26 anni dall’ultima volta, ha conquistato l’accesso alla Serie A. Ricorderemo quei momenti per sempre, e pensare che la squadra allora guidata da Fabio Pecchia stava per compromettere quel grande percorso con le sconfitte con Crotone ed Ascoli. Ma andiamo con ordine.
LECCE È GIÀ DECISIVA – Il 2022 della Cremonese comincia a metà gennaio, in Serie B, con la vittoria per 2-0 ai danni del Como, grazie ai gol di Buonaiuto e Baez, ma è soprattutto lo scontro diretto con il Lecce di qualche giorno dopo a far discutere, e tanto. I grigiorossi, falcidiati all’improvviso da numerosi casi di positività al Covid, disputano una grande gara al Via del Mare: segna Gallo per i salentini, pareggia subito Ciofani. La Cremo lotta con tanto cuore e cede solo negli istanti finali per un’autorete sfortunatissima di Okoli. Al triplice fischio le sensazioni all’interno del gruppo e di tutti noi sono molto chiare: questa squadra è più che mai unita e può davvero competere per la promozione diretta. Non a caso, anche nelle interviste ai protagonisti dei mesi successivi il k.o. di Lecce viene citato come momento di svolta. La Cremo rimarrà imbattuta per due mesi e rimonterà in classifica dal sesto al primo posto.
DAL MONZA A TERNI – I due mesi che separano le trasferte perse con Lecce e Pisa sono molto positivi, ma avrebbero potuto esserlo ancora di più. Di certo il 3-2 casalingo con il Monza è esaltante: Gaetano e un Ciofani in formato super bomber annientano una delle favorite, peccato solo per il gol di Ciurria dei brianzoli, che per molto tempo è pesato nei discorsi delle classifiche avulse affrontati prima dell’apoteosi di Como. Anche con Cittadella e Parma arrivano due successi senza discussioni, frutto anche di un impatto grandioso di Gondo, arrivato a gennaio dalla Salernitana, e di uno Zanimacchia pungente ormai da tempo. Un momento di flessione è inevitabile, ma a differenza del girone di andata la Cremo non perde le partite in cui è meno brillante, anzi pareggia sia in trasferta a Perugia che in casa col Vicenza. La trasferta di fine febbraio con la Ternana funge praticamente da spartiacque: le sensazioni non sono molto buone, eppure i grigiorossi vincono 2-1 con due gol pazzeschi di Gaetano e Baez, anche favoriti dal vento forte. E con un pizzico di fortuna, dato che i rossoverdi – autori di un’ottima gara – si vedono annullare un gol in pieno recupero.
LA GIOIA DEL DERBY E IL TONFO DI PISA – Rinvigorita dalla vittoria in terra umbra, pochi giorni dopo la Cremonese scende in campo al Vigorito di Benevento e sfodera una delle migliori prestazioni del campionato, ma alla fine è soltanto 1-1 (gol di Baez, pesano alcuni errori di Rafia, a sorpresa titolare). Nel weekend arriva il Brescia allo Zini e la Cremo non si fa trovare impreparata, anzi: è un altro turning point della stagione e finisce come meglio non avrebbe potuto. Un match equilibrato deciso nel finale da un pallonetto al bacio di Di Carmine, entrato dalla panchina, autore di pochi gol ma tutti fondamentali per la promozione. Dopo quel 2-1 strepitoso, la Cremo torna sulla Terra la settimana dopo in quel di Pisa, altra squadra in lotta per il salto di categoria: l’Arena Garibaldi è infiammata, il Pisa travolge i grigiorossi con un secco 3-0 e risuonano alcuni campanelli di allarme. Anche Pecchia si prende qualche critica, colpevole per molti di aver schierato una squadra troppo giovane e quindi troppo poco abituata a sfide a così alta tensione. E nell’infrasettimanale con il Pordenone, ultimissimo in classifica, per poco non arriva un k.o. clamoroso: la Cremonese è irriconoscibile, prende gol da Cambiaghi e non riesce a incidere, fino a quando entra Zanimacchia che ribalta la situazione con due gol da cineteca. La Cremo torna prima a +1 su Lecce e Pisa.
RISCHIO INFARTO – Si prospetta un finale thrilling con tante squadre al vertice nel giro di pochissimi punti. I grigiorossi vincono agilmente a Ferrara 2-0, pareggiano 1-1 con una tosta Reggina allo Zini e – sempre in casa – non sbagliano con l’Alessandria (2-1 con gol di Strizzolo e Gaetano). Le ultime cinque giornate sono un mix di emozioni davvero inedito e difficile da ripercorrere a parole, fatto di ribaltamenti continui su tutti i campi: la Cremo a sorpresa perde 3 volte su 5 e sembra compromettere ogni sforzo profuso fino a quel momento per restare in cima (soprattutto dopo l’orrenda prova di Crotone), ma in modo clamoroso gli altri campi regalano nuove possibilità ai grigiorossi, che continuano a crederci, sostenuti ovunque da migliaia di encomiabili tifosi. Il discorso promozione può chiudersi con l’Ascoli in uno Zini tutto esaurito per la parte grigiorossa, invece l’armata di Pecchia perde 1-0 con gol di Baschirotto. Indimenticabili gli applausi della Sud alla squadra, a fine gara, quasi di resa, come se ormai fosse scontato andare a giocarsi i playoff. Il Lecce ormai era decollato al primo posto, il Monza aveva operato il sorpasso e all’ultima giornata alla Cremo occorreva vincere a Como sperando che il Monza non trionfasse al Curi col Perugia di Alvini, formazione praticamente fuori dai playoff. Difficile, vero?
LA GIOIA PIÙ GRANDE – Il 6 maggio è il 6 maggio, la stessa data del passaggio in B del 2017. Il caso ha voluto che si giocasse quel giorno anche la trasferta decisiva di Como per andare in Serie A; una gara affrontata dai grigiorossi senza la pressione delle settimane precedenti e si vede fin da subito: contro una squadra che non ha più nulla da chiedere alla classifica, la Cremo passa con Di Carmine entro la mezz’ora, ed era importante segnare presto per mettere apprensione al Monza, come detto impegnato a Perugia. Le notizie che giungono in riva al lago sono tutte di un Perugia all’assalto, con tante palle gol sprecate davanti a Di Gregorio. A inizio ripresa segna ancora Di Carmine su rigore e da quel momento tutti gli occhi e le orecchie sono su Perugia, dove il risultato è ancora fermo sullo 0-0. La partita di Como non offre praticamente più nulla e ad un certo punto il boato: al Curi, al minuto 85, segna Ferrarini per il Grifo di Alvini. La panchina grigiorossa esplode e comunica il cambio di risultato in campo; i tifosi della Cremo giunti in massa a Como iniziano a crederci davvero e cantano a tutto spiano. Passano i minuti, i lariani nel finale accorciano su rigore ma Carnesecchi esulta appena prende gol, perché la partita di Perugia è finita e di conseguenza la Cremonese è in Serie A, 26 anni dopo l’ultima volta. Tutto vero! Parte la festa: prima a Como, poi – nella notte – a Cremona.
ESTATE STRANA – Nonostante la Cremo abbia evitato di prolungare il proprio campionato ai playoff, l’estate dei grigiorossi appare molto corta e particolare. Tutto parte dalle dimissioni improvvise di Pecchia, che spiazza la società e tutto l’ambiente. Non succede spesso che il tecnico di una promozione lasci il timone. Comincia un susseguirsi incessante di voci per capire chi lo sostituirà e alla fine avrà ragione il direttore sportivo Giacchetta, che sceglie Massimiliano Alvini. Proprio lui, l’allenatore che col Perugia aveva dato la gioia del 6 maggio alla Cremo battendo il Monza. Giacchetta aveva già lavorato con lui all’AlbinoLeffe, ma qui si parla di Serie A. Le perplessità sono all’ordine del giorno: come mai un tecnico esordiente per una squadra che non gioca in A dal 1996 e che necessita di una radicale trasformazione? L’entusiasmo e la curiosità per il nuovo campionato però superano i dubbi e i cremonesi danno fiducia al progetto, sapendo comunque che sarebbe stata molto dura. La maggior parte degli artefici della promozione sono tornati alla base (Gaetano, Okoli, Carnesecchi, Fagioli, ecc.), occorreva costruire quasi da zero una rosa all’altezza della A, che oltretutto cominciava con anticipo causa Mondiale.
INIZO DI A DIFFICILE – Il sorteggio del calendario è quasi da incubo: trasferte con Fiorentina, Roma e Inter nelle prime quattro giornate. In mezzo la sfida al Torino nel nuovo Zini. La Cremonese è solo all’inizio di un percorso tortuoso: Alvini deve mettere insieme moltissimi giocatori nuovi, per la maggior parte provenienti dalla Serie B o da campionati esteri. È fisiologicamente dura la parte di apprendimento per tutti, dalla lingua fino al piano tattico. Eppure il debutto di Firenze sorprende tutti: la Cremo perde 3-2 ma poteva anche vincere, nonostante l’uomo in meno per tutto il secondo tempo. In pieno recupero Radu in uscita su un cross neanche troppo insidioso di Mandragora si butta il pallone in porta e dà ai viola i primi tre punti della A. Una settimana dopo i grigiorossi giocano alla pari della Roma di Mourinho, con anche un paio di occasioni clamorose per Dessers sciupate, ma passano i giallorossi con un colpo di testa di Smalling. Qualche giorno dopo arriva il Torino in uno Zini straordinario, riqualificato e adattato alle regole del massimo campionato in tempi record: l’attesa del ritorno a casa è spasmodica, ma la Cremo esce ancora sconfitta (1-2) contro un Toro che ne ha di più su tutta la linea. Non basta l’eurogol di Sernicola verso la fine del match. Nell’infrasettimanale dopo una vita la Cremo ritrova il fascino di San Siro: l’Inter vicecampione d’Italia purtroppo ha vita facile e trionfa 3-1, colpa anche di un atteggiamento troppo propositivo voluto da Alvini per i suoi. Il bilancio è davvero negativo: nessun punto dopo quattro giornate.
MAI UNA VITTORIA – Da sottolineare certamente l’apporto straordinario dei tifosi della Cremonese, che non vogliono giustamente perdersi neanche un secondo di questa nuova avventura in Serie A della propria squadra del cuore. Sul campo arrivano alcune batoste importanti, come in casa contro la Lazio (0-4) o con il Napoli (1-4), ma il sostegno non viene mai meno. Solo dopo la clamorosa sconfitta casalinga con la Sampdoria ultima in classifica lo Zini per metà comincia a fischiare: non è possibile perdere anche contro chi stava decisamente peggio dei grigiorossi, sotto ogni punto di vista. Tutte le volte che la Cremo sembra vicina al primo colpaccio da tre punti in Serie A, cade miseramente: il pari di Bergamo di settembre in rimonta aveva dato grande fiducia, eppure con la Lazio abbiamo già detto com’è andata a finire. Stessa cosa dopo il pari nello scontro diretto col Lecce: i grigiorossi disputano una grande gara, purtroppo portano a casa un solo punto, che però non viene valorizzato la settimana successiva col Napoli. Da ultimo, lo 0-0 prezioso col Milan allo Zini (con la Cremo finalmente concentrata soprattutto sulla fase difensiva, apparsa perfetta) poi vanificato da una brutta prestazione ad Empoli prima della sosta (2-0).
SERVE DI PIÙ – Riassumendo un po’ il primo scorcio di Serie A, tutti si aspettavano di soffrire contro squadre qualitativamente ben più forti, ma nessuno credeva di arrivare alla sosta di dicembre senza neanche una vittoria (unica squadra in Europa con l’Elche, che gioca in Liga). Chiacchierando con gli addetti ai lavori, da mister Alvini ai direttori, non si conoscono bene le cause di questo triste primato. Eppure il gruppo ha dimostrato di esserci, i ragazzi stanno bene assieme e le prestazioni – tolte un paio di partite, ad esempio con Lazio, Sampdoria ed Empoli – sono sempre state di buon livello. Ma non è abbastanza, a quanto pare, soprattutto per una fase difensiva molte volte in sofferenza. Abbiamo sottolineato in più occasioni come questa Cremo prenda gol con troppa facilità. E mancano giocatori di qualità ed esperienza in mezzo al campo, reparto da ritoccare maggiormente nel mercato che sta per aprirsi a gennaio.
FORZA RAGAZZI! – È stato dunque un 2022 dai due volti, ma comunque straordinario e da ricordare. Dopo tanti, tantissimi anni di sofferenza fra Serie C2 e Serie C1, poter viaggiare negli stadi più importanti d’Italia e fronteggiare le squadre più forti del nostro Paese è un sogno che si avvera per noi tifosi e per la nostra città. Vorremmo fortemente che il 2023 ci regali un cambio di passo deciso, perché la salvezza sarebbe veramente qualcosa di miracoloso, per come sono andate le cose fino a questo momento. È facile, quindi, indicare cosa chiedere dal nuovo anno in arrivo: una Cremo più forte, più concentrata, con tanta voglia di lottare per mantenere quella categoria che il 2022 ci ha ridato dopo tanto, troppo tempo. Dare tutto, sudare la maglia, senza timore e paura di nessuno.
Buon 2023 a tutti i tifosi della Cremonese!
