Allo Zini si ripresenta una grande Cremonese che fa la partita e sfiora il vantaggio, prima di cadere immeritatamente nel finale
Dopo due mesi di sosta forzata il calcio torna allo Zini in tutta la sua bellezza e crudeltà. Una Cremonese coraggiosa fa la partita per larghi tratti, infiamma il pubblico, conclude, segna (due volte) per poi cadere nel finale per il classico corto muso allegriano. C’è tanto da recriminare, ma non bisogna dimenticare che ogni sconfitta è occasione di crescita. E da questa Juve c’è molto da imparare.
RICOMINCIO DA TRE – Alvini riparte dal suo marchio di fabbrica, quella difesa a tre utilizzata nella maggior parte delle uscite della prima parte di stagione. Il leader designato Hendry si accomoda però in panchina: parte dal primo minuto l’ultimo unico acquisto del mercato invernale, Alex Ferrari. Lochoshvili e Bianchetti completano il terzetto. Castagnetti sostituisce l’infortunato Ascacibar al fianco di Meité, davanti ci sono Okereke e Dessers, sulle fasce Sernicola e Valeri.
DOPPIO PICKEL – La posizione chiave è quella di Pickel, trequartista di rottura di gran corsa e pochi tocchi. Il centrocampista svizzero gioca in marcatura su Locatelli, pressandolo bene e impedendogli di impostare. Il meccanismo funziona fino a un certo punto, perché poi il giocatore della Nazionale approfitta della situazione e si alza facendosi seguire. Lo spazio libero viene preso da Fagioli che eredita i compiti in fase di costruzione del gioco. Il lavoro di Pickel è comunque importante, perché grazie alle sue doti atletiche riesce a offrire intensità in entrambe le fasi.
DESSERS IS BACK – La giovane Juve fatica a creare pericoli dalle parti di Carnesecchi, se non con qualche spunto di Soulé. Le occasioni sono tutte di marca grigiorossa. Dessers beneficia del lavoro sporco di Okereke e si ripresenta nella versione ammirata nelle trasferte di Firenze e Roma. L’attaccante nigeriano va a fare la guerra ai difensori bianconeri, mettendoci fisico e corsa. Troverebbe pure il gol, se non fosse annullato per una spinta vista solo dall’arbitro. Il primo tempo si chiude due (gol annullati) a zero, perché poco prima anche Valeri si era visto cancellare la marcatura per un fuorigioco millimetrico.
CREMO AL PALO – Nella ripresa i grigiorossi continuano a giocare con intensità. Quando le energie calano la Cremo non rinuncia ad affrontare la gara a visto aperto, cercando in ogni modo la vittoria. Dessers e Afena-Gyan si fermano al palo, Valeri guida un paio di contropiedi trovando energie insperate. Dall’altra parte inevitabilmente la difesa concede qualcosa, Carnesecchi fa buona guardia opponendosi alle conclusioni juventine e respingendo clamorosamente il tentativo da due passi di Kean. Quando tutto sembra deciso, arriva l’epilogo più amaro con quella maledetta punizione di Milik.
L’ARTE DEL CORTO MUSO – Senza arrivare alle esagerazioni di Marcelo Bielsa (che si diceva deluso dalle vittorie perché non avrebbe imparato nulla) va riconosciuto che anche da questa copia sbiadita della Juve c’è da imparare. Alvini contro Allegri è stata anche una sfida di ideali. Mentre la Cremo non rinuncia mai a giocare (anche quando dovrebbe) i bianconeri ci rinunciano spesso (anche quando non dovrebbero). In questo la Cremo deve crescere: nella lettura delle partite e nella gestione dei momenti. Nella ripresa la Juve ha concesso diverse ripartenze, i grigiorossi avrebbero dovuto approfittarne e abbassare il baricentro, far salire i bianconeri e colpire in contropiede, magari rinunciando al lavoro difensivo delle punte per avere più freschezza negli ultimi metri.
FIDUCIA E MERCATO – La prestazione deve comunque far propendere per il bicchiere mezzo pieno. Le incognite dopo la lunga pausa erano tante. La Cremo scesa in campo ha mostrato un’ottima condizione fisica e la capacità di reggere i 90’ con intensità. Servirà tuttavia più concretezza per avere la meglio del Verona nel posticipo della prossima giornata, uno scontro forse già decisivo per la lotta salvezza. Nonostante le parole di Alvini, servirà anche una mano dal mercato. Gli sforzi della società sembrano orientati alla ricerca di una punta che dia un minimo di ricambio a Dessers e Okereke. La partita di ieri ha fatto emergere anche la necessità dell’acquisto di un centrocampista. I ritmi alti del gioco del mister impongono di implementare il reparto con un elemento di qualità.
