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Cremo, tre punti sul Comò
Cremo, tre punti sul Comò

Quarta vittoria consecutiva per la Cremo che chiude un grande girone d’andata con 35 punti. Siamo a metà dell’opera?

Salernitana, 69. Crotone, 68. Lecce, 66 (con due partite in meno). Parma, 72 (con quattro partite in più). Sono queste le seconde classificate degli ultimi quattro anni. Con la vittoria sul Como (la quarta consecutiva, cosa che non succedeva da un bel po’) la Cremo chiude l’andata con 35 punti e una proiezione da brividi che la spingerebbe a fine anno a giocarsi la promozione diretta. Ma visto che questi sono solo numeri e noi non vogliamo fare la fine del pollo di Trilussa, dimentichiamo le statistiche e concentriamoci su quello che dice il campo.

IN EMERGENZA – Pecchia aveva avvisato che si sarebbe visto qualche volto nuovo. Tra positivi ed ex positivi non ancora al meglio il tecnico ringrazia la rosa lunga e riesce a schierare una formazione altamente competitiva. Due sono le sorprese rispetto all’undici ipotizzato alla vigilia: Deli, che in tutto il 2021 non ha mai fatto una gara da titolare, e Vido, schierato da prima punta. Nonostante l’indisposizione di Ciofani arriva quindi un’altra panchina per Di Carmine, la cui ultima partita da titolare resta la vittoria di Reggio Calabria di novembre.

FLUIDITÀ – Ancor più che nelle precedenti uscite Pecchia chiede una grande fluidità ai propri giocatori. Dalla trequarti in su non ci sono posizioni fisse: Buonaiuto, Deli, Zanimacchia e Vido continuano a scambiarsi di posizione, senza dare riferimenti alla difesa del Como. I lariani poi non fanno niente per uscire dalla confusione, dato che dopo quattro minuti è proprio un colpo di testa sbagliato di Varnier a spalancare a Buonaiuto la strada per l’1-0. L’ex Perugia sta vivendo un momento magico e si trova a meraviglia in tutte le posizioni dell’attacco. Quando è sulla fascia salta uomo e crossa o calcia a giro, quando gioca in mezzo sfrutta il lavoro della prima punta per avventarsi sulle seconde palle e puntare l’area palla al piede.

CHI FUNZIONA, CHI NO – Il rientro di Deli è incoraggiante. Il centrocampista tanto amato da Bisoli e tormentato dai problemi fisici gioca 45’ intensi in cui ricorda ai tifosi che qualche calcio al pallone lo sa ancora tirare. La sua capacità balistica e la bravura di farsi trovare libero negli spazi creano diversi problemi alla retroguardia del Como; solo qualche problema di mira gli impedisce di timbrare il cartellino. Chi fa più fatica invece è Vido. Nella mezz’ora abbondante in cui gioca da riferimento offensivo combina poco, soffre le marcature strette e non riesce a dialogare per i compagni, scegliendo sempre il corridoio sbagliato. Per entrare nel gioco deve abbassarsi a prendere palla, dove riesce a far valere le sue qualità. A Lecce ci aspettiamo una prima punta vera in campo.

CASTA CON LA SIGA, VIVA LA PANCA – Chi in realtà domina nel freddo e soleggiato pomeriggio cremonese è invece Castagnetti. L’ex Empoli unisce il tutoraggio a Gaetano (ancora in fase di apprendimento da centrocampista centrale) a una partita gigantesca in cui si alterna tra lavoro sporco e lanci millimetrici. Casta non solo sa sempre cosa fare, ma lo fa bene e fa bene tutto. Il 4-1-4-1 del Como gli lascia parecchia libertà e lui se la prende tutta. Distrugge e costruisce, sciabola e va in verticale: da una sua palla nello spazio per Valeri arriva l’episodio che indirizza il secondo tempo, l’espulsione di Vignali. Il match viene poi chiuso definitivamente dall’ennesima rete di un subentrato: stavolta tocca a Baez essere decisivo dalla panchina con il gol del 2-0. Una marcatura importante, che può segnare il definitivo rilancio dell’uruguaiano, un po’ in ombra nel girone d’andata (ma noi ci speravamo in un suo grande ritorno).

DIFESA BALLERINA – Tante cose belle, ma il clean sheet non deve ingannare. In diversi momenti la Cremo ha subito il Como che pur senza strafare ha messo in difficoltà la retroguardia grigiorossa. Sugli esterni Sernicola e (un po’ meno) Valeri non sono riusciti a seguire i tagli di La Gumina e Parigini, spesso lasciati troppo liberi di puntare e crossare. Al centro non è andata meglio, visto che Bianchetti e Okoli hanno sbagliato diversi appoggi in uscita, mettendo in difficoltà i compagni. Nel primo tempo è stato Carnesecchi a mettere una pezza, reagendo alla grande al tiro ravvicinato di La Gumina, mentre nella ripresa è stata una zolla a mettere fuori gioco Gabrielloni, scivolato sul più bello dopo che aveva inspiegabilmente ricevuto tutto solo in area. Se la Cremo vuole puntare alle posizioni che contano è importante alzare il livello anche in fase difensiva, dove forse si sente la mancanza di un centrale d’esperienza.

BIG MATCH – Se la Cremo si giocherà fino alla fine la promozione lo capiremo (anche) da domenica prossima. Il girone di ritorno inizia con uno scontro che più diretto non si può: contro il Lecce sarà partita vera, in cui sarà importante anzitutto non perdere per evitare il sorpasso. Ma al di là dei punti sarà fondamentale capire come la Cremo affronterà la gara. Con qualche giocatore in più e una settimana intera per preparare la partita, Pecchia dovrà innanzitutto riuscire a trasmettere serenità dal punto di vista mentale. Non sarà facile comandare il gioco come vuole il mister, ma questa squadra non deve snaturarsi e ha già dimostrato di avere le qualità per fare la partita contro ogni avversario.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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