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Cremo, quattro ingredienti per tornare al successo
Cremo, quattro ingredienti per tornare al successo

Le prime partite di campionato non sono state positive per la Cremo, chiamata a reagire davanti al proprio pubblico già sabato. Ecco cosa serve

Troppe difficoltà incontrate dalla Cremonese in questo inizio di campionato. Che fosse una Serie B ancora più complicata degli anni scorsi potevamo immaginarlo, ma non che i grigiorossi, allestita una rosa di grande spessore, conquistassero solamente 3 punti nelle prime tre giornate contro una ripescata e due neopromosse dalla Lega Pro. Soprattutto ripensando all’ottimo precampionato disputato, con anche la vittoria sul Verona – squadra di Serie A – nel Terzo Turno di Coppa Italia. Cosa serve dunque agli uomini di Rastelli per riprendere in mano la situazione e quindi avanzare nei primi posti della classifica, lì dove ora dominano tre delle cinque squadre arrivate dalla Serie C? Abbiamo analizzato le sfide con Venezia, Entella e Pisa per capire quali ingredienti occorrono per ripartire.

1 – INTESA
La maggior parte dei giocatori nuovi acquistati dalla Cremonese sono arrivati nell’ultimo mese di mercato, concentrati specialmente nella seconda metà di agosto (quattro addirittura negli ultimi tre giorni). Il ds Bonato aveva detto che sarebbe finita così, dunque molti volti nuovi non hanno svolto la preparazione insieme a mister Rastelli, né a Molveno né nelle settimane successive. A questo punto verrebbe da chiedersi come mai a Pisa l’allenatore non si è affidato a coloro che avevano dato garanzie nei mesi estivi. La risposta è molto semplice: gli ultimi acquisti non sono stati fatti per essere relegati in panchina, bensì per giocarsi il posto da titolare, provenendo da società di Serie A (i vari Ceravolo, Kingsley, Valzania). Probabilmente l’errore sta nell’averli schierati tutti insieme dal primo minuto, ma d’altronde come si entra in condizione senza giocare? E solo giocando insieme è possibile migliorare l’intesa fra i vari interpreti: a Pisa solo cinque giocatori di movimento su dieci erano reduci dalla stagione 2018-19. Nelle prime uscite abbiamo raccontato di errori elementari e inaspettati, i ragazzi ancora non si trovano come dovrebbero. Soprattutto difesa e centrocampo devono abituarsi a giocare con due punte di peso come Ciofani e Ceravolo, che possiedono caratteristiche ben diverse rispetto agli attaccanti visti a Cremona fino a giugno.

2 – CONDIZIONE
Complementare all’intesa certamente dobbiamo considerare la condizione fisica. Mister Rastelli è stato molto chiaro nelle varie conferenze stampa prima della trasferta di Pisa: la Cremonese, attualmente, dà il meglio di sé nella ripresa, complice la preparazione svolta in estate su giocatori che, rispetto alle squadre affrontate, dispongono di una stazza fisica più importante. Quando i grigiorossi sono riusciti a limitare i danni nel primo tempo, poi sono riusciti a vincere (vedi Venezia), quando invece i primi 45′ si sono chiusi con il vantaggio degli avversari, non è stato possibile recuperare (Entella e Pisa). Eccezion fatta per il Verona in Coppa Italia. Confidiamo nei giocatori di qualità acquistati dai grigiorossi, perché – per fare un esempio – il Ciofani visto nei primi tre turni non ricorda minimamente quello di Frosinone di qualche mese fa. A lui e Ceravolo bisogna dare tempo, essendo stati impiegati poco con i precedenti club anche nelle amichevoli estive. Valzania era ambito da 3-4 club di Serie A, è un centrocampista moderno che può fare la differenza e non può essere valutato per i primi 90′ di Pisa, così come il difensore Bianchetti. Presto (si spera) non vedremo più la Cremo imbambolata di queste settimane [cit. Rastelli].

3 – CATTIVERIA
Finora è mancata anche tanta cattiveria nella Cremonese, qualità strettamente collegata alla condizione fisica, oltre che a quella puramente mentale. Togliendo la partita di Venezia, dove comunque nel primo tempo la squadra ha sofferto parecchio, contro Virtus Entella e Pisa la cattiveria degli avversari ha fatto decisamente la differenza. Grigiorossi troppo leggeri sulle prime e seconde palle, una caterva di contrasti persi, reattività ai minimi termini sia nei duelli in mezzo al campo, che nel rivoltarsi in attacco dopo un gol incassato. Un esempio lampante: prima partita di campionato in casa, si gioca davanti al proprio pubblico contro una formazione neopromossa che dispone di un organico nettamente inferiore e che dovrà giocarsi la salvezza. Ecco, nel primo tempo bisognava massacrarli (sportivamente parlando, naturalmente), perché se poi prendono fiducia è un attimo che ti fanno lo scherzetto, come infatti è accaduto. Chiaro, se non stai bene fisicamente è dura contrastare la spensieratezza di una neopromossa, quindi ci auguriamo che condizione e cattiveria siano valori accresciuti in vista di Cremo-Crotone.

4 – UMILTÀ
Lo abbiamo spiegato nell’editoriale dopo la sconfitta altisonante di Pisa: la Cremonese rischia di essersi inconsciamente spaventata di se stessa dopo aver letto le varie griglie di partenza per la Serie B 2019-20 o le valutazioni per il mercato svolto. Un pizzico di presunzione, forse, che ha giocato brutti scherzi nelle due partite con Entella e Pisa, forse anche dovuta a come sono maturati i successi precedenti con Verona e Venezia: entrambi in rimonta, in laguna addirittura con una prodezza balistica di uno degli elementi in rosa (Castagnetti). La rosa è forte e non si può non prenderne atto, anche la squadra stessa dev’essere consapevole di avere un organico di spessore, però sul campo è tutta un’altra storia. Bisogna essere bravi a sfruttare le proprie qualità per controbattere gli avversari e portare a casa punti importantissimi, magari proprio con giocate individuali di quei calciatori che – si sa – hanno qualcosa più degli altri. Quindi Cremo scendi dal piedistallo e combatti, duramente, con umiltà.

Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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