Cremo, brutta e senz’anima
Cremo, brutta e senz’anima

A Cosenza arriva la peggior prestazione della stagione della Cremo: sbagliano i giocatori, sbaglia l’allenatore e la classifica piange

Povera Cremo, che pena mi fai. La partita di Cosenza poteva essere la svolta della stagione: una vittoria lontano dallo Zini avrebbe riportato i grigiorossi a due punti dalla zona playoff, con la prospettiva di un abbordabile turno casalingo nel match successivo contro un Ascoli in crisi e la possibilità di mettere l’ottavo posto nel mirino.

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Zero punti, zero voglia. A far male non è tanto l’ennesima sconfitta lontano dallo Zini, e nemmeno la cronica difficoltà in zona gol (sono 290’ i minuti senza reti, recuperi esclusi): è la prestazione che non convince. La Cremo non scende praticamente in campo: fin dal primo minuto soffre l’aggressività dei giocatori del Cosenza che arrivano primi su ogni pallone, ci mettono il doppio delle energie, della voglia, della cattiveria.

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Assenti e 4-3-3. Rastelli deve rinunciare a Claiton, infortunatosi in settimana, e a Del Fabro, che – spoiler – non viene convocato nell’unica partita in cui sarebbe stato impiegato. Senza Arini squalificato il mister sceglie il 4-3-3: torna Castagnetti davanti alla difesa con Mbaye sul centrodestra e Soddimo sul centrosinistra. Davanti gioca ancora Strizzolo, affiancato da Strefezza e Piccolo. In difesa nuova prima da titolare di Caracciolo con Renzetti che si riprende la corsia sinistra, con il bonus della fascia da capitano.

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Venti minuti. Il nuovo-vecchio modulo dura meno di mezz’ora perché il Cosenza non fa vedere palla alla Cremo. Nei primi venti minuti i grigiorossi non passano mai la metà campo mentre i padroni di casa collezionano palle gol a iosa, compreso un calcio di rigore concesso per un fallo di mano di Caracciolo e parato da Ravaglia, che si allunga sulla sinistra per deviare in angolo il tiro di Litteri. Rastelli decide quindi di passare al 4-4-2 ma la sostanza non cambia: il Cosenza ha più voglia e più gamba e continua a schiacciare la Cremo nella propria metà campo.

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Centrocampo flop. Se la Cremo soffre in mezzo al campo è soprattutto perché ci sono due giocatori non in condizione: Mbaye non giocava titolare dal 26 dicembre, Castagnetti dal 30 dicembre. I due vengono frullati dal centrocampo del Cosenza che ringhia sulle caviglie e pressa con furore. Mbaye prova a metterci il fisico ma gli manca il cambio di passo, a Castagnetti mancano entrambi. L’ex Empoli ha l’aggravante di non capire i propri limiti e cerca giocate che per il momento non ha nelle corde. Invece di cercare l’appoggio facile per ritrovare fiducia, si perde in lanci e colpi di tacco inutili e deleteri.

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Senza cuore, senza testa. Oltre a non metterci il cuore, la Cremo perde la testa nel momento peggiore con il suo uomo migliore. Quando Strizzolo calcia fuori il suggerimento di Piccolo nell’unica occasione del match, il Cosenza si ribella. È il turning point della partita: i padroni di casa hanno attaccato per tutto il tempo, hanno preso un palo, sbagliato un rigore e hanno rischiato la beffa sull’unico tiro subito e accendono la rissa perché Embalo è a terra. Una squadra sul pezzo, matura e concentrata, avrebbe dovuto usare a suo vantaggio il momento: i padroni di casa sono sull’orlo di una crisi di nervi. I nervi poi saltano eccome, ma a Terranova. Il centrale dei grigiorossi, uno tra i più esperti, cade nella banale provocazione di uno dei più giovani e lascia la squadra in dieci. Il naufragio della ripresa nasce tutto da qui.

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Soddimo out, perché? A fine primo tempo, pur con tutte le scusanti della circostanza, Rastelli sbaglia il cambio: per inserire un difensore sacrifica Soddimo. Pur avendo dimostrato difficoltà a giocare in un centrocampo a due l’ex Frosinone era l’unico con la gamba per poter giocare 90’ e reggere l’urto del Cosenza. Forse sarebbe stato meglio togliere un esterno (Strefezza o Piccolo, con l’allargamento di Soddimo) oppure proprio Castagnetti: se anche fosse stato al massimo della forma l’ex Empoli sarebbe stato comunque poco utile in una partita di contenimento, oltretutto su un campo di gioco al limite della praticabilità.

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Testa all’Ascoli. Ora è inutile piangere sul mercato versato, su chi avremmo potuto o dovuto acquistare: questi sono i giocatori e loro termineranno la stagione. Contro l’Ascoli sarà una partita durissima. Nonostante il rientro di Sant’Arini sarà ancora lunga la lista degli assenti: senza Terranova (e forse anche Claiton e Del Fabro) Rastelli dovrà reinventarsi la difesa. Bando agli alibi però: dopo la partita peggiore della sua gestione (peggio anche del derby di Brescia, dove almeno per un tempo si era giocato) non c’è altro risultato che la vittoria. Non c’è più tempo, non esistono scuse o assenze, sabato devono arrivare i tre punti.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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