fbpx
Cremo, al risultato non Menti
Cremo, al risultato non Menti

La Cremo sbanca Vicenza dopo una partita tesa e difficile: è anche da queste vittorie che nascono le grandi stagioni

È stato facile entusiasmarsi dopo i tre punti di Parma, dove la Cremo aveva mostrato un calcio scintillante, dominando una delle squadre più attrezzate e qualitative della categoria. Ma è dalle vittorie come quella di Vicenza che nascono le migliori stagioni e si costruiscono le squadre vincenti. Perché vincere nelle difficoltà è il miglior segnale che un allenatore vuole vedere.

NON LA SOLITA CREMO – In campo non scende la solita squadra, che pressa in ogni zona del campo e cerca di recuperare palla alta per andare a fare male subito. Anche perché Pecchia cambia 7 giocatori di movimento su 10 dopo la débâcle interna contro il Perugia di mercoledì. Solo Sernicola, Castagnetti e Fagioli si ripresentano in campo al fischio d’inizio, gli altri si accomodano in panchina. Dove finisce anche Carnesecchi dopo meno di mezz’ora. Il portiere dell’Atalanta accusa un problema muscolare, la sensazione è che non lo vedremo per un po’.

INIZIO SOFT – Le condizioni per proseguire il trend negativo ci sono tutte. Il Vicenza è fermo a 0 punti, ha appena cambiato allenatore e sul Menti scende una pioggia battente. Non c’è niente di peggio per una squadra come la Cremo, affaticata dal turno infrasettimanale e abituata a giocare palla a terra con combinazioni nello stretto. Pecchia probabilmente ha in mente qualcosa di diverso. E si vede subito. Non vediamo il solito inizio a spron battuto, i grigiorossi aspettano il Vicenza perché sanno già che la gara sarà lunga e combattuta e servirà un piano diverso rispetto al solito.

CATENA DI DESTRA – Le cose migliori del primo tempo si vedono sulla catena di destra, dove il superstite Sernicola e lo scapestrato Zanimacchia dialogano che è una meraviglia. A turno trovano il fondo e mettono in mezzo traversoni pericolosi. Il rigore che sblocca la partita è merito dell’ennesima sortita di Sernicola mentre l’espulsione è in coabitazione, visto che Zanimacchia costringe Calderoni al fallo del primo giallo e il tiro del terzino causa il secondo cartellino.

LA RIVINCITA DEI NUMERI DUE – Dietro nel frattempo si gioca un’altra partita, fatte di botte e contrasti, scivolate e spallate. Va in questa direzione la scelta della coppia MeroniOkoli: due centrali veloci, forti fisicamente e pronti alla battaglia. Merita una menzione la prova del primo, elogiato anche da Pecchia nel post-partita. Non era facile esordire in una gara di questo tipo ma l’ex Pisa si è esaltato sul campo bagnato e nei duelli individuali. Grande prova anche di Crescenzi sulla sinistra che ricorda a tutti di non essere un semplice panchinaro e che quando Valeri non è al massimo può tranquillamente prendersi una giornata di riposo.

CASTAGNETTI GREEN – Dopo che il rigore di Ciofani porta avanti la Cremo si apre un secondo tempo in cui il Vicenza la butta sul fisico. Fioccano cartellini (saranno 12 alla fine) e i grigiorossi non tirano mai indietro la gamba. Le occasioni per i padroni di casa nascono solo da errori individuali, e i più grossi portano la firma di Fagioli. Il centrocampista della Juve incappa in una partita-no che se ben analizzata lo farà crescere più della prestazione monstre di Parma. La cosa peggiore non sono tanto gli errori tecnici (sul secondo Sarr evita la beffa) quanto l’insistere in un determinato tipo di giocata nonostante sia evidente che non è serata. Prenda esempio da Castagnetti, che dopo due pressing alti andati a vuoto si è messo in mezzo al campo a fare legna e tenere la posizione, riciclando una quantità infinità di palloni.

VITTORIA DI TUTTI – I tre punti finali certificano la grande vittoria di Pecchia che vince su tutta la linea. I numerosi cambi danno un segnale forte alla squadra: tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Il mister riesce a dare spazio a tanti giocatori finora poco utilizzati (Meroni, Crescenzi, Ciofani, Zanimacchia, Deli) mettendo il gruppo al di sopra dei singoli e riuscendo a coinvolgere tutti gli elementi della numerosa rosa messagli a disposizione dalla società. Le sue parole nel post-partita sono emblematiche e sottolineano l’importanza di vincere un determinato tipo di gare in determinati contesti. Con questi principi ben saldi e la forza di un gruppo che sta convincendo anche i più scettici arriveranno traguardi importanti. Il terzo posto è lì da vedere: ai risultati non Menti.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

Potrebbe interessarti anche:

Alvini, ma cosa mi combini?

Alvini, ma cosa mi combini?

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, vai all-vini

Cremonese, vai all-vini

La Cremonese e il modulo placebo

La Cremonese e il modulo placebo