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La Cremo ci resta di sasso
La Cremo ci resta di sasso

La nuova-vecchia Cremo di Bisoli riparte con una sconfitta contro la bestia nera Cittadella: la squadra sembra aver accusato i pesanti carichi di lavoro

Cittadella, con poco più di ventimila abitanti, è la più piccola città ad avere una squadra in Serie B. Al di fuori delle splendide mura che circondano il centro cittadino si aprono infinite opportunità. Una delle mete preferite dei cittadellesi (si chiamano così, ho controllato) è il Monte Grappa, pochi chilometri più a nord. L’omonimo massiccio è nato dalla collisione tra la zolla africana e quella europea, così come cercai di spiegare (senza successo) all’orale della maturità e come recentemente mi ha confermato Wikipedia.

Di sasso. Una delle caratteristiche del Monte Grappa è la varietà dimensionale e cromatica delle sue rocce. Non ci crederete, ma su per i versanti di questa montagna veneta si incontrano fondamentalmente – sicuramente alternandosi – rocce grigie (i Calcari Grigi) e rosse (il Rosso Ammonitico e la Scaglia Rossa) per una disposizione a tono fortemente cremonese. Rocce che i cittadellesi si divertono ad evitare e a fotografare nelle loro gite domenicali. A giudicare dalla prestazione odierna, ai cittadellesi sarà sembrato di essere andati in trasferta sul Monte Grappa perché i giocatori della Cremo sono rimasti fermi come i sassi grigiorossi delle montagne venete.

Sorpresi. Le premesse tuttavia erano di ben altro tono. Dopo un buon precampionato la Cremo partiva con rinnovata fiducia e un entusiasmo dato dalla continuità del progetto tecnico: confermato il mister, confermati i prestiti, nessuna cessione e rosa puntellata con acquisti intelligenti. Dall’altra parte il Cittadella sembrava lo sparring partner di turno e si presentava al via con la classica cessione eccellente (Diaw al Pordenone) e il solito nome nuovo al centro dell’attacco, Ogunseye. Si è capito fin da subito che la partita non sarebbe stata semplice: gli uomini di Venturato sono partiti a mille, pressando a tutto campo e aggredendo i grigiorossi. Il palo colpito da Donnarumma dopo meno di un minuto sveglia i grigiorossi.

Qualche assenza. L’inizio shock può anche essere giustificato dai problemi di formazione di Bisoli che senza gli infortunati Ravanelli e Zortea lancia titolare l’ultimo arrivato Fiordaliso, con Bianchetti in mezzo alla difesa di fianco all’acciaccato Terranova. A centrocampo nuova chance per Gustafson mentre in attacco giocano i titolari: Gaetano alle spalle di Strizzolo e Ciofani. Dopo il palo sopracitato la Cremo si aggrappa alle giocate di Gaetano, di gran lunga il migliore tra i grigiorossi. Peccato che la coppia davanti sia poco recettiva: i passaggi illuminanti del trequartista del Napoli non vengono sfruttati a dovere dagli attaccanti, sempre recuperati dai difensori. Se la partita si fosse disputata a punte invertite probabilmente staremmo parlando di un altro risultato.

Centrocampo fuori condizione. Se nonostante le sportellate di Ogunseye e Tsadjout la difesa ha tenuto, il reparto meno in condizione è sembrato il centrocampo. Castagnetti, al di là dell’errore che ha portato al vantaggio del Cittadella, ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni dello scorso campionato. Gustafson ha fatto addirittura peggio, pur senza errori da matita blu: il centrocampista svedese perde troppi tempi di gioco, manca di rapidità nello stretto e non offre copertura a livello fisico come dimostra l’ingenuo fallo che causa la punizione del 2-0. Valzania ha cercato di reggere il più possibile ma è sembrato quello più indietro di condizione. Anche Pinato, entrato a gara in corso, non ha offerto quello che si chiede a un subentrante: freschezza atletica ed entusiasmo.

Facce nuove. Guardiamo i lati positivi della sconfitta. Se Pinato non ha entusiasmato, vanno promossi altri due acquisti: Fiordaliso e Valeri. Il primo è stato buttato nella mischia dopo pochi giorni dal suo arrivo a Cremona. Ha sbagliato qualche pallone in uscita e ha sofferto il pressing avversario ma ha saputo contenere gli attaccanti avversari e ha mostrato una buona tenuta difensiva. Valeri è entrato al 60’ al posto di un Crescenzi in difficoltà e sulla sinistra ha cambiato marcia: nonostante offrisse parecchi centimetri agli avversari è entrato con la giusta cattiveria ed ha creato pericoli in fase offensiva. Quando migliorerà anche la parte difensiva diventerà ben più di un’alternativa sulla fascia.

Niente drammi. Come giudicare questa prima sconfitta all’esordio? La prestazione non può che essere giudicata come negativa: poche le giocate degne di nota, troppa la differenza atletica con un avversario che ha aggredito e comandato il gioco per lunghi tratti di gara. Eppure non ci si può abbattere dopo una sola giornata di campionato. «La colpa è mia» ha detto Bisoli nel post-partita, sottolineando tuttavia un dato importante: «Di solito la prima giornata la perdo sempre, mi è successo anche a Padova e Cesena quando poi ho vinto il campionato». Non una scusante certo, ma un dato oggettivo: il mister ha caricato molto in preparazione e i giocatori hanno bisogno di tempo e partite di rodaggio per entrare a pieno regime. Una scelta intelligente e che darà i suoi frutti, soprattutto in un campionato livellato come la Serie B. Diamo tempo al mister e alla squadra di lavorare, perché senza la pressione degli anni scorsi questo può essere il campionato giusto per puntare a un piazzamento nelle prime otto.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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