Nella sua prima Cremonese versione campionato Ballardini non cambia nulla, e così cambia tutto
Una delle più grandi verità italiane è esposta nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è. Ma se invece tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente. Una massima che ha descritto perfettamente la storia (politica e non) del nostro Paese, e che a più di sessant’anni dalla pubblicazione resta ancora terribilmente attuale.
GUARDA CHI C’ È – La Cremonese di Ballardini non è cambiata molto (esteriormente) da quella di Alvini; eppure il cambiamento interiore sembra evidente e ben avviato. Non è abbastanza, ma la strada è quella giusta. Nelle gambe e nella testa dei grigiorossi c’è ancora l’impresa di Napoli. È normale che Ballardini voglia cavalcare l’onda: sono solo tre i cambi rispetto alla gara di Coppa Italia. Due sono annunciati: Ferrari prende il posto di Hendry, nemmeno convocato e in partenza per il Belgio. Valeri sostituisce Quagliata per un avvicendamento che vedremo spesso. La sorpresa vera è al centro della difesa, dove rientra Chiriches a quattro mesi dalla sua ultima apparizione in maglia ufficiale.
SEMPRE A TRE – Anche nel modulo la Cremonese di Ballardini richiama molto quella di Alvini: c’è la difesa a tre, ci sono due esterni più terzini che centrocampisti, ci sono le due punte, e c’è Pickel. Lo svizzero è l’emblema del cambio gestione. Perché pur assomigliandosi esteriormente le due Cremo sono molto diverse nell’interpretazione della partita. Con Ballardini la squadra gioca più bassa, rinuncia al possesso e tiene la squadra corta, riducendo lo spazio tra i reparti. Nella precedente gestione invece erano i grigiorossi a fare la partita, tenendo palla a lungo e comandando il gioco, salvo poi non riuscire a sfondare le difese avversarie per la poca tecnica e subire in contropiede.
LA DIFESA RINASCE – Con il nuovo approccio ne beneficiano innanzitutto i difensori. Non è un caso che Vasquez, sgravato dai compiti in fase di impostazione, stia dimostrando di essere un difensore da Serie A. E non è nemmeno un caso che senza tutto quel campo alle spalle Chiriches disputi novanta minuti ad alto livello dopo mesi senza partite. Eppure la gara di Bologna è piena di insidie dal punto di vista tattico. Thiago Motta la studia bene, e sostituisce Arnautovic con Soriano. Il lavoro da falso nove del centrocampista permette ai compagni di inserirsi nel tentativo di non dare punti di riferimento alla retroguardia grigiorossa. Gli spazi però sono stretti, perché – soprattutto nel primo tempo – la Cremo riesce a tenere vicini i reparti. Succede quindi che i giocatori del Bologna, pur partendo smarcati, si trovano sempre due dei nostri addosso.
DA MIGLIORARE – Nel buon primo tempo della Cremonese ci sono comunque tante cose da migliorare. Le ripartenze non funzionano a dovere, e i grigiorossi faticano a rendersi pericolosi dalle parti di Skorupski. La catena di sinistra arranca perché Meité è in giornata no. Anche la fase di possesso è da sistemare. Ok, il campo pesante non ha aiutato, però le partenze dal basso sono state fatte male. In diverse occasioni è stata persa palla in uscita, concedendo occasioni pericolose al Bologna. L’uscita dal portiere ha bisogno di velocità di esecuzione, tecnica e capacità nello smarcamento; se non si riesce (per merito dell’avversario o per colpa del campo) meglio la palla lunga. Soprattutto se davanti gioca Ciofani, che in qualche modo la apparecchia.
PIANO GARA – Per la seconda volta nella ripresa Ballardini passa alla difesa a quattro. A Napoli per rimontare lo svantaggio, a Bologna per inseguire il successo. Questo è sintomo di lucidità e realismo: il mister sa che in queste situazioni serve vincere, perché altrimenti la classifica non si muove. Nel secondo tempo la Cremo concede di più, ma allo stesso modo si rende più pericolosa. Il mister sembra saper sfruttare a pieno le caratteristiche di Okereke, letale negli spazi aperti: il nigeriano guida le ripartenze, non sfruttate a dovere dai compagni. La sensazione è che quando tornerà Dessers – assente per una botta – i due potranno divertirsi (e divertire) parecchio.
ANNO ZERO – Il mantra nel post partita è stato questo: migliorare. In pochi giorni Ballardini ha gettato le basi per una ripartenza, abbandonando l’utopia alviniana e seguendo quei principi che – fossero stati adottati a inizio campionato – avrebbero regalato ai grigiorossi una classifica diversa. Serve però migliorare, tanto e tutti, come detto dal mister nel post partita. Il vestito da provinciale alla Cremo sta benissimo, serve però una maggiore lucidità nell’interpretazione delle fasi della gara e nella gestione di certe situazioni, come un paio di ripartenze malamente sprecate. La cosa più importante comunque c’è, ed è la voglia di cambiare un destino che sembra segnato.
