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Cremo, batti il momentum
Cremo, batti il momentum

Contro il Venezia arriva la prima sconfitta con Pecchia in panchina. La Cremo continua a non tradurre in gol la mole di gioco espresso

L’evoluzione che ha avuto il calcio negli ultimi anni è andata di pari passo con quella degli eSport. Il gioco che più di tutti ha attirato i videogiocatori sportivi è senza ombra di dubbio FIFA (anche se da quest’anno non c’è più la Cremo). In pochi sanno però che il titolo di punta della EA ha dovuto subire diverse cause legali, non ultima quella del novembre scorso in California. L’accusa sarebbe quella di aumentare la difficoltà di gioco in alcuni momenti per determinare i risultati (e spingere ad acquistare crediti con soldi veri per migliorare la squadra). Nascono così le proteste degli utenti, stufi di vedere i portieri avversari fare miracoli o i propri giocatori sbagliare reti incredibili a pochi metri dalla linea di porta.

MOMENTUM CREMO – La partita contro il Venezia ha evidenziato ancora una volta come il momentum (così viene definito lo script in FIFA) non sia proprio dalla parte della Cremo. Ad un certo punto gli errori sottoporta dei giocatori grigiorossi hanno fatto pensare che ci fosse lo zampino di un algoritmo di un’intelligenza artificiale. La mancata deviazione di Strizzolo sul cross di un sempreverde Valeri è costata forse la partita, visto che dopo pochi minuti è arrivata la sfortunata carambola che ha portato all’autogol di Bianchetti. Nel secondo tempo gli errori si sono moltiplicati: la ginocchiata fuori di Pinato, i tiri sbilenchi di Valzania e Castagnetti, la conclusione centrale di Baez. Ovviamente alla prima occasione concessa al Venezia, l’ex Forte ha segnato un gol alla Ibrahimovic.

STATISTICHE – Nonostante a chi scrive non piacciano un granché le statistiche (è sempre bene ricordare che un uomo con la testa nel forno e i piedi nel freezer statisticamente ha la temperatura corporea di un uomo vivo) non si possono ignorare i dati del post partita. Mentre il Venezia finisce la partita con 6 tiri (di cui 3 nello specchio, ovvero le tre reti) la Cremo arriva a tirare per ben 13 volte, trovando lo specchio in solo 4 occasioni: basta questo dato per sottolineare la scarsa precisione dei giocatori grigiorossi. La grande mole di gioco creato trova conferma nei numeri pubblicati da Dazn a fine partita: la Cremo ha fatto più possesso (24 minuti e 9 secondi contro 21 minuti e 27 secondi del Venezia), ha perso meno palle (23 contro 30) e ne ha recuperate di più (17 contro 11) calciando anche il triplo dei corner (9 contro 3).

ZANETTI 1 PECCHIA 0 – Come mai quindi parliamo di una sconfitta, anche abbastanza rotonda? Al di là dell’incidenza degli episodi, già ripetuta a più riprese, va ricordato che il calcio è qualcosa più dei meri numeri. Nel primo tempo la Cremo è stata frullata dal ritmo imposto dal Venezia, una squadra ben messa in campo e con gli uomini sempre al posto giusto. La contromossa di Zanetti, che dopo aver visto la squadra schierata da Pecchia cambia uomini e modulo, si è rivelata vincente. Il mister veneziano cambia la formazione annunciata poco prima dell’inizio, sostituendo un play (Taugordeau) con un esterno (Di Mariano) e trasformando il suo 4-3-1-2 in un 4-2-3-1.

FASCE MALEDETTE – Ed è proprio sugli esterni che il Venezia costruisce la sua vittoria. I padroni di casa fanno girare bene la palla, costruiscono sulla sinistra e trovano sempre l’uomo libero sulla fascia opposta. Complice un po’ di stanchezza nei centrocampisti che non sono puntuali nei ripiegamenti, nel primo tempo i lagunari creano diversi pericoli. Pecchia tarda a trovare le contromisure e alla terza azione in fotocopia il Venezia passa in vantaggio: nei primi due casi aveva salvato Zortea, nel terzo Di Mariano è libero di colpire di testa e causare l’autogol di Bianchetti.

AVANTI CON FIDUCIA – Nonostante diversi giocatori sotto lo standard – Strizzolo, Gaetano, Bartolomei, Pinato, Valzania – la Cremo gioca un secondo tempo di spessore in cui mette alle corde il Venezia, venendo punita in contropiede per errori fondamentalmente individuali. Il 3-1 finale non deve far crollare le certezze che il nuovo mister ha portato in un solo mese. Sabato si torna già in campo, ed è un bene. Contro un Lecce che viene da quattro partite senza vittorie sarà vitale tornare a fare punti. Per questo servirà centrare più spesso la porta: è probabile che davanti tocchi nuovamente a Ciofaniin stato di grazia – mentre qualche problema di più ci sarà in difesa vista la squalifica di Bianchetti. I giorni sono pochi, gli uomini dietro scarseggiano, ma la fiducia nella squadra e nel mister non è mai stata così alta.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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