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Cremo, l’angelo è in porta
Cremo, l’angelo è in porta

Un grande Carnesecchi aiuta la Cremo nella decisiva vittoria di Cosenza che avvicina i grigiorossi alla salvezza

Più che lunedì dell’Angelo, chiamatelo lunedì di Carnesecchi. Diciamolo, fino a ieri il portierino arrivato a gennaio dall’Atalanta non aveva convinto fino in fondo. Alcune parate decisive ma anche qualche errore di troppo e diverse imprecisioni, soprattutto in uscita. In mezzo un’espulsione un po’ ingenua per aver imprecato. A Pasquetta, dopo i miracoli in Nazionale, Carnesecchi si manifesta per quello che è: un gran progetto di portiere, che aveva bisogno di qualche partita per levare la ruggine dopo i mesi seduto in panchina. E la Cremo ringrazia.

DA BATTAGLIA – Chi pensava a una trasferta in pantofole sbagliava di grosso. La partita di Cosenza è dura e maschia, con una tensione tangibile che porta molti giocatori a errori elementari, da entrambe le parti. Pecchia probabilmente si aspettava una gara del genere, tanto da schierare i giocatori da battaglia. Fuori quindi i più tecnici (Baez, Buonaiuto) e il bomber titolare (Ciofani) per un centrocampo più folto e un attacco da corsa con Valzania e Strizzolo, insieme all’insostituibile Gaetano. Dietro si rivede Terranova, al rientro dopo due mesi abbondanti di stop, in mezzo ci sono Bartolomei, Castagnetti e Gustafson.

SENZA RITMO – Chi pensava che non aver giocato venerdì sarebbe stato un vantaggio si sbagliava di grosso. L’inizio match evidenzia la totale assenza di ritmo partita nei grigiorossi che non giocavano una gara ufficiale da 17 giorni. Nei primi 10 minuti il Cosenza sfiora il gol tre volte con Gliozzi, abile a sfruttare le incertezze della difesa grigiorossa e di un Terranova molto lontano dalla condizione ideale (sempre a Cosenza, tra l’altro). Solo un grande Carnesecchi tiene a galla la Cremo che in fase offensiva si aggrappa alle giocate di Gaetano, visto che Valzania non riesce a cambiare passo. Proprio da una giocata alla Cassano del numero 70 nasce il gol di Strizzolo, bravo ad attaccare il primo palo. La più grande sorpresa del primo tempo sono tuttavia le tre conclusioni di Gustafson, più di quelle messe insieme in tutta la sua esperienza in grigiorosso (fermiamoci qui e bypassiamo l’analisi sull’esito delle stesse).

SOFFERENZA – Chi pensava (anzi no, non vorrei essere accusato di reato di anafora). Nella ripresa le squadre si allungano e alla Cremo non riesce quello visto nelle uscite precedenti. Non c’è abbastanza intensità per andare a prendere il Cosenza nella propria metà campo e così i rossoblu riescono sempre a uscire palla al piede, lanciando pericolosi contropiede. Pecchia rinuncia quindi alla pressione e sistema la difesa con l’ingresso di Ravanelli. La partita si trascina fino all’inevitabile sofferenza finale in cui le squadre fanno a gara a chi sbaglia di più: Carnesecchi è ancora decisivo su Tiritiello che poco dopo piglia pure la traversa, Baez e Castagnetti sbagliano il colpo del ko. Alla fine arrivano comunque tre punti fondamentali che lanciano la Cremo a +7 sulla zona playout (e con una partita da recuperare).

CANE VECCHIO SA – Per una volta la Cremo raccoglie più di quello che semina. Tra gli aspetti positivi di una gara tosta va sottolineata la lucidità di un mister capace di prevedere una partita difficile e sacrificare gli uomini più tecnici in favore di quelli con più gamba. Vi sareste mai immaginati come sarebbe potuto finire il primo tempo senza i preziosi ripiegamenti di Valzania e Gaetano? Come avrebbe inciso Tremolada se la Cremo non si fosse schierata con il centrocampo a tre, senza un play (Castagnetti) pronto a raddoppiare davanti alla difesa? Come dice il buon Magrini “cane vecchio sa”. E in questo scorcio di stagione sulla panchina grigiorossa Pecchia è sembrato uno che sa bene come funziona il gioco del pallone.

GAETANOCENTRICI – Sembra passata una vita, ma solo pochi mesi fa Gaetano era un soprammobile misterioso sulla panchina grigiorossa, utilizzato a sprazzi e con un filo conduttore chiaro: ovunque giocava faceva male. Con Pecchia il risultato è opposto: ovunque lo metti Gaetano fa bene. Che sia trequartista o esterno, destro o sinistro, il giocatore del Napoli riesce a incidere sulla partita come pochi altri in squadra. Per fare un ulteriore salto di qualità probabilmente gli manca ancora un upgrade a livello fisico e più convinzione al momento di concludere. Quando deve suggerire per i compagni invece mostra tutta la sua classe: oltre alla giocata cassanesca in occasione del vantaggio di Strizzolo (arrivato a 6 gol in campionato, mia mal), ieri ha mandato in porta due volte Gustafson. Da sottolineare anche il grande lavoro in fase difensiva, con le corse all’indietro per recuperare le palle perse: un bel segnale di maturità.

MATCH POINT – Ora la Cremo ha qualche giorno di allenamento per farsi trovare pronta al match point di sabato. Una vittoria contro il Pordenone significherebbe chiudere quasi definitivamente il discorso salvezza e iniziare a progettare il futuro prossimo di una squadra che nel mercato invernale ha gettato solide basi che vanno necessariamente implementate. Bianchetti, Valeri, Bartolomei, Castagnetti, Baez e Buonaiuto sono la base da cui ripartire per costruire una squadra che possa finalmente dare l’assalto ai playoff. Prima però serve confermare la categoria: sotto con il prossimo avversario quindi, senza paura. Anche perché in porta c’è un ritrovato Carnesecchi.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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