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Carretta-Montalto, uniti anche nell’addio alla Cremo
Carretta-Montalto, uniti anche nell’addio alla Cremo

Dall’entusiasmo per la maxi-operazione di un anno fa all’addio alla Cremonese dopo una sola stagione. Fra incostanza e malasorte, ripercorriamo le gesta in grigiorosso

Dall’arrivo al Centro Sportivo a braccetto, in pompa magna, all’addio dopo appena un anno di Cremonese. Era il 12 luglio dello scorso anno quando la società grigiorossa comunicava il buon esito della maxi-operazione dalla Ternana, appena retrocessa in Serie C: Carretta e Montalto sono ufficialmente calciatori a disposizione di mister Mandorlini, hanno firmato un contratto biennale ciascuno. I due attaccanti sono stati accolti con grande soddisfazione dalla piazza, poiché avevano i numeri per disputare una stagione di alto livello: 27 reti in due nell’annata precedente, ma avevano giocato insieme anche al Martina Franca, nel 2014-2015. Insieme si sono presentati al quartier generale grigiorosso, insieme sono stati presentati alla stampa il giorno successivo. E insieme hanno lasciato la Cremo durante questa sessione di mercato, chi tornando al Sud, chi dirigendosi ancora più a Nord.

ENTUSIASMO E NON SOLO – La piazza, come detto, si era detta soddisfatta per l’acquisizione dei due giocatori, che avevano fatto male alla Cremonese all’andata come al ritorno della stagione precedente. Era la reazione dominante per il colpo firmato Leandro Rinaudo, ma un minimo di dubbio rimaneva: prima dell’esperienza positiva alla Ternana (per i numeri e non per il risultato della squadra), mai avevano raggiunto cifre importanti dal punto di vista realizzativo. Ma loro, insieme a Piccolo, Paulinho e Brighenti, formavano un reparto offensivo di valore, che poteva garantire un buon bottino di gol, problema piuttosto evidente che era sorto nella prima stagione della Cremonese in Serie B. E si è ripetuto anche per l’edizione 2018-2019 del campionato cadetto, poiché sappiamo bene cos’è successo: Montalto rotto alla prima giornata (out praticamente fino al girone di ritorno), Paulinho praticamente mai in campo per problemi fisici, Piccolo rientrato solo a novembre, Carretta poco propenso al gol, tutto il peso dell’attacco (ancora) sul groppone del solo Brighenti. Componenti che portarono all’esonero del mister.

UNA MALEDIZIONE – Come una sorta di incantesimo da rompere. Si fatica a segnare, anche con mister Rastelli, poiché dispone di un attacco spuntato e con elementi che in carriera sono sono mai stati bomber, compresi gli acquisti di gennaio (Longo, Strizzolo). Montalto rientra a dicembre nel derby perso a Brescia, dove guadagna un rigore, ma collezionerà solo altri spezzoni fino addirittura a a marzo, quando a Venezia fa i suoi primi 90 minuti per intero. A fine febbraio, nel finale del match perso con l’Ascoli, fu espulso al 91′ per un durissimo intervento a gioco fermo su Addae, suscitando i malumori dei tifosi, con cui non ha avuto mai un rapporto idilliaco. Riconquista un po’ di fiducia verso fine stagione con il bel gol nella trasferta vinta a Cittadella e con il 2-1 di Carpi che fece sognare i playoff. Le uniche due reti in campionato. E Carretta? Cambia varie posizioni sui più sistemi di gioco provati durante la stagione, senza mai trovare la giusta dimensione. Soprattutto con il 3-5-2 lo spazio si riduce ulteriormente, anche se alla fine segna un gol (anche lui a Pasquetta al Tombolato) in 30 presenze complessive. Confermato Rastelli, una cessione al Cosenza quasi inevitabile proprio per le caratteristiche del giocatore (ma era grande uomo spogliatoio).

CASO MONTALTO – Anche per Montalto vi era la sensazione che entro la fine del mercato la Cremonese avrebbe provveduto a disfarsene. Ma più si andava avanti con i giorni, più sembrava che il nuovo pacchetto arretrato avrebbe avuto il siciliano come vice-Ciofani, o per mancanza di società realmente interessate al giocatore, o perché si era deciso di recuperarlo del tutto, dopo un’annata poco positiva, soprattutto per l’infortunio grave di un anno fa. Il precampionato, però, è stato assai complicato: in campo in 7 occasioni fra amichevoli e Coppa Italia, due volte da titolare, e nessun gol (ci mettiamo anche un rigore fallito col Mezzocorona). Apparso lontano dalla condizione ideale e un po’ fuori dal coro, probabilmente perché conosceva il proprio destino, è stato infine ceduto in prestito secco al Venezia (terza avventura al Nord dopo Lecco e grigiorossi). Vedremo se troverà l’ambiente ideale per esprimersi, ma sta di fatto che i colpi da novanta della Cremo dell’estate 2018 – per svariati motivi – si sono rivelati un grande flop.


Di Andrea Ferrari

Redazione
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