Arini: «Il vento cambierà, ne sono sicuro»
Arini: «Il vento cambierà, ne sono sicuro»

Il centrocampista Arini in conferenza stampa: «Siamo uniti e compatti, vogliamo uscire da questa situazione. Benevento? Squadra forte, sarà dura».

La Cremonese prepara il rientro in campo dopo la sosta forzata. Questa mattina è stato a servizio della stampa il centrocampista grigiorosso Mariano Arini, vice-capitano e leader carismatico della squadra come pochi altri. «Ci stiamo allenando bene, siamo uniti e compatti – ha dichiarato in conferenza a pochi giorni dalla partita importantissima dello Zini contro il Benevento –, tutti siamo consapevoli che le cose non stanno andando come vorremmo, vogliamo uscirne già a partire da domenica. Il vento cambierà e ne sono sicuro: è necessario trovare lo scatto mentale per ripartire, dobbiamo tornare ad essere la squadra di 2-3 partite fa».

RIASSUNTO PUNTATE PRECEDENTI – Un solo punto nelle ultime 5 partite, nessun gol fatto e classifica che preoccupa molto, avendo un solo punto di vantaggio sui playout. Per il centrocampista napoletano non tutto però è da buttare: «Contro Cosenza, Ascoli e Salernitana abbiamo fatto male, ma contro Spezia e Padova meritavamo di più – ha sostenuto il Samurai, che ha parlato di “testa pesante” come mister Rastelli ha più volte sottolineato –. Quando meriti e non raccogli ti trovi in difficoltà, venivamo da un periodo positivo e se gli episodi ti girano male accade di non avere più la forza di ribaltare tutto». Ormai è una prassi che quando la Cremo subisce gol poi perde automaticamente la partita«Appena andiamo sotto non riusciamo a rimontare, la testa fa tanto e viviamo un momento complicato da cui comunque vogliamo uscire al più presto».

BENEVENTO E PROBLEMA TRASFERTE – Come detto, domenica la Cremonese ospiterà allo Stadio Zini il Benevento, quarta forza del campionato e che probabilmente si giocherà tutto per la promozione diretta. «Per organico è fra le migliori della B – ha commentato il centrocampista – vengono da una sconfitta e dobbiamo essere bravi a cogliere il momento. In più giochiamo in casa, contiamo sul supporto dei tifosi ancora di più ora che siamo in crisi». Gli squalificati in casa giallorossa? Non importa: «Hanno tanti ricambi, sappiamo che sarà dura». Mariano era in campo quel 4 novembre 2017 quando la Cremo vinse a Foggia l’ultima trasferta: da qui in avanti i grigiorossi sfideranno fuori casa – fra le altre – Venezia, Livorno, Crotone e Carpi. Importantissimo tornare a fare punti fuori casa perché sono tutti scontri diretti: «La salvezza passa anche da lì, è un altro limite che abbiamo. Un anno e oltre senza vincere in esterna è tanto, bisogna invertire il rendimento al più presto».

POCHI GOL E CAMBIAMENTI – Per vincere bisogna segnare, è evidente. A questa Cremonese accade sempre più di rado: «I numeri sui gol fatti sono oggettivi e alla portata di tutti, non si sbagliano. Bisogna metterci qualcosa in più». Forse i continui cambiamenti di modulo ed interpreti non danno certezze, anzi portano ad un’assenza d’identità a questa squadra in crisi di risultati: «I moduli lasciano il tempo che trovano: abbiamo fatto ottime partite con un sistema di gioco e poi cose meno buone con lo stesso – ha proseguito Arini in conferenza stampa – contano determinazione, voglia, approccio, atteggiamento». Meglio Arini in un centrocampo a 2 oppure a 3? «Ho avuto la fortuna in carriera di giocare in più ruoli, cerco di adattarmi in base alla partita oltre che al modulo. Mi trovo bene in entrambi i casi e ripeto: non credo sia quello a fare la differenza».

RASTELLI, BONATO, LEADERSHIP – Dicevamo in apertura che Mariano Arini è uno dei leader incontrastati di questa squadra, uno di quelli “da clonare” per tentare di riemergere il prima possibile. «Fa piacere, forse si pensa così perché sono uno dei più “anziani” in rosa (sorride, ndr). Cerco sempre di dare il massimo, vorrei anche essere da esempio per i più giovani». Interessante la parentesi riservata al possibile esonero di Rastelli, che conosce bene dai tempi di Avellino: «Le questioni societarie non devono interessarci, e comunque quando cambi allenatore il fallimento è della squadra. Quando le cose vanno male la società non può cambiare tutta la rosa, quindi paga l’allenatore, ma è bene sottolineare che le colpe sono di tutti». Una battuta sull’approccio avuto con il nuovo ds Nereo Bonato«Abbiamo avuto un colloquio velocissimo sul momento della squadra, niente di più».


Dal nostro inviato al Centro Arvedi Andrea Ferrari
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Redazione
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