Mogos: «Nazionale? Ho pianto quando mi è arrivata la notizia»
Mogos: «Nazionale? Ho pianto quando mi è arrivata la notizia»

Il terzino della Cremo Mogos ha parlato al giornale Libertatea della sua recente prima convocazione in nazionale maggiore: «Il segretario mi ha chiamato, pensavo fosse una multa»

Gioia ed emozione. Sono queste le emozioni che Vasile Mogos sta provando in questo momento. Il terzino romeno compare infatti nella lista dei preconvocati della Romania in vista delle sfide valide per le qualificazioni di Euro 2020 con Svezia e Isole Far Oer. Si tratta della primissima chiamata in nazionale maggiore per il terzino ex Ascoli. «Il segretario della Cremonese mi ha chiamato e pensavo fosse arrivata un’altra multa. Quando mi ha detto che si trattava di un telegramma della nazionale sono scoppiato a piangere».

A UN PASSO DAL SOGNO – Nonostante compaia nella lista dei preconvocati, bisogna attendere quella dei veri e propri convocati per far sì che Mogos possa avverare il suo sogno. «Spero con tutta l’anima di essere chiamato, sogno questo momento da quando avevo 16-17 anni e giocavo in Serie D. – ha detto il 26enne – Mi è anche stato proposto di giocare per l’Italia nelle giovanili, ma ho risposto che sono romeno e voglio giocare per il mio paese. Ho una maglia della Romania che mi ha regalato mio cugino a 19 anni».

DA PALERMO AL PALERMO – Il c.t. della Romania Cosmin Contra ha osservato per la prima volta dal vivo Mogos in occasione di Cremonese-Palermo del 26 gennaio, la stessa squadra a cui Mogos ha segnato il suo primo gol in grigiorosso all’andata. «Il mister è venuto a vedere me e Puscas, dopo la partita mi ha chiamato ma non sono riuscito a parlarci di persona. Spero mi dia una possibilità, poi toccherà a me dimostrare che ha fatto bene a scegliermi. Io sono più che altro un difensore, ma posso anche fare l’esterno di un 3-5-2. Davanti a me ci sono giocatori come Manea (che gioca nel Cluj) e Benzar (del Fotbal club Steaua Bucuresti), ma l’importante è che tutti aiutino la squadra a qualificarsi a Euro 2020».

L’INIZIO DI TUTTO – Mogos, arrivato in Italia alla tenera età di 6 anni, ha raccontato ciò che l’ha portato nel nostro paese e il suo avvicinamento al calcio: «Mio padre ha lasciato la Romania nel 1995 per trasferirsi a Torino e mantenere mia madre che insieme ai suoi 5 figli è rimasta a casa. Poi purtroppo ha avuto un brutto incidente stradale e ci siamo trasferiti in Italia per stargli vicino. Adesso sta bene – il classe ’92 poi racconta – la scuola non mi piaceva, l’ho lasciata a 19 anni e dopo un anno mi ha preso il Vicenza. All’inizio amavo il pugilato, ma poi ho scelto il calcio per volere di mio padre. Adesso sono io che mi prendo cura dei miei genitori, ma mio padre è orgoglioso e non accetta di essere aiutato dai bambini. Si sveglia tutte le mattine alle 5 per andare al lavoro, mi piacerebbe portarlo a Cluj-Napoca per vedermi contro le Isole Far Oer».

AMORE FRATERNO – Vasile non è il solo atleta piuttosto famoso della famiglia. La parente Andreea (chiamata “sorella” perché come se lo fosse), più grande di 4 anni, è infatti un’atleta paralimpica e vanta, tra gli altri numerosi successi ottenuti in carriera, una medaglia di bronzo ottenuta ai Campionati Europei di Casale Monferrato lo scorso anno nella sciabola con la nazionale italiana. Andreea è diventata paraplegica in seguito a un grave incidente stradale avuto a 18 anni e rappresenta per il fratellino un punto di riferimento: «È un esempio per tutti noi. Quando la guardo mi dà una forza incredibile. Domenica verrà a vedermi contro il Benevento, io sarei dovuto andare a vederla il 23 marzo a Pisa ma spero di essere in Nazionale, lei sarebbe di sicuro felice per me».
Noi di CuoreGrigiorosso.com non possiamo fare altro che augurare al nostro vulcanico terzino di essere selezionato per la Romania, facendo contemporaneamente i migliori auguri alla “sorella” per il prosieguo della sua carriera.
Mult noroc Vasile și Andreea!


Fonte: Libertatea

Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Collaboratore

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