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Com’era il mondo quando la Cremo ha vinto l’ultima trasferta?
Com’era il mondo quando la Cremo ha vinto l’ultima trasferta?

La Cremonese continua a faticare fuori dalle proprie mura amiche, con il successo che manca da Novembre 2017. Vediamo alcune delle cose più particolari accadute da allora

Sono le 19.30 di domenica 3 marzo 2019 quando pubblichiamo questo pezzo, e sono passati 484 giorni, 11618 ore, 697110 minuti, 41826600 secondi, 26 partite e 3 allenatori da quando la Cremonese ha vinto l’ultima gara in trasferta. Si trattava di Foggia-Cremonese del 4 novembre 2017, e gli allora uomini di Tesser furono in grado di rimontare ben due gol subiti nel giro di tre minuti con le reti messe a segno dall’intero pacchetto offensivo composto da Brighenti, Mokulu e Piccolo. A partire da allora i grigiorossi non sono più riusciti a trovare la via della vittoria fuori casa, con la striscia negativa che si è allungata con la sconfitta di martedì a Salerno. Per sdrammatizzare un po’ ci siamo chiesti: ma com’era il mondo in quel periodo? Le risposte sono a dir poco bizzarre.

  1. ATTILIO TESSER ALLENATORE DELLA CREMONESE – Ormai sembra passata una vita, ma a quei tempi alla guida della Cremo c’era Tesser, che dopo aver centrato una magica promozione era terzo in classifica con 21 punti a pari merito con Venezia e Empoli. L’apice di quella stagione fu la vittoria per 1-0 contro il Parma, ma poi la tremenda serie di 18 partite senza vittoria lo condannò all’esonero in seguito alla sfida casalinga con l’Ascoli.
  2. GENTILONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – In attesa dell’insediamento di Giuseppe Conte, il cui mandato è cominciato ufficialmente il 1° giugno del 2018, il presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana era Paolo Gentiloni, incaricato di formare il governo da Mattarella in seguito alle dimissioni di Renzi del dicembre 2016.
  3. LEONARDO BONUCCI CAPITANO DEL MILAN – A pensarci adesso ha quasi del clamoroso: nell’autunno 2017 il Milan era sotto la guida di Vincenzo Montella, il suo capitano era Leonardo Bonucci e “passiamo alle cose formali” era lo slogan del momento. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Montella via, poi anche Fassone, Mirabelli, Bonucci e i cinesi.
  4. L’ITALIA DI VENTURA IN LIZZA PER IL MONDIALE DI RUSSIA – Questa è la più dolorosa di tutte. La Nazionale Italiana, allenata da Giampiero Ventura, non riuscì a vincere il proprio girone e fu costretta a sfidare la Svezia ai playoff. In quel tempo dovevano ancora giocarsi sia l’andata che il ritorno, e nessuno avrebbe potuto prevedere il disastro che si sarebbe scatenato da lì a poco.
  5. DI MAIO APPENA DIVENUTO LEADER DEL M5S – Se oggi Di Maio è una delle figure politiche più importanti in Italia in quanto vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, al tempo era appena diventato leader del Movimento 5 Stelle, succedendo il 23 settembre a Beppe Grillo.
  6. SCARSELLA ALLA CREMONESE – Vale lo stesso discorso fatto per Tesser: sembra trascorsa una vita. “Scarsellone”, simbolo ed eroe della promozione grigiorossa, era ancora un giocatore della Cremo. Un mese e mezzo dopo si sarebbe trasferito al Trapani, dimostrando di non aver perso il fiuto del gol: con i siciliani segnerà quattro reti in diciassette partite. Ora è bomber della FeralpiSalò, reduce da 7 vittorie di fila e un pareggio nel proprio girone di Serie C.
  7. BRIGNOLI A SECCO DI GOL IN SERIE A – Rampulla era ancora uno dei pochissimi portieri della storia ad aver segnato su azione in Serie A. Esattamente un mese dopo quel 4 novembre Brignoli riuscì ad aggiungersi a questa speciale lista con un clamoroso colpo di testa spedito alle spalle di Donnarumma: Benevento-Milan 2-2, esordio amarissimo per Gattuso sulla panchina rossonera. Primo punto degli Stregoni in A.
  8. BAGLIONI APPENA SCELTO PER IL FESTIVAL DI SANREMO 2018 – Poco più di un mese prima del match di Foggia, la Rai aveva ufficializzato la scelta di Claudio Baglioni come direttore artistico e presentatore del Festiva di Sanremo 2018 (68° edizione). Oggi, che ormai ci siamo sorbiti due kermesse guidate dal cantante e compositore romano (la seconda con una marea di polemiche che tuttora stiamo tirando avanti), il suo primo Festival ci sembra lontano anni luce, figuriamoci la decisione ufficiale da parte della rete ammiraglia.
  9. PIATEK ATTACCANTE COME UN ALTRO IN POLONIA – Eh si, fino a un anno e mezzo fa sarebbe stato impossibile prevedere che un giovane attaccante polacco avrebbe avuto un impatto devastante in Serie A l’anno successivo. Stiamo parlando di Krzysztof Piatek, che all’epoca aveva segnato 6 gol in 13 partite con la maglia del Cracovia, gli stessi che ha segnato nelle sue prime 5 gare in maglia rossonera oggi. Dall’Ekstraklasa alla Serie A e non sentire la differenza.
  10. TONALI IN PRIMAVERA – Il classe 2000 di proprietà del Brescia aveva collezionato solamente 20 minuti con la prima squadra, per poi passare gran parte del girone d’andata con la primavera. A partire dal 2018 la sua carriera ha subito una clamorosa impennata e ora il giovane centrocampista è nel giro della Nazionale e desiderato dai maggiori top club europei. Mica male.
Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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