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Cremo, chi di recupero ferisce…
Cremo, chi di recupero ferisce…

Stavolta il recupero toglie punti alla Cremo che manca ancora l’appuntamento con la vittoria

Il recupero dà, il recupero toglie. Solo pochi giorni fa la Cremo festeggiava il gol a tempo scaduto di Ciofani che regalava un punto insperato (ma meritato) contro la capolista Pisa. Ieri a Pordenone invece è accaduto il contrario: i grigiorossi si sono fatti rimontare in pieno recupero dal gol di Zammarini per il 2-2 finale. Una partita in cui, al di là del rammarico per il risultato, la Cremo non ha espresso il suo miglior calcio.

SCELTE GIUSTE – Eppure Pecchia azzecca la formazione iniziale, puntando sulla verve di Zanimacchia e sull’ex Strizzolo a supporto di Di Carmine. Restano quindi fuori Baez, Gaetano, Ciofani, Vido e Buonaiuto, che per la prima volta in stagione parte dalla panchina per due partite di fila (era già successo tra Parma e Perugia ma alla base c’era un problema fisico). Il modulo di riferimento resta il 4-3-3 perché in questo momento la condizione della squadra non permette di supportare anche un trequartista.

MACCHINOSA – A Lignano Sabbiadoro piove di brutto e gli scivoli d’acqua sullo sfondo sono il ricordo di un’estate che se n’è andata. Abbassando lo sguardo al campo non è che vada meglio. Anche i primi minuti della Cremo fanno pensare a una squadra che se n’è andata da parecchio. Il Pordenone corre e pressa meglio dei grigiorossi che non riescono a fare il loro gioco. Non solo in fase di costruzione, dove il solo Castagnetti sembra riuscire ad evitare le pozzanghere, ma anche in fase di pressing dove solitamente i grigiorossi recuperano molti più palloni. Il gol di Camporese arriva sull’ennesima azione sviluppata in seguito a un calcio piazzato, un difetto a cui Pecchia sembra proprio non riuscire a trovare rimedio.

REMUNTADA – Quando tutto sembra capovolgere al peggio la Cremo ribalta la partita in due minuti. I gol ravvicinati degli ottimi Zanimacchia e Strizzolo capovolgono il risultato ma sembrano frutto di giocate estemporanee più che di un piano di gioco studiato. Senza bene sapere come i grigiorossi si trovano in vantaggio. Non proprio meritatamente, ma va bene così. Il Pordenone è un pugile stordito, un adolescente al quinto shottino: basterebbe ancora un goccio di vodka per metterlo al tappeto. La Cremo però ha il braccino corto e non infierisce.

CREMO FASOLA Nei giorni dei fasulin, mentre Fagioli viene tolto a fine primo tempo per lo sconforto dei titolisti, la Cremo fa la parte della fasola. Si illude che quei 120 secondi possano bastare per portare a casa il risultato da Lignano Sabbiadoro e giochicchia per un tempo, accelerando senza affondare, arrivando in area ma senza troppa convinzione. Più passano i minuti e più il Pordenone torna sobrio, in vigore, annusa che forse c’è ancora una speranza.

CAMBI SBAGLIATI – Se la formazione risulta azzeccata, non si può dire lo stesso dei cambi di mister Pecchia. Al di là dell’inspiegabile rinuncia a Buonaiuto, in panchina per tutta la partita, sostanzialmente chi entra fa peggio di chi esce. Bartolomei disputa un buon secondo tempo ma non ha il passo svelto di Fagioli (forse sarebbe stato meglio sostituire Valzania, in serata no). Gaetano a sinistra non può garantire la fisicità di Strizzolo, soprattutto su un campo pesante come quello di ieri sera. Discorso simile per Baez che entra in punta di piedi, mentre fino a pochi minuti prima Zanimacchia stava arando la fascia. Il gol in pieno recupero di Zammarini potrà anche pesare sulla coscienza di Valeri (fin lì tra i migliori in campo) ma è frutto dell’atteggiamento sbagliato della squadra per gran parte della partita. Non è possibile subire gol al 92’ in contropiede avanti di una rete.

SPAL COTTA – Manca ancora una partita prima dell’ultima sosta dell’anno. Sabato a Cremona arriva la Spal del fresco ex Colombo che non vede l’ora di ricordare ai grigiorossi che forse la soluzione al problema del gol era più semplice del previsto. Nonostante le sue reti i ferraresi non navigano in acque tranquille e verranno allo Zini alla ricerca di punti pesanti. I grigiorossi non possono abbattersi dopo il pareggio arrivato in extremis e devono sfruttare la battuta d’arresto come occasione di crescita. Che le gambe non siano più quelle di un mese fa è sotto gli occhi di tutti. In attesa di una condizione migliore quindi a funzionare meglio deve essere la testa. Non si devono più vedere gli errori commessi nelle ultime partite.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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