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Cremonese, c’è vita dopo Morten?
Cremonese, c’è vita dopo Morten?

Il primo gol di Morten Thorsby non nasconde la polvere sotto il tappeto: questa Cremonese ha bisogno di invertire al più presto la rotta

Secondo la mitologia vichinga solo chi moriva valorosamente in guerra poteva raggiungere il Valhalla, la grande sala dove i guerrieri caduti combattevano e banchettavano ogni giorno in attesa della battaglia finale del Ragnarök. Forse per questo l’ultimo a mollare sul campo di Bergamo è anche l’ultimo acquisto della Cremonese: Morten Thorsby. Il gol del norvegese però non cambia il giudizio su una gara dominata in lungo e in largo dall’Atalanta.

CON I NUOVI – Nicola manda in campo subito gli ultimi due arrivati: Luperto gioca da braccetto sinistro, Thorsby da mezzala destra. Anche Maleh viene confermato come mezzala sinistra, Djuric resta pertanto l’unico acquisto del mercato invernale a iniziare dalla panchina. Per il resto la formazione è più o meno quella annunciata, con la conferma della coppia BonazzoliVardy e il rientro di Barbieri sulla destra. L’unica sorpresa è nel reparto arretrato, dove non c’è Terracciano (non al meglio, a quanto pare) ma Ceccherini come braccetto destro. Dall’altra parte Palladino deve fare i conti con le indisposizioni di De Ketelaere e Scamacca e schiera quindi il tridente Samardzic-Raspadori-Krstovic.

APPROCCIO SBAGLIATO – Sarà stata quella chioma bionda in mezzo al campo, sarà stato lo sguardo ammaliante di Luperto, ma le sensazioni pre-Atalanta era un filino migliori rispetto a quelle delle ultime uscite. C’era ovviamente rispetto per un avversario di assoluto valore (e in un momento di grande forma) ma l’arrivo dei nuovi aveva dato nuovo entusiasmo alla Cremonese e ai suoi tifosi. Sono invece bastati pochi minuti per rendersi conto che il mercato non fa miracoli: l’Atalanta riporta velocemente i grigiorossi sulla terra impattando il match con grande aggressività. La palla viaggia veloce e solo la Cremo sembra accusare il terreno bagnato. Le continue sovrapposizioni senza palla dei bergamaschi mandano in cortocircuito i grigiorossi, troppo lenti e scalare e troppo molli nei contrasti. Le maglie nerazzurre sono sempre in maggioranza, in ogni zona del campo.

UNO-DUE, GAME OVER – Basta meno di mezz’ora all’Atalanta per decidere la partita. Krstovic, bullizzato da Baschirotto all’andata, restituisce il favore all’ex compagno di squadra, portandoselo a spasso per il campo. L’ex Lecce è bravo a svincolarsi dalla marcatura e andare a cercare difensori più idonei alle sue caratteristiche, come in occasione dell’1-0, quando si appoggia a Ceccherini prima di punire Audero. C’è anche un pizzico di sfortuna, il tocco di un Barbieri frastornato dalle discese di Zalewski, ma insomma, la sensazione era che sarebbe stata solo questione di tempo. La grande pressione dei padroni di casa porta presto al 2-0. Luperto ci prova anche ad uscire alto sull’uomo ma la Dea muove il pallone troppo velocemente; Zappacosta prende lo spazio alle sue spalle, manda al bar Pezzella con una finta e punisce l’incolpevole Audero. Dopo innumerevoli occasioni da tabellino e una collezione invidiabile di corner si chiude un primo tempo in cui i grigiorossi hanno combinato ben poco.

REAZIONE FINALE – Nella ripresa l’Atalanta riparte forte e crea occasioni su occasioni. Solo la pessima mira degli uomini di Palladino evita un passivo peggiore per una Cremonese che presto molla la presa, rinunciando anche ad attaccare. I cambi di Nicola sanno di bandiera bianca, visto che il diffidato Vardy esce dopo poco più di un’ora di gioco. Solo nel finale, quando i bergamaschi calano il ritmo, si intravede qualcosa. Il bel gol di Thorsby su assist di Luperto non può e non deve cambiare il giudizio su una gara dominata in lungo e in largo dagli orobici, in cui la Cremo ha messo in mostra tutte le sue difficoltà del momento: incapacità di costruire gioco, inadeguatezza fisico-atletica, limiti tecnici, mancanza di agonismo (solo 11 falli e nessun ammonito) e nessuna idea su come sfruttare le migliori caratteristiche degli uomini in rosa.

LA VITA OLTRE MORTEN – Domenica contro il Genoa c’è una partita da non sbagliare, una gara che deve fare ripartire la corsa verso la salvezza. Se è vero che la luce in fondo al tunnel ancora non si vede, proviamo a dare un po’ di speranza quando tutto sembra nero. La notizia migliore della trasferta di Bergamo è senza dubbio l’apporto dato dai nuovi arrivati. Luperto dietro ha ballato un po’, ma è stato quello che se l’è cavata meglio e nel finale ha dimostrato l’importanza di avere un braccetto mancino andando a crossare per il gol di Thorsby. Il norvegese è la nota più lieta. La condizione fisica è da affinare, ma ha le caratteristiche che mancavano al centrocampo della Cremonese: si butta nello spazio, riempie l’area, ha fiuto del gol ed è abile nel gioco aereo (ogni rimessa laterale in zona avanzata è arrivata sulla sua testa). Djuric ha avuto un altro impatto positivo sulla gara e sta facendo quello che ci si aspettava; nel finale solo un gran riflesso di Carnesecchi gli ha negato la gioia del gol. Infine, Maleh: non era esattamente la partita migliore per fare emergere le sue qualità tecniche, siamo curiosi di vederlo giocare da play fin da inizio gara. Il momento non è certamente dei migliori, ma questa squadra ha le capacità per emergere dal momento difficile e tornare a fare punti. L’importante è non mollare: come insegnano gli antenati di Thorsby, solo dando tutto sul campo di battaglia si raggiunge il Valhalla.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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