La Cremonese torna a vincere in trasferta dopo due mesi ed espugna il Picco della Spezia grazie a un gol di bomber Coda
La scoppola presa dal Como, il clima infuocato allo stadio, una squadra pronta a reagire. Nonostante la classifica parlasse quasi di un testa-coda, la trasferta della Spezia si preannunciava ricca di insidie per la Cremonese. E infatti non è stata una passeggiata. I grigiorossi hanno giocato, a tratti dominato, sbagliato, sofferto. Alla fine hanno portato a casa il bottino pieno, grazie anche a un finale di gara diverso dal solito.
UN FALLETTI IN PIÙ – Stroppa opera un solo cambio rispetto alla gara vinta contro il Cosenza domenica scorsa. Il neo acquisto Falletti parte subito dall’inizio e con un effetto domino rispetto allo schieramento nella precedente partita: l’uruguaiano gioca da mezzala sinistra, così Zanimacchia torna sulla fascia e Sernicola trasloca nuovamente sulla destra. Dall’altra parte D’Angelo corre ai ripari dopo il 4-0 subito dal Como e sceglie uno schieramento prudente, un 3-5-2 che lascia poco spazio alla manovra offensiva.
INTASATI – La cronaca di inizio gara difficilmente troverà posto sui libri sportivi. Vento alto e ritmi bassi non fanno stropicciare gli occhi, anche se già si intravede il leit motiv del match. La Cremonese fa la partita (a differenza di quanto visto da mister D’Angelo) e cerca gli spazi, lo Spezia si affida ai lanci lunghi per Esposito e Verde, schierato da seconda punta. Visto che Sernicola e Zanimacchia faticano a saltare l’uomo i grigiorossi vanno per vie centrali, dove la presenza di Falletti offre nuove soluzioni. L’uruguaiano e il Mudo si abbassano spesso a fare gioco, lasciando a Castagnetti il compito di fare da diga.
SI ALZA IL RITMO – I grigiorossi cambiano presto marcia. Quando ingranano le fasce lo Spezia si vede costretto a rintanarsi nella propria metà campo. Le occasioni iniziano ad arrivare ma come in tante altre partite la via del gol è complicata: merito di Zoet (anche gli orologi rotti due volte al giorno segnano l’ora giusta) e demerito dei nostri. Coda ha la palla buona dal limite dell’area piccola ma spara addosso al portiere spezzino; Falletti fa un numero da circo nel traffico dell’area di rigore ma non angola abbastanza; Zanimacchia tira a giretto; Sernicola ricorda che il gioco aereo non fa parte del suo bagaglio tecnico.
SI SBLOCCA IL BOMBER – Il vantaggio arriva a inizio ripresa, quando Coda sfrutta l’errore di Ciccio Salvatore Esposito e marca un gol che segnerebbe pure con le stampelle. Lo Spezia sembra perdere le poche certezze che ha ma la Cremo non azzanna. Pur in un clima di contestazione aperta i padroni di casa riescono a trovare la forza di reagire. Senza Ravanelli (costretto al cambio all’intervallo per un piccolo problema fisico) e senza una gran gamba la Cremonese decide saggiamente di abbassare il baricentro in modo da non farsi trovare con campo alle spalle sui lanci lunghi degli avversari. Verde prova a ovviare allargandosi sulla destra, dove trova un paio di buone giocate e nulla più. Con un pizzico di sofferenza i grigiorossi la portano a casa più che meritatamente, perché questa è decisamente la clean meno sudata da parte di Jungdal.
CONDIZIONE – L’abbassamento della linea nel finale è evidentemente figlio di una condizione non ancora ottimale. Come spiegato da Stroppa nel prepartita la Cremonese ha dovuto caricare in ritardo a causa dell’impegno con la Roma in Coppa Italia. Già ieri comunque i grigiorossi sono sembrati in crescita fisica rispetto alla gara contro il Cosenza. La speranza è che la condizione stia crescendo, e con questa cresca anche la precisione sotto porta. Se da una parte c’è un reparto difensivo che sta concedendo pochissimo agli avversari (decimo clean sheet stagionale e miglior difesa del campionato) dall’altra resta la difficoltà nel trovare la via del gol, nonostante la squadra tenga spesso un baricentro alto e crei molte occasioni.
SOTTO A CHI TOCCA (…) – Con due vittorie su due la Cremonese ha iniziato il girone di ritorno con un passo decisamente diverso rispetto a come aveva iniziato l’andata (pareggio contro il Catanzaro, sconfitta contro il Bari). I sei punti però sono già storia e per quanto impreziositi dai passi falsi delle altre devono essere presto dimenticati. Sabato prossimo infatti non c’è un’altra partita, ma LA partita. Allo Zini arriverà un Brescia molto diverso da quello affrontato due mesi fa in pieno caos dovuto al cambio allenatore. Da quel sonoro 0-3 i bresciani hanno decisamente cambiato marcia e in nove partite hanno perso solo contro il Parma, viaggiando a una media punti da playoff. Attenzione quindi: squadra avvisata, mezza salvata.
