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Cremonese, la difesa è il miglior attacco
Cremonese, la difesa è il miglior attacco

La Cremonese inizia il 2024 battendo il Cosenza grazie a un gol di Antov. Tanti aspetti sono ancora da migliorare

Anno nuovo, partita vecchia. La Cremonese deve sporcarsi mani e piedi per avere ragione di un Cosenza che si difende a oltranza e si affida soli ai lanci lunghi per colpire in contropiede. I grigiorossi sono bravi a non perdere il filo del match e a crederci fino alla fine. Per puntare alle posizioni di vertice però serve migliorare tanti aspetti, e mettere le punte nelle condizioni migliori per fare gol.

ZANI MEZZALA – Stroppa conferma l’esperimento visto in Coppa Italia contro la Roma. Senza Pickel (Coppa d’Africa), Buonaiuto (infortunato) e l’ultimo acquisto Falletti (squalificato), tocca a Zanimacchia fare la mezzala sinistra. Conferma di conseguenza per Ghiglione sull’out destro con Sernicola a sinistra. Poi ci sono i soliti: Jungdal in porta, Antov, Ravanelli e Bianchetti dietro, Castagnetti e Collocolo a metà, Vazquez e Coda davanti.

BELLA CREMO – L’inizio è di marca grigiorossa. Per almeno un quarto d’ora la Cremonese è padrona del campo e arriva a punte del 75% di possesso. La palla scorre veloce da una parte all’altra del campo, permettendo di attaccare rapidamente il lato debole del Cosenza dove i grigiorossi si fanno trovare in superiorità numerica. Il risultato sono due interventi miracolosi di Micai su Coda e Vazquez che tengono il risultato sullo 0-0. Dall’altra parte il Cosenza si schiera con un attacco rapido e Tutino falso 9. Gli avversari provano a ripartire con i lanci lunghi ma la difesa, comandata egregiamente da Ravanelli, mette spesso in fuorigioco gli avversari.

RITMO LENTO – La Cremo non riesce a dare seguito al buon approccio, disputando una seconda parte di primo tempo decisamente sottotono. Non appena i grigiorossi abbassano il ritmo diventano prevedibili perché il Cosenza riesce a raddoppiare rapidamente in tutte le zone del campo. Sernicola e Ghiglione non riescono a fare la differenza sulle fasce, così quando il gioco si blocca tocca al Mudo abbassarsi a prendere palla, di conseguenza Coda resta isolato davanti. I grigiorossi provano quindi a stanare il Cosenza con un prolungato e rischioso possesso al limite della propria area che fa rumoreggiare lo Zini. Quella che sembra “melina” può non piacere, ma in certe partite è inevitabile se si vuole far alzare il baricentro dell’avversario.

DOPPIO CAMBIO – Nella ripresa Stroppa manda subito in campo Okereke e Tsadjout al posto di Ghiglione e Coda, spostando Zanimacchia in fascia e Vazquez a centrocampo. L’obiettivo è avere più peso davanti, più qualità in mezzo e più frenesia sugli esterni. La qualità del Mudo dovrebbe aiutare i grigiorossi a scardinare la difesa cosentina ma l’argentino è in giornata no e gli errori superano di gran lunga le giocate risolutive. L’apporto della fasce è scarso perché anche Sernicola incappa in una partita negativa e Zanimacchia deve continuamente rientrare sul suo piede. Ci deve quindi pensare l’ennesimo gol di un difensore a sbloccare la gara. Antov corona una prestazione difensiva perfetta con il colpo di testa da tre punti che regala la vittoria alla Cremonese.

LA DIFESA È IL MIGLIOR ATTACCO – La prima vittoria del 2024 assomiglia a tante altre vittorie di fine 2023. I grigiorossi hanno fatto della difesa il loro punto di forza e lo Zini è diventato un fortino. Sono cinque le vittorie consecutive in casa, tutte senza subire gol. Come contro il Venezia la sblocca un difensore, con un gol sotto la Sud a una manciata di minuti dalla fine. Una solidità ritrovata, con i grigiorossi che si confermano miglior difesa del campionato nonostante le tre reti subite a Palermo. Quella di Antov è la settima rete di un difensore sulle 29 totali. Praticamente un quarto dei gol dei grigiorossi sono arrivati dal pacchetto arretrato: un buon segno, ma quando i difensori smetteranno di segnare chi risolverà le gare?

FASCE CERCASI – Verrebbe facile in questo momento criticare l’apporto del reparto offensivo. Inceppatosi Coda (a secco da sette gare) gli attaccanti non sono più riusciti a garantire continuità sottoporta, rendendo partite come quella di ieri contro il Cosenza ben più complicate di quello che dovrebbero. Troppe volte in stagione i grigiorossi non sono riusciti a traslare il dominio territoriale dal campo al tabellino. Se la Cremonese vuole puntare al bersaglio grosso serve assolutamente un cambio di marcia. Non è (solo) il reparto offensivo che deve essere registrato, ma tutta la fase offensiva. Come spiegato da Stroppa nel post-partita è la squadra che deve supportare e aiutare le punte con un certo tipo di gioco. Nella costruzione della manovra c’è tanto da migliorare, innanzitutto l’apporto delle fasce che devono tornare a scodellare palloni in area creando la superiorità numerica.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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