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Cremonese, così gira la testa
Cremonese, così gira la testa

La Cremonese batte anche il Lecce e vola a 20 punti in classifica: la città è in delirio, i tifosi sognano, ma serve tenere i piedi per terra

Oscar Wilde diceva che giocare con il fuoco non è un grosso problema: solo chi non ci sa fare finisce per scottarsi. Davide Nicola è uno che col fuoco ci sa giocare, eccome. La partita della sua Cremonese contro il Lecce ne è l’emblema: i grigiorossi vincono una gara che sembrava sul filo dell’equilibrio e che invece il mister ha sempre tenuto saldamente in mano. Ora l’importante è che questa altitudine improvvisa non faccia girare la testa a una squadra che deve innanzitutto mettere in cassaforte la permanenza in massima serie.

SENZA PEZZELLA – A proposito di detti popolari, Nicola sposerebbe volentieri l’antico adagio “squadra che vince non si cambia”. La febbre però blocca Pezzella, nemmeno convocato. Floriani Mussolini ha così una nuova chance per mettersi in mostra, seppur non sulla fascia preferita. Per il resto il mister conferma gli uomini che hanno splendidamente battuto il Bologna lunedì scorso, a partire dalla coppia offensiva Bonazzoli-Vardy. In mezzo al campo è ancora Bondo a fare il regista, con Vandeputte ormai stabilmente restituito al ruolo originario di mezzala sinistra.

LECCE SPRINT – Promessa mantenuta. Di Francesco aveva annunciato un Lecce aggressivo, i giallorossi non tradiscono i voleri del loro allenatore e partono fortissimo. I secondi sul cronometro non sono ancora arrivati in tripla cifra che Stulic coglie l’ennesima occasione per ricordare a tutti di non essere Krstovic e spedisce in curva il bel cross di Berisha. Il pericolo sveglia Baschirotto e compagni che alzano il livello di attenzione e si appiccicano ai rispettivi uomini. La pressione avversaria è alta e i raddoppi costanti. Il baricentro molto alto del Lecce impedisce alla Cremonese di uscire palla al piede, perché Bondo fatica a girarsi anche se non ha l’uomo alle spalle e Vandeputte ne ha sempre almeno due addosso. Sulle fasce Gallo e Veiga tampinano Barbieri e Floriani Mussolini, e causa qualche errore nel primo controllo non riescono a ripartire. La soluzione palla alta non è percorribile, Gaspar e Tiago Gabriel danno 10 centimetri abbondanti al povero Vardy, inevitabilmente sovrastato nel gioco aereo.

DIFESA COMPATTA – Il grande merito della Cremonese è quello di non scomporsi, accettare la superiorità del Lecce nella prima parte di gara e non perdere le distanze in campo. Tolto il primo spavento i grigiorossi non concedono più nulla e la predominanza territoriale degli avversari non si traduce in occasioni da rete. Nella seconda parte del primo tempo la Cremonese inizia a mettere fuori la testa. C’è, ovviamente, lo zampino di Bonazzoli. Il numero 90 è l’unico a riuscire ad evitare la pressione avversaria e a far ripartire l’azione con qualità. È proprio lui a lanciare in profondità un ottimo Payero per il primo tiro in porta dei grigiorossi. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, e nonostante i mugugni arrivati dalla tribuna va benissimo così.

CAMBIO DI MARCIA – Dopo aver fatto sfuriare il Lecce la Cremonese si ripresenta in campo aggressiva. Con gli stessi 11 del primo tempo e con un Payero dominante in entrambe le fasi i grigiorossi accelerano decisamente e trovano il vantaggio con il rigore di Bonazzoli, guadagnato da un Vandeputte in crescita dopo un primo tempo complicato. Nicola poi fa la sua magia, fa i cambi giusti al momento giusto e proprio due subentrati confezionano la rete che chiude la gara: Vardy ripulisce una palla sporca, Zerbin crossa magistralmente e Sanabria di testa trova il primo gol in grigiorosso. Nel finale la Cremonese non concede nulla, anzi sono ancora i grigiorossi a sfiorare la rete. I tre punti arrivano dopo un grande secondo tempo in cui tutti alzano il livello. Quella prima frazione, con il senno di poi, si può interpretare sotto una luce diversa: la Cremonese è stata brava a far sfuriare l’avversario per poi colpire nella ripresa. Una scelta forse rischiosa, in parte subita, ma dettata dalla consapevolezza che questa squadra non ha le caratteristiche fisiche e tecniche per dominare l’avversario per novanta minuti. D’altronde, se in panchina c’è Davide Nicola, si può anche giocare col fuoco, che tanto probabilmente saranno gli altri a scottarsi.

NICOLA POMPIERE – Restando in tema fuoco, ora il compito più difficile di mister Nicola sarà quello di fare il pompiere, spegnere gli entusiasmi e tenere con i piedi per terra una squadra capace di raccogliere 20 punti in 14 gare, un bottino che tre anni fa fu raggiunto solo alla 32° giornata. Queste due vittorie consecutive danno una grande slancio alla stagione e mettono altro fieno in cascina. Ma questo è e questo deve restare. I momenti difficili torneranno, la Cremonese resta una neopromossa che deve innanzitutto concentrarsi sulla permanenza in massima serie. Il calendario d’altronde non è dei più semplici: nel prossimo mese la Cremonese andrà a Torino, Roma e Firenze, l’unica partita allo Zini sarà quella del 28 dicembre contro i campioni d’Italia del Napoli. Partite complicate che dovranno essere affrontate con umiltà e consapevolezza, ma anche con la tranquillità data dai tanti punti fin qui raccolti.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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