La Cremonese esce sconfitta dal Barbera nonostante una buona prestazione. Troppi gli errori, dentro e fuori dal campo
La scorpacciata dell’antivigilia che ci ha fatto passare un buon Natale è stata rimpiazzata da un Santo Stefano indigesto, che promette di avere strascichi fin dopo Capodanno. Probabilmente la Cremonese meritava di terminare il 2023 in maniera diversa, ma la sconfitta di Palermo è pienamente meritata. E i grigiorossi devono incolpare solo se stessi.
CAMBIO FORZATO – La bella, rotonda e convincente vittoria di sabato scorso contro il Modena spinge Stroppa a confermare la squadra. Altro che turnover da turno infrasettimanale, il mister mette mano alla rosa solo per sostituire lo squalificato Pickel, rimpiazzato da Majer. Conferme dunque per Collocolo da mezzala, per Ghiglione sulla destra e per la coppia Vazquez-Coda. Solo panchina per Zanimacchia, reduce dall’infortunio di Piacenza contro la FeralpiSalò.

PALERMO COME LA CREMO – Dall’altra parte Corini, fedele al suo 4-3-3, schiera un Palermo che assomiglia molto alla Cremonese che ha battuto il Modena. I rosanero partono cattivi e affamati, vanno a pressare dappertutto, addirittura su Jungdal che deve liberarsi di Gomes con un numero da attaccante. I grigiorossi gestiscono bene il momento e al primo affondo colpiscono con il classico gol da centrocampo a cinque, in cui un esterno (Sernicola) crossa per l’altro (Ghiglione). I padroni di casa la rimettono subito in carreggiata con il gol di Nedulcearu sugli sviluppi di un corner corto su cui la difesa grigiorossa si fa trovare impreparata, facendo squillare un campanello d’allarme purtroppo sottovalutato. Il gol di Castagnetti su assist di un sempre più protagonista Ghiglione sembra rimettere le cose a posto. In realtà non fa altro che nascondere la polvere sotto lo zerbino.

SBILANCIATI – La Cremonese chiude il primo tempo in vantaggio per 2-1, ma i conti non tornano. Anche dopo la rete di Castagnetti, i grigiorossi si espongono pericolosamente alle ripartenze del Palermo, abile ad attirare la pressione e ripartire con le veloci rimesse in gioco di Pigliacelli. Insigne e soprattutto Di Francesco scappano regolarmente alle spalle della difesa, nonostante Ravanelli riesca a rifugiarsi spesso nel fuorigioco. Antov passa la sua più brutta serata in grigiorosso. Il difensore bulgaro cerca spesso l’anticipo e viene regolarmente saltato con il primo tocco; contro certi avversari, quando la serata nasce storta, conviene rinculare e temporeggiare in attesa del raddoppio.

SENZA CONTROMISURE – Se con il Modena l’aveva vinta Stroppa, ieri è proprio il mister a perdere la partita. Nella ripresa infatti l’antifona non cambia, e nonostante l’intervallo a disposizione per sistemare le cose nel secondo tempo non si vedono i correttivi adeguati. La Cremonese continua a fare la partita, il Palermo – pur in svantaggio – continua a provarci in contropiede. Alla fine la differenza la fanno pochi centimetri. Coda si vede annullare la rete dell’1-3 prima che Di Francesco – sfruttando il ritardo di Antov nel tenere la linea – riporti la gara sul 2-2. La partita si spacca e Stroppa sbaglia nuovamente. In primo luogo a inserire Afena-Gyan per Coda. Al di là dell’errore che porta alla punizione di Stulac, non era il momento per dare fiducia al ghanese, schierato in un ruolo non suo in un momento delicato di una partita delicatissima. Successivamente il mister ritarda troppo alcuni cambi, lasciando in campo per 90’ dieci undicesimi della partita contro il Modena. Il gol finale di Stulac è la giusta punizione per chi sbaglia così tanto. E non parlo di Afena e Jungdal. La mente umana è fatta per indirizzare verso cose o persone la rabbia scaturita da un conflitto emotivo, ma nascondere la sconfitta di ieri dietro gli errori individuali di due giovani non solo è ingiusto verso di loro, ma è anche una mancata occasione di crescita e analisi degli aspetti che davvero non hanno funzionato.

LAVORO E FIDUCIA – La sconfitta di Palermo non può e non deve ridimensionare il percorso fatto dalla Cremonese di Stroppa. Il mister ha risollevato una squadra che era arenata appena sopra la zona salvezza, le ha dato gioco e stabilità, trovano un undici affidabile e mentalmente forte. A differenza di Piacenza, la sconfitta contro il Palermo è arrivata non per aspetti mentali ma per errori di interpretazione della gara e può essere una grande occasione per correggere errori visti anche in altre occasioni. I 32 punti raccolti nel girone d’andata non sono evidentemente sufficienti per ambire alla promozione diretta. Il percorso iniziato da Stroppa tuttavia è assolutamente positivo e tutto lascia pensare che con lavoro (e un po’ di mercato) questa squadra possa migliorare i suoi numeri nel girone di ritorno.
