fbpx
Cremonese, è un brusco risveglio
Cremonese, è un brusco risveglio

Le due vittorie consecutive avevano fatto sognare la Cremonese che si sveglia di soprassalto in quel di Udine

Un po’ questa Cremonese ci aveva fatto sperare. Non nella salvezza, un vero e proprio miracolo, ma almeno nell’aver preso le misure alla Serie A. Le vittorie contro Sampdoria e Empoli avevano fatto sperare quantomeno in un finale di campionato dignitoso. A Udine invece arriva una sconfitta netta in cui è emerso ancora una volta l’enorme divario con la categoria.

SEMPRE A QUATTRO – Ballardini ci crede e dopo gli ultimi tre tempi conferma la difesa a quattro, segno che la Cremonese vuole provarci. Torna titolare dopo la squalifica Bianchetti che fa coppia al centro della difesa con Vasquez, ai loro lati Sernicola e Valeri. A centrocampo fuori l’acciaccato Pickel, ci sono Benassi e Castagnetti come mezzali e Meité come vertice basso. Davanti gioca Dessers, alle sue spalle Tsadjout e Buonaiuto.

SULLA TERRA – L’idea di potersela giocare ad armi pari dura meno di centoventi secondi, perché al secondo minuto di gioco l’Udinese è già in vantaggio. Il tiro d’esterno dal limite dell’area di Samardzic è solo la conclusione di un’azione ben giocata e che mette a nudo tutti i limiti della Cremonese. L’Udinese fa girare palla, parte da destra, arriva a sinistra, conclude al centro con una serie di sovrapposizioni, triangoli e scambi di posizione che mandano in pappa il cervello grigiorosso.

PANACEA DI TUTTI I MALI – Chi pensava che il passaggio alla difesa a quattro potesse magicamente risolvere i limiti tecnici della squadra è rimasto molto deluso. Anzi, la linea a quattro agevola le giocate dell’Udinese che alza le mezzali e prende possesso dei mezzi spazi. Il binario destro è quello che funziona peggio. Benassi non segue Lovric (miracolo di Carnesecchi), Sernicola stringe troppo e lascia sempre l’uomo libero (Udogie) sul lato debole, dove l’Udinese arriva rapida e con qualità.

TROPPA DIFFERENZA – Già nel primo tempo arrivano le altre due reti che chiudono la partita. In entrambe c’è lo zampino di Bianchetti, ma sarebbe troppo facile cercare l’ennesimo capro espiatorio e ignorare i problemi ancestrali di questa squadra, che le due vittorie ci avevano fatto dimenticare. In realtà fino alla mezz’ora la Cremo risponde colpo su colpo e prova a controbattere; semplicemente, quando trovano una squadra in palla come l’Udinese di ieri i grigiorossi non sono all’altezza del compito sotto nessun punto di vista. Il divario tecnico, fisico e atletico è enorme, gli uomini di Sottil giocano con un’intensità che la banda di Ballardini non riesce a replicare.

PICCOLO TROTTO – Nella ripresa Ballardini corre ai ripari e torna alla difesa a tre. La Cremonese così copre meglio gli spazi e riesce a limitare le imbucate dell’Udinese, che tuttavia gioca un secondo tempo al piccolo trotto, sazia delle tre reti della prima frazione. I cambi non riescono nemmeno a far avere una reazione d’orgoglio ai grigiorossi che si adeguano al ritmo e si trascinano stancamente fino al novantesimo, provati più mentalmente che fisicamente. L’unica nota positiva della giornata è l’esordio di Basso Ricci, ragazzino della Primavera che in pieno recupero trova anche la via della conclusione con un colpo di testa bloccato da Silvestri.

MALE NECESSARIO? – Difficile trovare aspetti positivi nella gara di ieri, che probabilmente condanna ufficialmente i grigiorossi alla retrocessione. Se ce n’è uno, è quello di aver compreso che in certe partite e contro certi avversari è impossibile pensare di poter giocare alla pari. La difesa a quattro, invocata da più parti per diversi mesi, regge contro avversari del livello della Cremonese, ma quando c’è di fronte una squadra talentuosa, rapida e tecnica permette agli avversari di creare uno contro uno che non ci possiamo permettere (vedi Bianchetti contro Success). Se Ballardini aveva in testa di partire così nella semifinale di ritorno contro la Fiorentina, forse (probabilmente) (speriamo) ha cambiato idea. I viola visti a Cremona hanno una delle loro armi migliori proprio nei cambi di gioco di Biraghi e Martinez Quarta, giocatori abili a pescare l’uomo libero anche a quaranta metri di distanza. È vero che i grigiorossi devono provare a rimontare due reti, ma partenze come quelle di ieri certamente non aiutano.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

Potrebbe interessarti anche:

Alvini, ma cosa mi combini?

Alvini, ma cosa mi combini?

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, vai all-vini

Cremonese, vai all-vini

La Cremonese e il modulo placebo

La Cremonese e il modulo placebo