Il pareggio in extremis del Cittadella non cambia il giudizio sulla prestazione della squadra di Pecchia: le azioni della Cremo volano
Tutti sappiamo qual è l’argomento della settimana (no, non è la caduta del governo italiano, a quello siamo abituati). Tv e quotidiani italiani stanno osservando da lontano quello che sta succedendo a Wall Street dove si sta svolgendo una battaglia senza esclusione di colpi tra hedge fund e giovani investitori. Motivo della disputa sono le azioni di GameStop, tra chi vorrebbe affossarle e chi cerca di impedirlo, tanto che anche Elon Musk ha twittato a proposito (generando un fiume di investimenti). Tutto molto bello, ma neanche lontanamente paragonabile alle azioni della Cremo di Pecchia (che non ha nemmeno dovuto usare Twitter).
STESSA CREMO – Dopo aver superato l’esame Spal i grigiorossi passano un altro test impegnativo. Se i maligni trovavano nel pareggio in rimonta contro i ferraresi l’appiglio del rendimento esterno (dei 34 punti raccolti dalla Spal solo 13 sono arrivati fuori casa) la buona prestazione di Cittadella deve fare ricredere anche i più scettici. Contro una squadra che giocava per raggiungere il secondo posto solitario in classifica la Cremo non si è fatta intimorire e ha ripreso da dove aveva lasciato, giocando con personalità e intensità, senza snaturare i principi di gioco che Pecchia ha inculcato ai giocatori in pochissimo tempo. Non è un caso che il mister, nonostante i rinforzi arrivati dal mercato, abbia scelto lo stesso 11 di domenica scorsa: l’unico cambio – obbligato – è il rientro tra i titolari di Ravanelli al posto dell’infortunato Terranova.
GAESTONK – L’ennesimo approccio cattivo alla partita stavolta paga. È siccome il dio del calcio ha un’ironia tutta sua, il gol grigiorosso (arrivato dopo appena tre minuti) porta la firma del giocatore che più era stato accusato di scarsa cazzimma. Gaetano è bravo a sfruttare l’enorme lavoro di Strizzolo, controllare di destro e bucare Kastrati con un bel mancino dal limite dell’area. Sono questi i colpi che si chiedono al numero 10 di proprietà del Napoli. Da trequartista puro è meno “dentro” la partita rispetto a quando veniva schierato da mezzala ma il baricentro alto della Cremo lo coinvolge molto e gli dà l’opportunità di provare la giocata risolutiva in zolle di campo vicine alla porta avversaria. Meno colpe e più colpi quindi, se continua così Gaetano può diventare il riferimento tecnico della squadra in questo girone di ritorno.
SOLUZIONI ALTERNATIVE – La settimana di lavoro in più con la squadra si vede e dopo due uscite in cui la Cremo ha giocato molto palla a terra, Pecchia ha implementato altri concetti. La soluzione palla alta a cui ricorre Castagnetti è un’arma efficace contro la difesa veneta: Strizzolo di testa le prende tutte (come in occasione del gol) e i grigiorossi sono bravi a creare densità attorno al numero 17, arrivando sempre primi sulle seconde palle. Contro una squadra che gioca con il trequartista, Pecchia si adegua: Castagnetti non si abbassa più tra i centrali per fare gioco come contro la Spal (sarebbe pressato da D’Urso), così la palla in uscita bassa passa dai piedi dei terzini che cercano subito il cambio di campo in modo da sfruttare la poca larghezza del 4-3-1-2 e impostare l’azione in fascia, dove la Cremo ha la superiorità numerica.
OCCASIONI SPRECATE – Al di là di qualche svarione difensivo, la grande intensità che mette in campo la Cremo porta a creare innumerevoli occasioni da gol. Come insegnano i libri, i pericoli maggiori si creano quando si recupera palla alta e si attacca una squadra disposta in fase di possesso perché la si trova impreparata a difendere. Da due palloni rubati da Valzania nascono infatti le palle gol che Strizzolo spreca malamente, calciando prima addosso al portiere e poi sul fondo. Come nel più vecchio dei proverbi la Cremo viene punita oltre i propri demeriti a tre minuti dalla fine, quando Donnarumma calcia da casa sua trovando impreparato (e forse anche un po’ fuori posizione) Carnesecchi, fissando il risultato sull’1-1.
OLD BUT GOLD – In attesa dei nuovi acquisti (Baez e Colombo hanno fatto vedere un paio di belle giocate ma non sono riusciti a incidere), sono i “vecchi” a tirare la carretta. Nel ruolo di esterno destro Valzania sembra aver trovato la sua collocazione ideale. Non è un’ala tipica, di quelle che saltano l’uomo con la suola e calciano a giro sul secondo palo, ma è tremendamente efficace. In fase di non possesso riesce a portare una grande pressione e quando recupera palla può partire in campo aperto e spaccare le difese: dopo la partita di ieri è probabile che Pecchia e Braida non abbiano sondato più di tanto il mercato nell’ultimo giorno utile, giudicando il ruolo più che coperto. In mezzo al campo Castagnetti si è dimostrato sempre più padrone del gioco a differenza di un Bartolomei in fisiologico calo dopo tre partite a tutta disputate dopo diversi mesi in cui ha giocato a singhiozzo. In difesa Ravanelli si è confermato un marcatore tutto d’un pezzo e con Bianchetti ha creato una linea tosta da superare: Pecchia ha dimostrato di non guardare in faccia a nessuno e non ci stupiremmo di veder scivolare in panchina un Terranova non al meglio.
TRE PUNTI – Le belle prestazioni non hanno allontanato la Cremo dalla zona pericolosa, dato che la retrocessione diretta dista solo tre punti. Per tornare alla vittoria sabato contro il Pisa serve riuscire a capitalizzare al meglio le tante occasioni create. Starà al mister scegliere il puntero adatto ad affrontare i toscani: Strizzolo ha dimostrato di essere in una grande condizione, anche se l’enorme lavoro a cui è sottoposto lo fa arrivare poco lucido davanti alla porta. Non è detto che con un altro interprete, più a suo agio in zona gol, la manovra sgorghi ancora come quando davanti c’è il numero 17. Vediamo il bicchiere mezzo pieno: Pecchia ha cambiato la Cremo in sole tre settimane, con altri giorni di lavoro insieme ai giocatori la squadra non potrà che migliorare. Anche davanti al portiere avversario.
