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C’era una volta… Giorgio Bianchi, “uno di noi”
C’era una volta… Giorgio Bianchi, “uno di noi”

Il terzo episodio di “C’era una volta…” dedicato a Giorgio Bianchi, molto più che un portiere. Era proprio (ed è) uno di noi

Giorgio Bianchi per la storia recente della Cremonese e per tutti i tifosi appassionati e qualcosa di più di un portiere. E’ un uomo vero, un grande professionista che ha accompagnato la nostra squadra dallo sfortunato declino dalla Serie A alla C2, difendendo i nostri colori in modo egregio. Un giocatore che ha alternato momenti gioiosi ad altri difficili e addirittura tragici, un giocatore che si è sempre messo in discussione ma che, alla fine, al banco di prova non ha mai deluso le aspettative.

GLI INIZI – Il portierone grigiorosso nasce a Chiari l’8 dicembre 1975. Dopo tutta la trafila con il settore giovanile della Cremo, nel 1995 il buon Giorgio diventa il terzo portiere grigiorosso alle spalle di Turci e Razzetti. È l’ultima stagione di Serie A e l’allora ventenne portiere, al di là di qualche convocazione nel finale di stagione, vede tutto il campionato dalla tribuna, proseguendo la difesa dei pali della Primavera. L’anno seguente, a 21 anni, arriva l’esordio in B a Lucca (sconfitta per 4-2) e in casa contro l’Empoli (0-1 per i toscani). Per la Cremo arriva un’altra cocente retrocessione e Bianchi torna a fare il portiere di riserva, ancora una volta alle spalle di Razzetti. Dopo tre presenze in tre anni il giocatore viene mandato in prestito a Viareggio e a Teramo. Dopo due stagioni positive, Bianchi torna all’ovile. E non partirà mai più

L’ASCESA – Oltre 300 partite in grigiorosso, quindici anni a difesa della stessa porta e sempre con lo stesso obbiettivo: cercare di riportare la Cremonese nella categoria che più le compete. Dopo il ritorno da Teramo, Bianchi gioca tre stagioni da titolare: la Cremonese conta sulla sua maturità pienamente raggiunta per fare da chioccia ai giovani Scimia, Goffi e Giancarlo Bianchi. Nel 2002 arriva Triboldi e Giorgio resta titolare di una squadra che mancherà però l’aggancio ai playoff per una sola posizione. Con l’avvicendamento tra Maselli e Roselli, per Bianchi inizia l’altalena fra campo e panchina, anche perchè la società ha acquistato l’esperto Mondini (molte stagioni da titolare in Serie A). Il giocatore però non si lamenta e accetta anche il ruolo di dodicesimo. Nonostante il minutaggio si riduca, Bianchi conquista due promozioni dalla C2 alla B, vivendo sulla propria pelle una cavalcata mozzafiato. Con la salita in B inizialmente il titolare è Mondini ma, a causa delle altalenanti prestazioni dell’ex Vicenza, Bianchi torna alla ribalta e termina la stagione da titolare, compiendo anche interventi prodigiosi e facendo un’ottima figura in cadetteria. L’unico suo limite è il rinvio di piedi, pecca limata con il passare degli anni. 

IL CUORE SI FERMA – Nel 2006 è ancora lui a difendere la porta grigiorossa e a fare da chioccia ai numerosi giovani della Cremo. E questa è forse la stagione più brutta per il portiere di Chiari: un anno durante il quale vive l’esperienza forse più drammatica di tutta la sua lunga carriera. Allo Stadio Euganeo si gioca Padova-Cremonese: nella ripresa Bianchi esce sull’attaccante biancoscudato Tarallo ma, sfortunatamente, nell’impatto il nostro portiere cade a terra privo di sensi. L’intervento del medico della Cremo Bozzetti è provvidenziale e a Bianchi viene salvata la vita. Il cuore del portiere grigiorosso si ferma per una manciata di secondi ma, per fortuna, torna poi a battere. Dopo essere ricoverato nella città veneta, Bianchi viene dimesso e tutti i tifosi grigiorossi tirano un enorme sospiro di sollievo.

GLI ULTIMI ANNI – L’insediamento di Arvedi sembra minare la stabilità della situazione del portiere bresciano all’interno della squadra. Il contratto è in scadenza e la società non sembra disposto a rinnovarglielo. Il giocatore dichiarerà: «Se la Cremonese non mi rinnova il contratto sono disposto anche ad andare a lavorare, non ho paura di quello che succederà». Sono parole che fanno capire quanto Bianchi ci tenga alla maglia grigiorossa, senza voler prendere in considerazione proposte fatte da altre squadre. Mondonico, però, vuole fortemente il giocatore e il contratto gli viene rinnovato. Con gli anni, però, Giorgio diventa il secondo prima di Sirigu e poi di Paoloni, fino alla vicenda legata al calcioscommesse. Comunque, in caso di infortunio o squalifica del primo portiere Bianchi è sempre pronto e non delude mai i propri allenatori. L’ultima stagione per Bianchi è la stagione 2011-2012, agli ordini di Oscar Brevi: il primo portiere è Alfonso, ma complici alcuni infortuni, Giorgio viene chiamato spesso in causa e alla fine della stagione sarà comunque protagonista. A fine giugno la società non gli rinnova il contratto (nonostante il malumore di molti tifosi), e la sua avventura con la Cremo termina così. 

Nell’annus horribilis 2001-02, l’anno della Cremo “povera ma bella”, lui c’era. Nella finale contro il Cittadella, lui c’era. Allo scoppio del calcioscommesse, lui c’era. E nonostante tutto, Bianchi si è cucito la maglia della Cremo addosso e ha rappresentato al meglio i nostri colori, nella gioia e nel dolore, come tanti tifosi. Ed è per questo, che è stato sempre apprezzato da tutti. Ed è per questo, che “Giorgio Bianchi è uno di noi”. 

Nicolò Bonazzi

Collaboratore esterno

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