Una Cremonese meteoropatica esce dalla nebbia del Tombolato con un pareggio a reti bianche
Siamo onesti: lavorativamente parlando la prossima settimana non sarà ricordata per la nostra produttività. A pochi giorni dal Natale l’obiettivo è quello di procrastinare. Telefonata del cliente? La richiamo tra poco! Problemi in produzione? Massì, può aspettare. La Cremonese scesa in campo al Tombolato contro il Cittadella rappresenta in pieno lo spirito di chi sente arrivare le vacanze e approccia il lavoro senza “il giusto piglio” (cit. Stroppa).
GRINTA CERCASI – Nel tentativo di dare una scossa alla squadra dopo la brutta sconfitta contro la Reggiana mister Stroppa dà una chance a qualche nuovo elemento. De Luca vince il ballottaggio con Nasti per rimpiazzare l’infortunato Bonazzoli, mentre Bianchetti si riprende il suo posto da braccetto sinistro dopo l’infortunio patito contro il Sudtirol. Le sorprese vere sono due: sulla sinistra Quagliata manda in panchina Sernicola mentre Vandeputte gioca al posto di Buonaiuto, titolare nelle prime tre gare dello Stroppa-bis.
SEGRETO DI PULCINELLA – Ormai non è un mistero che la Cremonese soffra il pressing e gli inizi tambureggianti. E infatti il Cittadella parte a mille e dopo venti secondi Pandolfi è già a tu per tu con Fulignati (il guardalinee sbandiera il fuorigioco, ma in caso di gol probabilmente sarebbe intervenuto il Var). Se i grigiorossi escono indenni dal primo quarto d’ora è (anche) per merito di Bianchetti, molto più abile di Lochoshvili in fase di possesso a evitare la pressione avversaria. Il capitano non ha paura di proporsi e dà sempre l’appoggio ai compagni in difficoltà; non è un caso che a differenza della gara contro la Reggiana Ravanelli non si sia più trovato in situazioni complicate e a dover rilanciare in qualche modo con il piede debole.
GRIGIORE – Usare tutte ste battute per parlare della fase di possesso di Bianchetti vi lascia immaginare quanto sia stato ricco di spunti il primo tempo della Cremonese. Terminata la spinta il Cittadella si mette dietro e non lascia spazi ai grigiorossi, compassati e privi di idee. Servirebbero le giocate del Mudo, che però è in giornata no. Servirebbero aiuti dalle fasce, ma Zanimacchia e Quagliata vengono surclassati dai dirimpettai, rispettivamente i temibili Masciangelo e Carissoni. Mettiamoci anche De Luca, che non gioca male ma non è Bonazzoli e per fare gol deve essere servito. Se il primo tempo della Cremonese fosse un piatto, sarebbe senza ombra di dubbio il famigerato nigutìn cu l’ai (forse addirittura senza aglio).
MUDO INDISPENSABILE – Nella ripresa qualcosina si muove. Vandeputte non demerita, ma quando al suo posto entra Johnsen la Cremonese trova finalmente un giocatore in grado di saltare l’uomo. Le discese di Collocolo e le accelerazioni del norvegese sono le uniche armi dei grigiorossi per mettere in difficoltà il Cittadella. Arrivano comunque due sole occasioni. In entrambi i casi De Luca chiama Kastrati alla bella parata, ma la sensazione è che l’attaccante grigiorosso avrebbe potuto sfruttarle meglio. Nel finale i grigiorossi non riescono più a fare male, confermando quanto visto contro la Reggiana: anche al 50% Vazquez è indispensabile. Al netto dell’assenza dell’argentino, negli ultimi minuti non si è vista quella rabbia, quella determinazione, quell’unità d’intenti che servono per vincere partite di questo tipo e che questa squadra non riesce a proporre neppure per piccoli scampoli di gara. Al fischio finale la sensazione è che la mediocrità sia una circostanza alla quale la Cremo si sta pericolosamente abituando.
VIETATO PROCRASTINARE – Se per noi (anzi, per voi, argh) le vacanze sono dietro l’angolo e l’obiettivo della prossima settimana è quello di preparare il fegato alle festività, la Cremonese dovrà attendere ancora un po’ prima del (meritato?) riposo. Ci sono altre tre partite da qui alla sosta, una più importante dell’altra (non è vero). Domenica allo Zini arriva la Sampdoria, un’occasione unica per cercare di invertire il trend e uscire da questo stallo. I blucerchiati, pur in difficoltà, sono una squadra qualitativa costruita per obiettivi importanti e difficilmente affronteranno al gara da “provinciale”, così come fatto dagli avversari che la Cremonese soffre di più. Una vittoria sarebbe fondamentale per restituire un po’ di serenità all’ambiente in vista del Natale. Questa squadra non può più procrastinare: servono punti, altrimenti la mediocrità diventerà la normalità.
