La Cremo passa una brutta serata a Vicenza: nonostante le difficoltà la squadra è viva e pronta a tornare a fare punti
La Cremo fallisce l’appuntamento con la terza vittoria consecutiva, striscia che manca dalla scorsa estate. Ancora una volta è il Veneto a complicare i piani di Pecchia e dei grigiorossi: dopo la sconfitta di Venezia arriva anche quella di Vicenza che vanifica le due vittorie precedenti a fa sprofondare i grigiorossi a più uno sulla zona playout.
DAGLI ERRORI – Pecchia prova a imparare dai propri errori e agisce di conseguenza. Nell’ultimo turno infrasettimanale erano stati i terzini ad accusare gli impegni ravvicinati, offrendo prestazioni poco convincenti contro Venezia e soprattutto Lecce. Oltre allo squalificato Valeri il mister decide così di rinunciare anche a Zortea, schierando Valzania a destra e Pinato a sinistra. Il risultato però non è soddisfacente, anche se non per i motivi che state pensando.
MANOVRA BLOCCATA – Al netto di qualche disattenzione in fase difensiva, punita oltre i demeriti degli interessati da giocate di qualità degli avversari, la mancanza di Zortea e Valeri si sente soprattutto nella metà campo offensiva. Pinato non ha le caratteristiche per sovrapporsi con continuità e velocità, Valzania ha corsa ma non i tempi giusti per arrivare a sfruttare gli spazi creati da Baez. La Cremo quindi arriva fino alla trequarti dove manca di sbocchi sulle fasce per aggirare il Vicenza, molto abile a passare dalla fase offensiva a quella difensiva chiudendo gli spazi ai grigiorossi (soprattutto dopo il passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3).
ALI TARPATE – Se a questo aggiungiamo che le ali non sono quelle viste contro il Frosinone è naturale che la Cremo faccia fatica a rendersi pericolosa e a esprimere la stessa intensità di gioco vista nelle ultime uscite. Stretti nella morsa della difesa del Vicenza e dai continui raddoppi dei centrocampisti, Baez e Buonaiuto non trovano gli spazi per saltare l’uomo e fare la differenza. Non è un caso che Ciofani per trovare palloni giocabili debba retrocedere a metà campo: in area non riesce mai a ricevere palla per concludere verso la porta di un non irreprensibile Grandi.
SUI NOVANTA MINUTI – Nel secondo tempo poi Pecchia decide di lasciare negli spogliatoi Baez e Buonaiuto, i giocatori più abili nello stretto insieme a Gaetano e più in grado di incidere contro squadre chiuse in difesa. Avrebbe dovuto prevedere una partita più complicata rispetto a quella di sabato contro il Frosinone e tenersi uno dei due come carta da giocarsi a partita in corso. Quando anche il numero 10 deve dare forfait la Cremo perde tutto il suo estro e la manovra si infrange sul muro biancorosso.
ASPETTI POSITIVI – La prova gagliarda di Gaetano è la cosa che ci portiamo via con più piacere da Vicenza. Il giocatore del Napoli è il grigiorosso più pericoloso in un primo tempo in cui solo una parata di Grandi e qualche colpo al limite del consentito gli vietano di segnare. Apprezzabile la sua abilità di farsi trovare smarcato tra le linee, sfruttando i limiti dell’iniziale 4-4-2 di Di Carlo. Oltre ai soliti Ciofani e Castagnetti, va menzionata anche la prestazione di Alfonso, al rientro tra i pali dopo diversi mesi di panchina: l’ex Brescia evita un passivo peggiore con almeno due parate memorabili, una su Bianchetti (al secondo tentativo di autogol consecutivo) e una su Meggiorini.
SERVONO PUNTI – Sabato contro la Salernitana la Cremo, nella quale presumibilmente si rivedranno i titolari Valeri e Zortea, deve tornare a fare punti. Oltre alla squadra anche Pecchia dovrà essere irreprensibile e sbagliare il meno possibile. Se l’impronta che ha dato alla Cremo è evidente e funziona, il mister deve migliorare in alcune scelte e pensare che le partite non sempre possono essere sbloccate nei primi minuti. Per una volta ci accontenteremmo di vincere 1-0 in pieno recupero.
