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Di Benevento in peggio?
Di Benevento in peggio?

Contro il Benevento arriva la prima sconfitta stagionale. Nonostante i molti alibi bisogna ricominciare a fare punti, senza nascondersi dietro le difficoltà o lasciarsi andare a decisioni avventate

Alla nona è arrivata: la Cremonese si ferma a Benevento, dove incappa nella prima sconfitta stagionale. Un risultato maturato nel primo tempo, quando i padroni di casa si sono portati sul doppio vantaggio grazie alle reti dell’ex Coda e di Insigne. Non è bastata la reazione della Cremo nella ripresa, il gol di Migliore ha solo addolcito la sconfitta. Troppa la differenza tra le due squadre, impossibile non tenerne conto. Ma occhio a cercare scusanti: la Cremo può giocare e vincere contro chiunque se mette in campo il giusto spirito, quello che a tratti si è visto nel secondo tempo.

Alibi/1. A mente fredda è difficile parlare di una disfatta. La Cremo ha perso di misura in casa di una seria pretendente alla promozione, con un budget economico importante e una rosa incredibile per qualità e quantità. Improta, Nocerino, Ricci, Costa, Antei, Asencio: sei giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra, nel Benevento erano in panchina.

Alibi/2. Oltre al problema degli infortuni, la Cremo ha pagato le tre settimane di sosta forzata. I grigiorossi hanno sofferto parecchio nel primo tempo, con le gambe poco abituate a girare. Il centrocampo del Benevento ha surclassato quello grigiorosso, la differenza di ritmo era abissale e la sosta ha ampliato un divario già presente per caratteristiche intrinseche degli interpreti (Castagnetti e Arini non hanno cambio di passo). Era prevedibile che la Cremo avrebbe pagato sul piano del ritmo nel primo tempo (leggetevi il Bet and Grey di due giorni fa) ma il problema – purtroppo – era difficilmente arginabile. L’unico centrocampista brevilineo e rapido (Emmers) era indisponibile.

Alibi? No grazie. Eppure bisogna dimenticare tutti questi alibi. Legarsi a scusanti e infortuni non porta da nessuna parte. La prima sconfitta è arrivata alla nona giornata, prendiamone atto. La squadra deve ripartire dalle cose buone della gara di Benevento: dal pressing alto del primo tempo che ha messo in difficoltà la difesa locale (peccato non aver insistito) e dallo spirito del secondo tempo, quando i grigiorossi si sono dimenticati delle difficoltà, ha smesso di giocare per non perdere e ha iniziato a giocare per fare gol. Poco importa che la rete sia arrivata ancora una volta da un difensore, è lo spirito che conta ed è quello che va messo in campo dal primo minuto martedì sera contro il Venezia.

Di bene in peggio. Il campanello d’allarme non va sottovalutato, anche se il suo suono è ancora debole. Attenzione però a prendere decisioni avventate o radicali. Seppur prese con le migliori intenzioni, portano spesso effetti controproducenti, come ben scriveva Paul Watzlawick nella sua opera Di bene in peggio. Non è possibile gridare alla disfatta dopo la prima sconfitta in campionato, giunta alla nona giornata. Serve guardare con fiducia alle prossime gare, giocare con coraggio e per fare gol. Mettiamo un attimo da parte i discorsi da bar, le critiche tecnico-tattiche, le presunte colpe dell’allenatore, le discussioni sui moduli e sui giocatori. Torniamo per un momento al calcio sano dei duelli individuali, degli uno-contro-uno e dello spirito da mettere in campo, che resta la cosa più importante di tutte. Siamo un popolo di poeti, santi e allenatori, ma non pensate di essere gli unici depositari della verità: «La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni», scriveva sempre il buon Paul nel suo La realtà delle realtà. Avanti con coraggio quindi, per vincere contro il Venezia di fronte ai nostri splendidi tifosi. Ad oggi è l’unica cosa che conta.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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