Un’ottima Cremonese si infrange sulla diga alzata dal Venezia. Al Penzo servirà un’impresa, ma questa squadra può farcela
Ha dovuto ricorrere alle maniere forti il Venezia per fermare una Cremonese che le ha provate tutte per non essere obbligata ad espugnare il Penzo. Da buon lagunare Vanoli, travolto dalla marea grigiorossa, ha ordinato l’emergenza acqua alta ed ha alzato il MOSE (la famosa barriera elettronica che impedisce all’alta marea di far finire Venezia sott’acqua). In maniera sporca e forse in controtendenza con il calcio d’oggi gli ospiti hanno ottenuto ciò che volevano. Vedremo domenica se sarà stato sufficiente.
SQUADRA CHE VINCE – La prestazione solida ed efficace offerta contro il Catanzaro ha spinto Stroppa a confermare in blocco la squadra che si è guadagnata l’accesso alle finali playoff. L’unico escluso che spunta la titolarità è Collocolo, pienamente recuperato dopo l’infortunio di Parma. Il numero 8 gioca da mezzala destra al posto di Pickel. Conferme dunque per la coppia d’attacco Vazquez-Coda e per Buonaiuto da mezzala sinistra (lì dove forse avrebbe dovuto giocare Johnsen, vittima alla vigilia di un infortunio muscolare).
PARTITA TESA – La posta in gioco è alta e l’inizio non può che essere contratto. La Cremonese vorrebbe fare la partita ma si scontra presto con la densità ospite. Gli uomini di Vanoli non lasciano spazi e per scardinare la difesa arancioneroverde serve una giocata che non arriva, un po’ perché gli spazi sono intasati e un po’ perché la palla scotta più del solito. Succede così che troppo spesso la manovra grigiorossa si arena sulla trequarti. Anziché rischiare la verticalizzazione i grigiorossi si rifugiano troppo spesso nel retropassaggio.
CRESCE LA FIDUCIA – Sono così i vecchietti a caricarsi la responsabilità della giocata. Buonaiuto – che con un Johnsen arruolabile forse non avrebbe nemmeno giocato – diventa il riferimento tecnico. Busio non riesce nemmeno a prendergli la targa, peccato che il numero 10 arrivi spesso scarico al momento del tiro. Coda vuole replicare i gol della sua prima esperienza in grigiorosso e carica la bomba dai trenta metri: stavolta Joronen deve impegnarsi parecchio per deviare in corner. Un primo tempo chiuso a reti bianche lascia la sensazione di una Cremo sul pezzo, ma allo stesso tempo sembra che al Venezia vada bene così.
SI ALZA IL RITMO – Nella ripresa, grazie anche al cambio di campo e agli attacchi sotto una Sud da grandi occasioni, i grigiorossi alzano il ritmo. Ci si accorge presto che il primo tempo del Venezia non era una mossa Kansas City: gli uomini di Vanoli sono veramente venuti allo Zini per fare un calcio d’altri tempi, tutti dietro la linea della palla e lanci lunghi per le punte. La Cremonese così prende coraggio e attacca con continuità. Zanimacchia inizia a fare la differenza, Sernicola torna finalmente sui suoi strepitosi livelli e mette in mezzo un’infinità di palloni. Chi alza il ritmo purtroppo è anche il portiere ospite che dice no alla gran girata di Coda e al tiro a incrociare di Zanimacchia. Stroppa, che raramente sbaglia una partita, stavolta fa anche i cambi giusti al momento giusto. Ciofani e Tsadjout portano fisicità, Pickel forze fresche. La diga del Venezia però tiene, e anche l’ultimo colpo di testa di Ciofani si spegne tra le braccia di Joronen, migliore in campo tra gli ospiti.
SI PUÒ FARE – Servirà un’impresa per tornare in Serie A. Servirà battere il Venezia a casa sua, in uno stadio che tante volte in stagione ha fatto la differenza: i lagunari sono la squadra con il miglior rendimento interno della stagione e al Penzo hanno perso solo tre volte. Sarà senza dubbio complicato, ma la Cremonese vista nelle ultime due uscite ha tutte le carte in regola per riuscire a ribaltare i pronostici (che al contrario di quanto fatto intendere da quel furbacchione di Vanoli sono tutti dalla parte del Venezia). Ma pensiamo a noi. Il lavoro fatto da Stroppa nelle ultime uscite è notevole, il turnover ragionato e l’impiego di tutta la rosa hanno permesso alla squadra di arrivare al momento clou della stagione nella miglior condizione psicofisica. La gara di ieri lo dimostra, questa Cremo può battere chiunque. Ragazzi, inutile ribadirlo: noi ci crediamo.
