fbpx
Cremonese, serviva la neve
Cremonese, serviva la neve

La Cremonese domina in lungo e in largo ma non riesce a battere la Sampdoria: allo Stadio Zini finisce 1-1

Ok, un indizio c’era: quella maglia natalizia indossata per l’occasione dalla Cremonese lasciava presagire che ci sarebbe stato qualche tipo di regalo. Certo, si sperava che sotto l’albero ci fossero tre punti. È stato invece Ravanelli, con un retropassaggio birichino, a impacchettare un pareggio che sa tanto di beffa.

SORPRESE – C’è più di una sorpresa nell’undici scelto da mister Stroppa. La più grande è senza dubbio Milanese, schierato da mezzala sinistra. L’ex Roma si prende quel posto dello scacchiere che ancora non ha trovato un padrone, dove alternativamente hanno fallito Buonaiuto, Vandeputte, Johnsen e Pickel (e forse ne dimentico qualcuno). Sulle fasce ci sono Zanimacchia e Barbieri, con Sernicola che siede in panchina per la seconda volta consecutiva. Davanti arriva il gradito rientro di Bonazzoli dopo l’infortunio patito a inizio gara contro la Reggiana.

SAMP RINUNCIATARIA – Le uscite contro Reggiana e Cittadella hanno confermato che la Cremonese soffre le avversarie che mettono grande pressione. Come preventivabile, la Samp che arriva allo Zini non è tra queste. Gli uomini di Semplici impostano la gara difendendo basso, rinunciando al pressing e puntando tutto sulle invenzioni di Tutino e Coda, cercati con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo. Contro una squadra che va al suo stesso ritmo la Cremo riesce a far emergere il proprio tasso tecnico e mette le tende nella metà campo avversaria con un possesso palla che sfiora il 70%.

ERRORI ED ORRORI – Il rientro di Bonazzoli permette alla manovra di essere più fluida. L’ex Salernitana dialoga nello stretto con i compagni, soprattutto con Vazquez. Milanese ha un grande impatto sul match e crea spesso la superiorità numerica. Il predominio porta occasioni sempre più nitide, ciò che manca è (come al solito) la precisione sotto porta. La superiorità schiacciante porta qualcuno a sottovalutare l’avversario, che vanta comunque una coppia offensiva in grado di siglare 36 gol nello scorso campionato. Succede quindi che Tutino, fin lì mai visto in pressione, annusa la palla buona e induce Ravanelli all’errore che porta al gol di Bellemo. L’immeritato vantaggio potrebbe durare meno di un gatto in tangenziale se Bonazzoli non sparasse addosso a Ghidotti la splendida palla di Collocolo. Nonostante lo svantaggio la Cremo continua a produrre gioco.

SERVIVA LA NEVE – Nella ripresa sale in cattedra Vazquez. L’argentino si carica la squadra sulle spalle e inizia a giocare la sua personale partita contro tutta la Samp, fatta di slalom in mezzo agli avversari e azioni palla al piede che spaccano a metà il centrocampo. Bonazzoli però ha qualche problema di mira, e nonostante giochi bene con i compagni quando arriva al dunque non riesce a capitalizzare. A un certo punto, contro ogni pronostico e previsione, si mette pure a nevicare. Sarà un caso, ma è proprio in quel momento che il Mudo (fin lì anche lui non irreprensibile in fase conclusiva) trova il pertugio giusto per siglare il gol dell’1-1.

SOLO CREMO – I grigiorossi alzano ancora di più la pressione e schiacciano la Samp alla ricerca della vittoria. Il problema, purtroppo, è che smette subito di nevicare. Bonazzoli aggiusta la mira ma Ghidotti prende alla lettera l’aria natalizia e invece che restituire il regalo inizia a fare miracoli. Un Vazquez stremato è costretto a lasciare il campo tra i fischi verso Stroppa che si agita verso la tribuna spiegando che è stato l’argentino a chiedere il cambio. Come al solito la Cremo perde tanto, perché non c’è più un giocatore che riesce a portare palla con pulizia fino al limite dell’area avversaria. L’assalto finale regala qualche brivido, la palla alla fine non entra e lo Zini si deve accontentare di un punticino che non sposta di molto la classifica.

PASSO DOPO PASSO – Inutile nasconderlo, non vincere una partita così lascia l’amaro in bocca. Questo è tuttavia uno dei rari casi in cui la prestazione conta più del risultato finale. La classifica per le posizioni che contano è ormai compromessa, e probabilmente non saranno questi due punti persi a cambiare il destino della Cremonese. Portiamoci quindi via una prestazione finalmente convincente per novanta minuti, senza cali fisici né mentali, da parte di una squadra che ha dimostrato (qualora ce ne fosse bisogno) che a livello tecnico ha pochi rivali in campionato. Portiamoci via la riscoperta di Milanese, convincente da mezzala sinistra all’esordio assoluto in Serie B con la maglia grigiorossa. Portiamoci via i numeri di Vazquez, l’abilità di crearsi occasioni di Bonazzoli, la grinta di Barbieri, le geometrie di un Castagnetti in versione deluxe (alla 200esima in grigiorosso). Ripartiamo da qui per costruire una nuova Cremonese che possa regalarci qualche gioia, a partire dalla trasferta di Cesena e dal derby contro il Brescia.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

Potrebbe interessarti anche:

Alvini, ma cosa mi combini?

Alvini, ma cosa mi combini?

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, ora o mai più

Cremonese, vai all-vini

Cremonese, vai all-vini

La Cremonese e il modulo placebo

La Cremonese e il modulo placebo