Sfortunata per diversi motivi la seconda esperienza alla Cremo di Enrico Alfonso, che lascia dopo appena 8 presenze
Non è stata certamente indimenticabile la seconda parentesi di Enrico Alfonso a Cremona. È il 26 agosto 2020 e la Cremonese annuncia il ritorno del portiere classe ’88, con tanto di video di presentazione girato in Piazza Duomo. Un colpo a parametro zero di assoluto livello, avendo appena terminato l’esperienza con il Brescia, con cui aveva raggiunto la Serie A poco tempo prima. I grigiorossi di mister Bisoli necessitano di un nuovo numero uno dopo il ritiro di Agazzi, ma la titolarità dura ben poco, il tempo di una decina di giornate. Il recupero del derby con il Brescia, giocato allo Stadio Zini l’8 dicembre, risulta l’ultimo vero impegno della sua seconda esperienza sotto il Torrazzo.
MANCIATA DI PRESENZE – Sì, la partita contro la sua ex squadra lo condanna per tutto il tempo a venire: due errori gravi nella sistemazione di un paio di barriere, poca sicurezza mostrata alla squadra. Bisoli, dal match successivo contro l’Ascoli, gli preferirà Jack Volpe. Torna in campo solamente il 2 marzo successivo per il brutto k.o. per 3-1 sul campo del Vicenza, ed è la sua prima e unica presenza con mister Pecchia in panchina. Gli ultimi suoi minuti ufficiali fino al momento in cui scriviamo, anche perché a gennaio 2021 è arrivato dall’Atalanta un certo Marco Carnesecchi sul trampolino di lancio.
GUAI – Anche alcuni infortuni hanno bloccato Alfonso, che nella sua prima avventura grigiorossa era stato tra i migliori nonostante le nefandezze di quegli anni. A marzo 2021 è rimasto bloccato per una distrazione di primo grado al bicipite femorale destro, ad agosto gli esami hanno evidenziato una fascite plantare con versamento. Guaio non da poco che lo ha tenuto lontano dalla lista dei convocati per un po’. Sono cambiati i piani del mercato, sono cambiate le gerarchie: a parametro zero arriva il polacco del 2001 Ciezkowski, dal Bologna ecco il classe ’97 Sarr. Alfonso scala quarto portiere e l’addio nel mese di gennaio era quantomeno prevedibile.
La sua esperienza è stata certamente fondamentale per accompagnare i percorsi di crescita di Carnesecchi, Volpe, Ciezkowski e Sarr, ma la cessione alla Spal è passata quasi inosservata.
