La Cremonese torna senza punti da Torino: prestazione volenterosa da parte dei grigiorossi, ai quali viene negato un rigore netto
Si sapeva che sarebbe stata una partita così. Torino d’altronde fa rima con gare sporche, di quelle che poi altro che lavatrice per smacchiare la divisa. In campo non c’è una Cremonese bella, ma quella giusta per l’occasione: una squadra che combatte metro su metro contro un Toro sì modesto, ma che tra i suoi giocatori annovera individualità importanti. Sono quelle, alla fine, ad aver fatto la differenza.
CONTINUITÀ – I tentativi di Nicola di confermare in blocco l’undici di Bologna vengono nuovamente sabotati all’ultimo minuto. Contro il Lecce l’unico cambio era stato sulla sinistra dove, in luogo dell’influenzato Pezzella, era stato schierato Floriani Mussolini. Contro il Torino, rientrato l’esterno ex Empoli, è toccato a Bianchetti alzare bandiera bianca a pochi minuti dall’inizio del matcha a causa di un’epistassi. Al suo posto Nicola sceglie Ceccherini, ovvero l’unico centrale disponibile visto che Folino e Faye non sono nemmeno convocati. Davanti ci sono i confermatissimi Bonazzoli e Vardy. Sanabria, fresco ex e carico a mille dopo il gol al Lecce, siede nuovamente in panchina.
CI SONO LE CATEGORIE – Il clima al Grande Torino non è dei migliori. La squadra è contestata, lo stadio quanto di più lontano dall’immaginario collettivo di luogo di aggregazione dello sport più amato al mondo. Forse è proprio qui che la Cremonese perde la partita. I grigiorossi partono sì bene (anzi, benino) ma più che altro per le difficoltà dei padroni di casa che per metà frazione risultano bloccati soprattutto dal punto di vista mentale. La Cremo commette l’errore di non azzannare l’avversario moribondo e si accontenta di gestire, senza spingere troppo sull’acceleratore. Il Toro piano piano entra in partita grazie alle giocate dei suoi uomini migliori. Vlasic domina sulla trequarti, dove forse Nicola avrebbe dovuto mettere una pezza prima (ad esempio spostare Payero, l’unico in grado di contrastare il croato sul piano atletico e fisico). Zapata là davanti è tutt’altro che un ex giocatore e insieme ad Adams manda in costante difficoltà Baschirotto, aggrappato ai recuperi di Terracciano e Ceccherini (tra i migliori in campo). Proprio da un errore di Baschirotto e da una giocata di Zapata nasce il gol di Vlasic che (spoiler) decide la partita.
TANTA VOLONTÀ, POCHE IDEE – Nella ripresa la Cremonese ce la mette tutta per provare a pareggiare la gara. Al Grande Torino i granata la portano a casa perché giocano un secondo tempo da piccolo Torino. Chiusi dietro e pronti a ripartire, gli uomini di Baroni concedono pochissimo ai grigiorossi, impantanati nei duelli in mezzo al campo dove Payero e Vandeputte lottano come leoni mentre Bonazzoli cuce e ricama. Gli spazi però sono intasati e l’unica via è andare sulle fasce, dove Barbieri, il miglior crossatore, è in giornata decisamente no (giusto dare meriti anche a Lazaro, fastidioso come la sveglia dopo una sbronza). Nicola quindi cambia le fasce, butta dentro tutta l’artiglieria e chiede di allargare il gioco. Floriani Mussolini approccia bene il match ma in alcune situazioni è ancora troppo timido; Zerbin ci mette la gamba ma comunque gioca a piede invertito. I palloni scodellati in area sono facile preda del terzetto difensivo granata, insuperabile nei duelli aerei. L’unica occasione della ripresa arriva sui piedi del neoentrato Moumbagna: movimento e cross di Vardy sono splendidi, la conclusione del camerunense decisamente rivedibile. Nemmeno Vazquez (alla centesima in A) nel finale riesce ad accendere la luce, che si spegne definitivamente dopo 10′ minuti di recupero. Il fischio finale arriva dopo il tocco di mano in area granata di Simeone, un rigore netto che fosse capitato a una grande ci si sarebbe discusso per una settimana.
AVANTI CON FIDUCIA – La sconfitta, seppur dolorosa, restituisce ulteriori certezze al cammino della Cremonese di Davide Nicola. La squadra c’è, e il segnale che arriva da Torino è chiaro e forte. Per battere i grigiorossi non basta fare il compitino, bisogna come minimo sporcarsi le mani. Tanti giocatori hanno restituito prestazioni più che sufficienti. A partire da Bonazzoli, l’uomo più in forma del momento, passando per Ceccherini e Terracciano, veri e propri muri difensivi, e terminando con Vandeputte e Payero, autori di un inizio di ripresa di altissimo livello. I grigiorossi sono ora attesi da due partite complicate per chiudere uno splendido 2025: la trasferta contro la Lazio e la gara casalinga contro i Campioni d’Italia del Napoli. A prescindere da come andrà e da chi scenderà in campo (a centrocampo servirà mischiare le carte, vista la squalifica di Payero) la certezza è una sola: questa Cremonese venderà cara la pelle.
