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Cremonese, goditi il terzo posto
Cremonese, goditi il terzo posto

A pochi giorni dal Fibonacci-day la Cremonese trova la quarta vittoria consecutiva e vola momentaneamente al terzo posto

Il 23 novembre si è celebrato come ogni anno il Fibonacci-day (11-23 nel sistema di datazione americano, le prime quattro cifre della successione). Per chi non la conoscesse, la successione di Fibonacci è fatta di numeri interi in cui ogni numero è la somma di quello precedente (1-1-2-3-5-8 eccetera). È estremamente importante e presente in natura (i petali di alcuni fiori la seguono), in arte (le proporzioni della Gioconda di Leonardo) e in molti altri ambiti. A pochi giorni di distanza la Cremonese trova il suo modo per rendere omaggio al matematico Leonardo Pisano, detto il Fibonacci.

GLI STESSI – L’armonia di Fibonacci si rivede nella formazione che manda in campo mister Stroppa. Per la seconda volta in stagione (dopo che contro il Parma avevano giocato gli stessi di Cosenza) la Cremonese si presenta in campo per due volte consecutive con gli stessi undici. Ci sono infatti gli stessi uomini che hanno schiantato il Brescia al Rigamonti. Conferme quindi per Bianchetti come braccetto sinistro, per Pickel e Buonaiuto mezzali e per il tandem offensivo Vazquez-Coda. Terza panchina di fila per Okereke.

ARMONIA – Il rapporto tra un numero e quello precedente nella successione di Fibonacci è sempre uguale (1,618 eccetera) ed è detto sezione aurea. La seziona aurea della Cremonese, iniziata in quel di Brescia, prosegue per una buona mezz’ora. Per trenta minuti circa i grigiorossi dominano in lungo e in largo, giocano in maniera avvolgente contro un Lecco inspiegabilmente basso e rinunciatario. La manovra è fluida e i giocatori di Stroppa arrivano al tiro con una facilità disarmante. Il solito pizzico di presunzione di troppo e la voglia di andare in porta con il pallone impediscono alla Cremo di sbloccarla prima. Ci deve quindi pensare Castagnetti con una bomba dai venticinque metri.

SPINGE IL LECCO – Nel finale del primo tempo escono gli ospiti e l’occasione di Sersanti sul finire della frazione (bravo Jungdal) è un pericoloso campanello d’allarme. Che la Cremonese non coglie fino in fondo. Nella ripresa è il Lecco a fare la partita. La Cremo non riesce a congelare il possesso anche perché il diktat di Stroppa è quello di cercare sempre il secondo gol. A volte invece bisognerebbe rifiatare con la palla, visto che i piedi buoni in campo lo permetterebbero. In realtà i grigiorossi non soffrono più di tanto (recupero escluso) e vanno vicino alla rete in più occasioni, ma sembrano più disuniti rispetto alla prima frazione.

FINALE IN TENSIONE – Stroppa cerca di arginare il Lecco con un centrocampo più fisico e inserisce Abrego e Collocolo. La Cremonese spreca in contropiede (palo di Sernicola) così nel finale si soffre. Prima arriva un’altra bella parata di Jungdal su Celjak che certifica le qualità del ragazzino, ancora imbattuto dopo due gare. Poi arrivano la traversa di Caporale e un paio di occasioni poco chiare in area grigiorossa, compreso un tocco di mano birichino di Antov. La quarta vittoria consecutiva (e terza senza subire reti) è sporca, cattiva, sudata, e per questo ancora più bella. Il ruolino di marcia ora è un altro omaggio al Fibonacci: 3-4-7 (sconfitte-pareggi-vittorie).

VECCHIA GUARDIA, NUOVO CHE AVANZA – La Cremonese si gode così il momentaneo terzo posto. Gran parte del merito va alla vecchia guardia. In mezzo al campo c’è un grande Castagnetti, non solo per il gol. “Casta” domina in regia e gioca sempre palla, anche con due uomini alle calcagna, eludendo i piani di un Lecco impegnato invano a chiudergli le linee di passaggio. Da segnalare anche un altro “vecchietto”, spesso sottovalutato. Capitan Bianchetti gioca la sua miglior partita dell’anno, interpretando il ruolo di braccetto in maniera atipica per le sue caratteristiche e per di più a piede invertito. In fase di possesso si allarga a ricevere e si propone con coraggio, andando a sovrapporsi a Zanimacchia e trovando spesso anche il fondo del campo per crossare. Tra i due vecchi, il nuovo che avanza. Come anticipato nella cronaca, l’altro grigiorosso che si prende la copertina di giornata è il giovane Sinner Jungdal. Il portierino della Cremo, dopo la vacanza di Brescia, risponde presente in una gara complicata, in cui alterna lunghi periodi di relax a momenti di sollecitazione intensa. Le parate su Sersanti e Celjak valgono mezza vittoria.

RUSH FINALE – Mancano ormai solo cinque partite prima della sosta invernale, il momento in cui si tireranno i primi bilanci. Il filotto di vittorie tanto agognato è arrivato ma la strada da fare è ancora lunga. Per un Parma che si ferma (cinque punti recuperati nelle ultime due giornate) c’è un Venezia che accelera (12 su 12 anche per i lagunari nelle ultime quattro). In attesa di capire se Palermo e Como metteranno la freccia dopo i recuperi, la Cremonese deve restare concentrata su sé stessa per completare la rimonta e terminare l’andata il più vicino possibile alle posizioni di testa. Gli scontri diretti proprio contro Venezia e Palermo saranno il vero test per i grigiorossi, che delle prime 8 in classifica finora hanno battuto solo Cittadella e Como.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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