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Cremonese, Christensen non si è fermato a Eboli
Cremonese, Christensen non si è fermato a Eboli

La Cremonese interrompe la sua striscia di risultati positivi ed esce sconfitta dall’Arechi a causa dei miracoli di Christensen

Se Cristo si è fermato a Eboli, Christensen ha deciso di proseguire fino a Salerno. È proprio il caso di dire che la Cremonese si sia arresa solo di fronte ai miracoli dell’estremo difensore di casa, autore di innumerevoli parate di livello sui vari Collocolo, Vazquez, Johnsen e Nasti. Non deve essere tuttavia un alibi, perché i grigiorossi hanno anche commesso diversi errori, come in occasione del gol subito.

ASSENZE – Nell’undici iniziale mister Stroppa è costretto a cambiare qualcosa. Dietro torna a giocare il terzetto Antov-Ravanelli-Bianchetti visto che Ceccherini è infortunato. Senza Barbieri e con l’indisponibilità dell’ultimo minuto di Pickel servono cambi anche a centrocampo: Collocolo, Majer e Vandeputte sono i tre in mezzo, sulle fasce giocano gli unici due disponibili, ovvero Azzi e Zanimacchia. Davanti ha una chance De Luca con Vazquez, l’ex Bonazzoli finisce in panchina dopo sei gare consecutive da titolare.

POSSESSO E OCCASIONI – L’inizio della Cremonese è da Cremonese. I grigiorossi prendono presto in mano il pallino del gioco e tengono il possesso e il baricentro alto (ma d’altronde questo sta bene anche alla Salernitana). Vazquez è un po’ fuori dal gioco, visto che le ripartenze sono quasi tutte guidate da Vandeputte, forse addirittura troppo altruista nell’ultimo quarto di campo. L’inizio di Azzi è promettente, l’ex Cagliari ha gamba e capacità di saltare l’uomo, proprio quello che mancava a questa squadra. Come al solito i grigiorossi sono poco precisi e quando arrivano dalle parti di Christensen faticano a centrare lo specchio della porta.

FATTORE TONGYA – La mossa di Breda per sorprendere la Cremo è l’impiego di Tongya da mezzala sinistra. Il centrocampista della Salernitana manda in difficoltà la Cremo con i suoi inserimenti: i vari Zanimacchia, Collocolo e Antov non riescono a contenere le scorribande dell’ex Juve che crea le uniche occasioni pericolose dei padroni di casa. Nel finale di primo tempo arriva anche un rigore dopo una disattenzione di Azzi che tocca con la mano il tiro di Ferrari: il penalty di Cerri finisce sul palo e poi sul fondo. Un segno del destino che andrebbe sfruttato (spoiler: non lo sfrutteremo).

L’AVEVAMO DETTO – Nella ripresa la Cremonese riprende a giocare e dà la sensazione di poter passare in vantaggio con l’accelerazione giusta. Sono invece i padroni di casa a sbloccare la gara. I grigiorossi cadono vittima di una situazione già denunciata più volte nei nostri articoli. Sugli sviluppi di un corner a favore la Salernitana riparte con Tongya, poi Njoh beffa Fulignati con un cross sbananato che dopo aver colpito il palo finisce sui piedi di Raimondo per il facile tap-in. Sono questi i dettagli che serve correggere se si vuole fare un campionato di vertice. Gli allarmi erano già suonati contro Modena, Cosenza e Frosinone e aver subito gol in questa maniera è la giusta punizione per l’aver ignorato i segnali lanciati dal campo.

MIRACOLI A SALERNO – Forse sarebbe stato meglio fermarsi a Eboli, come il Cristo di Carlo Levi. Christensen invece decide di fare qualche chilometro in più e accasarsi a Salerno. Dopo la rete subita la Cremo attacca con veemenza e a differenza del primo tempo ritrova precisione in fase conclusiva. Sulla sua strada ci sono però i miracoli del portiere danese, arrivato recentemente dalla Fiorentina (allora il mercato funziona!). Sarebbe un mero esercizio di cronaca riportare tutte le occasioni capitate sui piedi (e sulle teste) di Collocolo, Vazquez (due volte), Johnsen e Nasti. L’unico in grado di superare il numero uno dei padroni di casa è Antov, la cui deviazione impatta beffardamente sulla traversa.

NIENTE ALIBI – Il risultato finale è certamente beffardo, le parate di Christensen tuttavia non devono essere un alibi. La Cremonese scesa in campo a Salerno è una squadra monca, che sta uscendo impoverita dal mercato. Le cessioni di Quagliata e Sernicola sono state rimpiazzate con il solo Azzi e le difficoltà numeriche sono state evidenti: senza Barbieri infortunato, e con Collocolo impiegato da mezzala, Stroppa si è ritrovato senza giocatori di fascia in panchina, tanto che l’ex Cagliari (in condizioni non ancora ottimali) è stato costretto a disputare novanta minuti. Il fatto che il mister abbia fatto solo quattro cambi (in due slot) la dice lunga sulla panchina della Cremo. A differenza nostra quelle davanti, nonostante i punti di vantaggio, si sono rafforzate parecchio. Se la società crede veramente alle possibilità di questa squadra serve un intervento deciso nell’ultimo giorno di mercato.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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