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Cremonese nella Terra di Mezzo
Cremonese nella Terra di Mezzo

La Cremonese impatta allo Zini contro il Modena: i grigiorossi pagano le solite amnesie difensive dopo il vantaggio

Questa Cremonese meriterebbe un capitolo a sé nella vasta opera letteraria di J. R. R. Tolkien. Tante delle storie dello scrittore britannico sono ambientate nella Terra di Mezzo, dove oltre a lottare per un anello si cerca anche di evitare che non si disputino i playoff. Troppo forte rispetto alle altre, troppo discontinua rispetto al terzetto davanti: il campionato della Cremo sembra segnato.

ASSENZE – Per cercare la terza vittoria consecutiva (la seconda allo Zini) mister Stroppa deve ovviare a tre assenze pesanti: agli squalificati Collocolo e Bianchetti alla vigilia si aggiunge l’indisponibilità di Castagnetti (tranquilli, nulla di grave). Ritrovano quindi una maglia da titolare Ravanelli, Zanimacchia e Majer. Per andare incontro alle caratteristiche dei giocatori in campo si spostano diverse pedine: dietro è in realtà Ceccherini a scalare sul centrosinistra al posto di Bianchetti, ruolo già ricoperto in Serie A con la maglia del Verona. Sulle fasce Zanimacchia va a sinistra mentre Barbieri torna sulla corsia prediletta.

TUTTO BELLO – La Cremonese ricomincia da dove aveva finito contro il Cosenza. L’inizio grigiorosso è buono, il baricentro è alto e i movimenti senza palla di Vandeputte fanno male. Proprio un inserimento del belga detta un passaggio illuminante di Vazquez: dopo meno di 20’ lo Zini è già in piedi a festeggiare il gol del vantaggio. Il gol dell’1-0 nasconde un po’ di polvere sotto il tappeto, perché la realtà non è tutta Vazquez e Vandeputte. La tecnica dei due sopperisce a diversi limiti di squadra che diventano ben presto evidenti.

AMNESIE FATALI – Come in troppe altre occasioni dopo il gol la Cremonese si rilassa e concede troppo. Il pareggio del Modena arriva presto e mette a nudo i limiti caratteriali e tecnici degli uomini di Stroppa. Sul passaggio geniale di Palumbo tocca a Defrel far fare brutta figura a Ravanelli, ma è tutto il reparto a muoversi male. È inconcepibile lasciare quello spazio al giocatore più pericoloso del Modena in una situazione di gioco a difesa schierata, pochi minuti dopo aver trovato il vantaggio. Nel finale di primo tempo arriva anche il raddoppio: ok, il rigore forse non c’è, ma come si può concedere un uno contro uno su rilancio del portiere? D’altronde, avevamo avvisato già una settimana fa: anche contro il Cosenza la Cremo aveva concesso pericolose ripartenze dopo aver battuto dei corner a favore.

CASTAWAY – Nella ripresa la Cremonese prova a riprenderla, ma mancano idee e geometrie. Majer gioca una discreta gara e con la squadra sbilanciata si rende protagonista di diverse chiusure importanti. Per giocare in quella posizione però serve altro: capacità di vedere gli uomini liberi sul lato debole della squadra avversaria, coraggio nel provare a verticalizzare, esperienza per leggere i momenti della partita e sapere quando accelerare e quando rallentare. È assurdo che una squadra ambiziosa come la Cremo non abbia un sostituto naturale di Castagnetti, che nell’anno delle 36 primavere è costretto agli straordinari. Sono ancora Vazquez e Vandeputte quindi a guidare gli attacchi grigiorossi, che si spengono presto perché dalle fasce non arrivano traversoni precisi.

CAMBI GIUSTI AL MOMENTO GIUSTO – Con la partita imbottigliata verso un epilogo quasi scritto, Stroppa mostra finalmente il coraggio di cambiare schieramento e rischiare. Entrano quindi Johnsen a tutta fascia, Nasti e De Luca, in campo contemporaneamente con Vandeputte e Vazquez. Entra anche Azzi per un involuto Zanimacchia. Il brasiliano è una delle migliori notizie di giornata: ha una gran gamba e semina il panico sulla sinistra. È da un suo cross che arriva il gol del pareggio di De Luca, una rete liberatoria per l’attaccante e per lo Zini. L’ex Samp è tuttora al centro di voci di mercato e il girone d’andata negativo sembra spingerlo lontano da Cremona. Ma siamo sicuri di volerci liberare di un attaccante che ha sempre dato il meglio nella seconda parte di stagione?

LIMITARE GLI ERRORI – Questo pareggio non fa che confermare la posizione della Cremonese nella Terra di Mezzo, a -8 dal terzo posto e a +4 dal quinto. I grigiorossi sembrano avere i mezzi tecnici per parlare la stessa lingua delle tre là davanti, ma non hanno la stessa continuità e la stessa capacità di vincere le partite sporche. In un campionato ostico come quello di Serie B la differenza sta tutta nel limitare gli errori, mentre questa squadra subisce quasi sempre gol per colpe proprie. Solo correggendo queste amnesie si può pensare di puntare al bersaglio grosso.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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