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Cremo, ora tocca a te
Cremo, ora tocca a te

La sconfitta con il Brescia deve essere un’occasione per maturare e cambiare passo, evitando innanzitutto di ripetere certi errori

Ci sono tre, al massimo quattro momenti fondamentali nell’arco di una stagione che possono cambiare il cammino di una squadra. La Cremo affronta proprio ora il primo. La sconfitta contro il Brescia arriva dopo un filotto di sette punti in tre partite che aveva issato i grigiorossi al secondo posto in classifica. Il derby perso non deve abbattere una squadra che stava facendo bene, anzi deve essere occasione di crescita. Certi errori non vanno più ripetuti.

NEI POSTI GIUSTI – Pecchia ripropone il 4-2-3-1 che bene aveva fatto nel secondo tempo contro il Benevento. Dietro a Di Carmine ci sono quindi Buonaiuto, Vido e Gaetano; in mezzo Castagnetti e Valzania. La vera sorpresa è in difesa, dove gioca Crescenzi al posto di Valeri, mentre al centro e in porta rientrano gli azzurrini Okoli e Carnesecchi. Dall’altra parte D’Angelo (in panchina al posto di Inzaghi, impegnato con la nascita del suo primogenito) risponde con Palacio e Tramoni in appoggio a Bajic.

ALTRO PASSO – Stavolta è il Brescia a fare la Cremonese. Nel primo tempo le rondinelle vanno a mille e schiacciano i grigiorossi nella propria metà campo. È la prima volta in stagione che la Cremo subisce la partita, come poi ammesso da Pecchia. Nei primi venti minuti i padroni di casa sfondano a sinistra, dove Tramoni e Pajac fanno impazzire Sernicola, lasciato troppo solo da Gaetano. I tanti palloni che arrivano in area creano più brividi che occasioni vere, Valzania sventa l’unica grande chance anticipando proprio Tramoni.

CAMBIO DI MODULO – Pecchia si accorge che lo schieramento non funziona e a metà primo tempo passa al 4-3-3. Gaetano viene emarginato a fare la mezzala sinistra, perché da questa parte serve la corsa di Valzania per raddoppiare sulle discese di Pajac. La Cremo si sistema ma il baricentro resta basso. Bianchetti non riesce ad alzare la linea difensiva e resta troppo spazio tra i reparti. I grigiorossi non riescono mai a pressare gli avversari nonostante Pecchia chieda a gran voce di alzarsi. Si va al riposo sullo 0-0, e la sensazione è che alla Cremo sia andata bene.

CAMBIO DI UOMINI – La Cremo nella ripresa si presenta con tre cambi: Fagioli, Baez e Bartolomei entrano al posto di Gaetano, Vido e Castagnetti. Diciamo che due indizi non fanno una prova, ma ci siamo quasi. Contro il Benevento avevamo rinviato la questione dell’annosa diatriba cambi giusti vs. formazione sbagliata, ma le tre sostituzioni sono un’ammissione di colpa di Pecchia. La Cremo con il 4-3-3 prende campo e fiducia, anche perché il Brescia nel primo tempo ha speso molto. Tra i subentrati chi fa meglio è Bartolomei, un giocatore che queste partite dovrebbe giocarle sempre. Da mezzala destra si muove bene alle spalle degli avversari, trova sempre lo spazio per ricevere detta i movimenti dei compagni. Scommettiamo che giovedì lo vedremo titolare?

EPISODI – Nonostante tutte queste considerazioni (bravi noi, che le facciamo dopo) alla fine Brescia-Cremonese si conferma una partita determinata dagli episodi. Perché se il rigore di Ciofani fosse entrato saremmo qui a fare altre analisi, ad elogiare la capacità di soffrire nel primo tempo senza prendere gol e a sottolineare la bella reazione della ripresa. E invece puntiamo il dito sugli aspetti negativi di una gara bloccata sullo 0-0 fino a cinque minuti dal termine. Una partita comunque non facile per la Cremo e che deve portare a profonde riflessioni. Siamo sicuri che schierare un Gaetano in queste condizioni non sia controproducente anzitutto per il ragazzo, che resta un 2000 al secondo anno nel calcio dei grandi? Siamo sicuri che in certe situazioni, quando gli avversari sono più in palla, non sia il caso di accettare l’inferiorità e decidere di giocare di rimessa, almeno in certi momenti della partita?

COL PISA PER RADDRIZZARSI – Giovedì – per fortuna – è già tempo di scendere nuovamente in campo. Allo Zini arriverà il Pisa capolista per l’ennesima gara complicata di questo terribile ottobre. Sarà importante dimenticare in fretta la sconfitta per derby e ripartire dalle certezze parzialmente mostrate nel secondo tempo: dalla verve di Valzania e dai movimenti di Bartolomei, dai guizzi di Buonaiuto e dalle sicurezze difensive. Deprimersi e buttare via quanto di buono fatto fino ad ora sarebbe l’errore più grande. Perché si possono anche criticare certe scelte, ma non si può dire che la Cremo non abbia lottato fino all’ultimo minuto.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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