La Cremo incappa nella seconda sconfitta consecutiva: ora serve recuperare tranquillità, cercando di capire meglio i momenti dentro le partite
Sono bastate due sconfitte alla Cremo di Pecchia per sperperare l’esiguo vantaggio racimolato sulla zona playout. Il posticipo tra Cosenza e Reggina potrebbe far risprofondare i grigiorossi nelle zone caldissime della classifica. Le due battute d’arresto non devono far perdere le speranze. Le sconfitte sono occasioni di crescita, andiamo ad analizzare dove e perché la Cremo deve migliorare.
GESTIONE – Nelle ultime quattro partite la Cremo non è mai riuscita a segnare per ultima. A partire dalla gara contro il Cittadella e fino alla sconfitta contro il Lecce, i grigiorossi hanno sempre subito l’ultimo gol della partita. Una circostanza dettata dagli inizi sprint che Pecchia chiede ai suoi, che spesso hanno portato a segnare nel primo quarto d’ora. Le partite però durano 90 minuti e segnare subito non è garanzia di risultato. Serve quindi una maggiore abilità nella gestione del vantaggio, leggendo i segnali dell’avversario.
POKER TELLS – Contro il Lecce i grigiorossi non hanno letto i chiari tell degli avversari, una squadra che non faceva risultato da tempo e che temeva di terminare l’ennesima partita senza i tre punti. In queste occasioni serve finire la preda mentre è sofferente. La Cremo invece dopo il gol di Gaetano si è abbassata senza cercare la rete del k.o., quasi aspettandosi una reazione che a dir la verità non è stata immediata. Il lungo possesso palla nella metà campo grigiorossa – a tratti esasperato con i continui cambi di campo tra Zortea e Valeri, manco fosse un’esercitazione sui lanci lunghi – ha fatto prendere coraggio al Lecce. I giallorossi hanno alzato il baricentro e dopo l’inizio sotto ritmo sono riusciti ad aumentare i giri del motore, entrando a piedi uniti in partita.
MOLTO VERDE, TROPPO VERDE – Tra infortuni e squalifiche Pecchia è stato costretto a schierare una linea difensiva giovanissima. Davanti a Carnesecchi (2000) hanno giocato Zortea (1999), Ravanelli (1997), Coccolo (1998) e Valeri (1998). Pur non avendo commesso errori da matita blu, si è sentita la mancanza di un uomo di esperienza che guidasse il reparto. D’altronde la Serie B è un campionato di cagnacci, dove oltre alle gambe serve metterci la testa, amministrando i diversi momenti dentro la partita. Anche a metà e in attacco la Cremo era giovanissima, con due soli giocatori nati negli anni ’80, Ciofani e Castagnetti. Non è un caso che proprio il buon Daniel sia quello che abbia più “giocato”. Nei momenti di maggior pressione del Lecce ha preso falli, si è lamentato con l’arbitro, ha rallentato il gioco cercando di far perdere il ritmo ai giallorossi.
SBILANCIATI – Nella seconda frazione il Lecce ha dominato per larghi tratti mentre la Cremo si è sciolta come burro al sole. Nei primi 20 minuti della ripresa i grigiorossi non hanno capito di essere in difficoltà e si sono sbilanciati troppo, lasciando agli avversari praterie per attaccare. La grande distanza tra i reparti, unita a una grossa difficoltà nel ripiegare con tempismo, ha portato alla seconda rete, subita dopo una ripartenza in seguito a un passaggio sbagliato di Valeri. Al di là dell’errore di Carnesecchi (non il primo da quando è arrivato a Cremona) non è possibile che una squadra come la Cremo subisca gol in queste condizioni: contro una squadra ambiziosa come il Lecce, in contropiede, a inizio secondo tempo e con il risultato ancora fermo sull’1-1. Una squadra matura deve capire il momento. Se le gambe non girano meglio tenere un uomo in più dietro la linea della palla e aspettare ad attaccare a pieno organico.
FINALE FRENETICO – Nel finale poi la Cremo ha cercato in ogni modo di raddrizzare la partita, arrivando a impensierire Gabriel solo con un destro di Celar. Gli ultimi minuti sono stati dettati dalla frenesia, senza un piano preciso e con giocate estemporanee che non hanno portato risultati. L’ingresso di Strizzolo non è stato sfruttato con i palloni alti mentre Colombo ha giocato solo con il pallone tra i piedi. Solo Buonaiuto ha portato vivacità e caratteristiche diverse rispetto a chi era già in campo. Il suo recupero è fondamentale e la sensazione è che appena raggiungerà una condizione accettabile Pecchia lo manderà in campo dall’inizio.
VISTA DERBY – In tutto questo dobbiamo ancora fare i conti con l’oste. Sabato prossimo si va a Brescia per una partita che rappresenta di per sé un obiettivo stagionale. Il derby porta motivazioni extra e può rappresentare una svolta anche fisica, oltre che mentale. In quest’ottica sarà fondamentale per Pecchia contare sul recupero di alcuni uomini d’esperienza come Bianchetti e Bartolomei, rigenerato dopo il turno di riposo. Mai come in una partita del genere servirà quanto ribadito nelle righe precedenti: non basteranno le gambe, servirà stare dentro la partita e interpretare i diversi momenti, il derby si vince con la testa. Una vittoria potrebbe spazzare vie le ombre dell’ultima settimana e lanciare la Cremo a un tranquillo finale di campionato.
