Cremo, chi è il nuovo mister Rastelli
Cremo, chi è il nuovo mister Rastelli

Vi presentiamo Massimo Rastelli, nuovo allenatore della Cremonese al posto di Andrea Mandorlini. Quest’ultimo esonerato dopo il pareggio in casa dell’Hellas Verona e una media punti quasi da retrocessione.

È Massimo Rastelli il sedicesimo allenatore dell’era Arvedi. A lui il compito di sollevare la Cremonese dopo un brutto avvio di stagione, il peggiore degli ultimi undici anni. Senza la penalizzazione del Foggia, infatti, i grigiorossi sarebbero quintultimi assieme a Venezia e Crotone.

STORIA – Nasce il 27 dicembre del 1968 a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Da calciatore era un attaccante esterno brevilineo, non molto avvezzo al gol. In carriera ha giocato in tutte le categorie, dalla Serie D con Solofra alla Serie A con il Piacenza. Nel curriculum, conta anche esperienze a Mantova, Lucchese, Como, Avellino, Reggina, Sorrento e Juve Stabia. Con le “vespe” chiude la carriera nel 2009, diventandone subito allenatore la stagione successiva, conclusasi con la promozione diretta. Nonostante questo, rimane svincolato in favore di Braglia. A ottobre subentra sulla panchina del Brindisi, dove gioca un giovane Pasquale Maiorino, conducendolo alla salvezza in Seconda Divisione.

Nel 2011 passa al Portogruaro, appena retrocesso dalla Serie B, che conduce a una salvezza tranquilla. L’anno successivo vince il campionato di Lega Pro con l’Avellino. Squadra che, nei due anni successivi, conduce prima all’undicesimo e poi all’ottavo posto, che gli vale l’accesso ai playoff. Salvo però perderli al secondo turno contro il Bologna (poi vincitore degli spareggi), dopo aver eliminato lo Spezia al primo. Il presidente del Cagliari Giulini gli affida dunque l’incarico di riportare la squadra nella massima serie. Cosa che gli riesce senza affanni, come la salvezza la stagione seguente, soprattutto grazie ai 16 gol del rinato Borriello. L’anno successivo, invece, viene esonerato dopo 2 vittorie e 6 sconfitte.

MODULO – Da attaccante quale era, predilige il gioco offensivo, come dichiarato nella presentazione ufficiale alla stampa. Al suo primo anni di Serie A a Cagliari aveva infatti la media di quasi un gol e mezzo a partita. Il suo modulo di base è il 4-3-1-2, modulo che a Cremona difficilmente potrà utilizzare data l’attuale penuria di punte centrali. Più facile, quindi, che si passi a un 4-3-3 puro con gli esterni alti molto a ridosso del terminale offensivo. A differenza, invece, del suo predecessore Mandorlini, solito a schierare un modulo molto più vicino a un 4-5-1, in cui gli esterni vengono chiamati a un super lavoro di ripiego in supporto dei terzini. Di conseguenza, il gioco tende a svilupparsi prevalentemente per via centrali, senza disdegnare però le catene esterne. Basti pensare che a Cagliari, nonostante la presenza di un centravanti di razza come Borriello, la sua squadra era quella con meno cross.

Nicolò Casali
Nicolò Casali

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