Rastelli: «Un onore essere qui, si lavora per i playoff»
Rastelli: «Un onore essere qui, si lavora per i playoff»

Conferenza stampa di presentazione per il nuovo allenatore della Cremo: «Arrivo carico e motivato, mi piace il calcio propositivo». Presenti anche Rossi e Rinaudo, che specifica: «Mai screzi personali con Mandorlini»

«Non ci ho pensato un attimo ad accettare, non nascondo che ho trascorso una notte insonne». Queste le prime parole del nuovo allenatore della Cremonese Massimo Rastelli, ufficializzato dal club grigiorosso stamattina al posto dell’esonerato Mandorlini. Sala stampa gremita al Centro Sportivo Arvedi in mattinata per la conferenza di presentazione, alla quale erano presenti anche il presidente Paolo Rossi e il direttore sportivo Leandro Rinaudo, che si sono concessi alcune dichiarazioni introduttive di rito in merito alla decisione di cambiare guida tecnica e di scegliere l’ex mister di Avellino e Cagliari.

MANDORLOUT – Il presidente Rossi introduce la conferenza ragionando secondo le pure logiche anziendali: «Arriva il punto in cui bisogna fare delle valutazioni e alcune decisioni possono essere sofferte» –  precisa il vertice societario – «Che però sono condivise assolutamente da tutti i membri della Cremonese per il bene della Cremonese. Abbiamo convenuto fosse giunto il momento di cambiare allenatore, la svolte è arrivata ieri in serata, è stata una scelta sofferta. Grazie a Mandorlini per quello che ha fatto, noi ora abbiamo operato in maniera coraggiosa».

RINAUDO – Di seguito Rinaudo, che ci tiene a specificare che a livello personale non ha mai avuto screzi con Mandorlini: «Nessun problema con lui, anzi lo ringrazio pubblicamente per quanto ha fatto in questi mesi, per me la maglia viene sopra qualsiasi cosa e siamo giunti alla conclusione che fosse giusto cambiare tecnico. I giocatori non c’entrano nulla, danno sempre il massimo, lavorano in modo maniacale e hanno dato prova di unità d’intenti anche venerdì a Verona». Anche per l’ex difensore è stata una decisione difficile: «Purtroppo sono momenti che capitano e che implicano sofferenza morale e umana, ma ora ho ancora più entusiasmo del primo giorno» – continua Rinaudo – «Siamo consapevoli che abbiamo fatto bene, siamo speranzosi per il futuro». A lui l’incarico di presentare Rastelli: «Mi viene semplice, fin dal primo contatto ho avuto la sensazione che fosse la persona ideale, di grande spessore umano e una voglia incredibile. Ha fatto la gavetta e si è tolto molte soddisfazioni con anni importanti, sono rimasto contento e mi lascio trasportare dall’istinto». Infine una similitudine per far capire meglio come siano andate le cose: «Massimo aveva l’entusiasmo di un bambino, è rimasto affascinato dalla storia importante del club».

OPPORTUNITÀ – Lucido e convinto Massimo Rastelli nel momento in cui è lui a prendere la parola, prima per un breve cappello introduttivo e poi per rispondere alle domande dei presenti: «Un onore, da oggi sono allenatore di una società storica e di grande tradizione, ho accettato immediatamente» – commenta il nuovo arrivato – «Mi sono visto ogni partita di Serie A e Serie B, fa parte del mio lavoro. In più se sai e immagini dove vorresti andare, mi preparo ancora meglio. Mi sono fatto un’idea sulla forza dell’organico, è di esperienza e anche con giovani interessanti, conosco tutti per averli avuti in rosa o contro in varie partite». Adesso può metterci mano: «Ho visto spirito di sacrificio, lotta su ogni pallone e valori morali importanti».

Rastelli Rinaudo Rossi

OBIETTIVI – La Cremonese di questa stagione vuole assaporare il gusto dei playoff per giocarsi la promozione in Serie A, e finora i risultati sono stati al di sotto delle aspettative. Rastelli in conferenza stampa ribadisce gli obiettivi: «Ho un contratto fino al 2020, ma si cerca di raggiungere l’obiettivo degli spareggi promozione già nei prossimi 8 mesi di lavoro». Un messaggio che arriva anche dal presidente Rossi, poi un minimo di cautela da parte di entrambi: «Naturalmente ora dobbiamo pensare a risalire in classifica, migliorare la posizione attuale».

SISTEMA DI GIOCO – «A noi allenatori non piacciono molto i numeri» – esordisce mister Rastelli alla domanda sulla disposizione tattica della prossima Cremonese – «Non esiste un modulo fisso, voglio che tutti i calciatori si esprimano al massimo in base alle loro caratteristiche». Le idee però sono chiare: «La mia Cremo deve essere meno prevedibile e più efficace, voglio che si giochi in maniera propositiva. So che manca incisività negli ultimi venti metri e lavoreremo molto per trovare le soluzioni ideali in merito».  In passato ha utilizzato il centrocampo a rombo “alla Tesser”, con dunque un trequartista dietro a due punte: «Vedrò se cambiare fin da subito l’interpretazione tattica, Castrovilli è di grande qualità e si è alternato in più ruoli, devo essere bravo a sistemarlo in una zona in cui possa rendere al 100%».

EX PIACENZA – Per il nuovo tecnico grigiorosso quattro anni da calciatore del Piacenza tra il 1997 e il 2001, per un totale di 12 gol in 116 presenze. «Il passato non si può mai rinnegare» – afferma Rastelli, che rimane composto e ne esce con classe – «Sono però sempre stato apprezzato come professionista, infatti ora sono qui e darò l’anima per questi colori». E precisa: «Ho trascorso una notte insonne, non nascondo che avevo proposte dalla Serie A. Arrivo a Cremona motivato, voglioso e carico. I primi giorni di approccio saranno fondamentali, soprattutto quando si subentra».

Rastelli Rinaudo Rossi

SERIE B – Un campionato, quello di Serie B, che Rastelli conosce benissimo, avendolo affrontato da allenatore con Avellino e Cagliari, per un complessivo di 126 panchine, ottenendo grandi risultati. «È un anno particolare, con meno partite e meno tempo per recuperare eventuali ritardi. Da sempre in cadetteria si può vincere e perdere contro chiunque, ma per me quest’anno ancora di più, noto un equilibrio verso l’alto, tante squadre ravvicinate con grossi valori tecnici» – prosegue il mister di Torre del Greco, tracciando gli aspetti su cui porre attenzione massima – «È fondamentale l’atteggiamento mentale, così come la determinazione e il voler lottare su ogni pallone. Prima vengono questi fattori, poi tutto il discorso tecnico-tattico».

ANCORA ARINI – A Cremona Rastelli ritrova Mariano Arini, campano come lui, con cui ha condiviso tre stagioni ad Avellino tra il 2012 e il 2015, conquistando una promozione in B: «Per me è un grande piacere poterlo allenare di nuovo». Lo portò sotto il Torrazzo Tesser, che a sua volta aveva avuto in Campania, diventando un pilastro dei grigiorossi; poi anche Mandorlini non ha potuto mai farne a meno, pur non conoscendolo prima del suo arrivo: «È un ragazzo fantastico, un grande professionista» – sostiene Rastelli – «Non è un caso che sia stato sempre punto di riferimento nonostante le varie gestioni tecniche».

TIFO, STADIO E CENTRO ARVEDI – «La spinta dei tifosi è fondamentale per ottenere grandi risultati, spero di instaurare un bel rapporto con loro». È l’augurio di Rastelli, che svela dei retroscena sulla sua carriera di allenatore, con anche un “mea culpa”: «Sono sempre stato abituato a fare casa-lavoro, tuffandomi in pieno nella professione, però ho capito col tempo che la gente ci vuole vedere in città, anche solo per un caffè. Colpevolmente trascuravo la questione, adesso l’ho capito e mi sembra giusto far trasparire quello che effettivamente siamo, esseri umani come tutti!». Solo una volta lo abbiamo visto allo Zini, quando allenava il Portogruaro-Summaga: «Dopo i lavori non sono mai venuto, lo conoscerò bene». E sul Centro Sportivo di livello: «Le voci girano, sapevo ci fosse questa grande struttura, da sfruttare in tutte le sue potenzialità».

LIVORNO E STAFF TECNICO – Sabato in campo con il Livorno per la dodicesima giornata, poi una sosta di due settimane. «Sarà già fondamentale vincere, non sarà una partita di adattamento o di transizione» – appare fortemente deciso Rastelli a tal proposito – «Portare a casa subito i 3 punti ci darebbe modo di lavorare nella sosta con ancora più entusiasmo e serenità». Infine le note sullo staff tecnico, che lo accompagna da 7 anni: «Dario Rossi è il mio vice storico, Davide Dei è il preparatore dei portieri e Fabio Esposito il preparatore atletico. Pochi, ma ben collaudati».


Fonte: dal nostro inviato Andrea Ferrari
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Rastelli Rinaudo Rossi

Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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