Il nuovo episodio di “C’era una volta…” è dedicato ad Ettore Ferraroni, mastino grigiorosso degli anni ’80 e ’90.
Una vita in grigiorosso. Non si può descrivere con altre parole la carriera calcistica di Ettore Ferraroni, mastino “made in Cremona” che ha disputato 146 partite con la casacca grigiorossa fra Serie A e Serie B spalmate sulla bellezza di dieci stagioni. Tutta l’epopea della Cremonese degli anni d’oro, con due intermezzi vissuti in prestito a Novara e Derthona per maturare e farsi le ossa.
LE GIOVANILI – Ettore nasce a Cremona il 17 gennaio 1968. Originario di Bonemerse, paese alla quale è legata la sua famiglia (anche dal punto di vista imprenditoriale), Ferraroni è un mediano di rottura, grintoso e capace di farsi sentire quando serve. Il centrocampista gioca tutta la trafila nel settore giovanile della Cremonese fino ad esordire in prima squadra nel campionato 1985/86, esattamente il 2 marzo 1986 a Pescara. Era la Cremonese di Montorfano, Bencina e Rampulla e la squadra era nelle salde mani di Emiliano Mondonico. Il “Mondo” getta nella mischia il diciassettenne Ferraroni, che farà capolino in campo in altre quattro circostanze.
I PRESTITI E IL RITORNO – L’anno dopo il centrocampista scende in campo una sola volta e viene quindi mandato “in esilio” per due stagioni. Il giocatore si fa le ossa prima a Novara poi nel Derthona (dove realizzerà l’unico suo gol in carriera), quindi la dirigenza lo richiama alla base. Ferraroni sarà uno degli elementi fondanti del centrocampo grigiorosso fino alla fine dell’era Simoni. Il ragazzo di Bonemerse vivrà sulla propria pelle gli spareggi persi nel 1987, quello vinto a Pescara contro la Reggina, la cavalcata trionfale in Serie B nel 1992, la coppa di Wembley e la doppia salvezza in Serie A tra il 1993 e il 1995. Con la retrocessione nel 1996, Ferraroni decide di restare, purtroppo in tempo per vedere la barca affondare in C1. Dopo la sfortunata annata della gestione Silipo/Sonetti Ettore lascia la Cremo.
LA BUCA DI… FERRARONI – Al centrocampista è legato un episodio curioso: coppa di Wembley, Prenton Park: la Cremonese sfida il Tranmere Rovers, coriacea squadra inglese che da del filo da torcere ai grigiorossi. Il risultato è in bilico e l’arbitro concede un rigore agli inglesi. Il giocatore ospite Aldridge parte e segna, ma l’arbitro fa ripetere e i giocatori protestano. Tutti tranne uno. Ferraroni si aggira intorno al dischetto, scava una buca e Aldridge, al momento di tirare nuovamente il penalty, sbaglia. La Cremo vince 2-1 e prosegue il suo cammino fino alla vittoria finale. Ricky Maspero confesserà più avanti di aver preso spunto da quell’episodio per scavare la famosissima buca sul dischetto del rigore di Salas in un funambolico Toro-Juve terminato 3-3.
Ferraroni si distinguerà sempre per il grande attaccamento dimostrato per i nostri colori e per la sua passione e la sua voglia di portare in alto la Cremonese. Oggi il tifo per i colori grigiorossi non è sparito e, anzi, spesso si può vedere l’ex centrocampista fare il tifo per la sua Cremo direttamente dallo Zini.
