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Castellacci: «Se il caso sospetto capitasse in B…»
Castellacci: «Se il caso sospetto capitasse in B…»

Il prof. Castellacci, oggi presidente LAMICA, a Radio Number One: «A Bologna possono blindarsi per 14 giorni, ma nelle serie minori è impossibile»

È la giornata decisiva per la ripartenza della Serie A. Nel vertice odierno fra il governo e la Figc, si dovrebbe stabilire ufficialmente il 20 giugno come data di ripresa del massimo campionato, ma stando alle decisioni dell’ultimo Consiglio Federale anche Serie B e Lega Pro dovrebbero tornare in campo. Per il professor Enrico Castellacci, ai vertici dei medici del calcio e per svariati anni responsabile sanitario della nazionale azzurra, sarebbe un problema: «Al Bologna è appena spuntato un sospetto caso positivo fra i tesserati e i protocolli parlano di 14 giorni di ritiro blindato, con allenamenti individuali – ha detto nella mattinata di oggi, 28 maggio, a Radio Number One –, ma se accade a inizio campionato? Si ferma tutto, così non funziona. E mettete che capiti in B o in C: impossibile gestire la situazione a livello logistico, non ci sono le strutture per permettere questa quarantena».

PARTITE OGNI TRE GIORNI E CALDO ESTIVO – Oltretutto, il prof. Castellacci è intervenuto anche sul tema delle partite ravvicinate in caso di ripartenza e sul fatto che sia impossibile d’estate giocare alle 16.30: «Il calcio non è fuori dall’eccezionalità del momento – ha spiegato –, si può provare a ricominciare a giocare ma con regole che lo consentano, altrimenti è improbabile terminare la stagione. Ne parlavo ieri con Damiano Tommasi dell’Assocalciatori: i giocatori vengono da uno stress psicofisico imponente, si sono allenati pure poco, come si può giocare ogni tre giorni e addirittura di pomeriggio? Noi saremo alleati di chi si vorrà opporre. Più che per il caldo, per l’umidità, che è il vero problema a livello muscolare».

Redazione
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